(AGENPARL) - Roma, 23 Aprile 2026 - “Abbiamo chiesto di interpellare il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica su quella che possiamo definire una vera e propria strage di lupi nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Sono almeno 18 gli esemplari uccisi, presumibilmente tramite l’utilizzo di esche avvelenate o atti di bracconaggio. Un attacco gravissimo alla biodiversità e al patrimonio faunistico nazionale, oltretutto avvenuto in un’area protetta che dovrebbe garantire la massima tutela della fauna e in particolare del lupo, specie protetta dal ruolo ecologico fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi e per il controllo naturale delle popolazioni di ungulati. Il preoccupante e repentino cambio di paradigma registrato in Unione Europea e fortemente sostenuto dal governo italiano ha portato al declassamento dello status di protezione del lupo, con il rischio che si alimenti una cultura di ‘rimozione letale’ e di ‘abbandono della prevenzione’ che intacchi l’equilibrio ecosistemico. Oltre a individuare i responsabili di questa carneficina, vogliamo sapere come intenda muoversi il Ministro Pichetto Fratin e quali impegni intenda assumersi per perseguire una reale coesistenza tra uomo e lupo. Rischiamo di disperdere i risultati raggiunti. Cosa aspetta ad adottare un Piano nazionale di conservazione e gestione del lupo, così come avvenuto in altri Stati europei? Avere un quadro di riferimento tecnico trasparente ed univoco assicurerebbe una gestione coerente su scala nazionale ed europea”.
Lo dichiarano in una nota i parlamentari del Comitato Pianeta 2050 Sergio Costa, Alessandro Caramiello, Carmen Di Lauro, Ilaria Fontana, Gisella Naturale, insieme alla deputata M5S Daniela torto, firmatari dell’interpellanza rivolta al Ministro Pichetto Fratin.