(AGENPARL) - Roma, 23 Aprile 2026 - Cresce la tensione tra Stati Uniti e Iran sul fronte marittimo. Il CENTCOM ha dichiarato che, dall’inizio del blocco navale imposto contro la Repubblica islamica, le forze armate americane hanno deviato 29 navi dirette verso porti iraniani o in uscita dalle sue coste.
Secondo la nota ufficiale del comando militare, alle imbarcazioni è stato ordinato di invertire la rotta o rientrare nei porti di partenza, nell’ambito delle operazioni di controllo legate al blocco. Il CENTCOM ha inoltre respinto le notizie secondo cui alcune navi commerciali sarebbero riuscite a eludere le restrizioni, ribadendo l’efficacia delle misure adottate.
Il blocco navale si inserisce in un contesto di forte escalation. Il 28 febbraio, Stati Uniti e Israele hanno avviato un conflitto armato contro l’Iran, culminato in settimane di scontri e bombardamenti. Il presidente Donald Trump ha successivamente annunciato, il 7 aprile, un cessate il fuoco reciproco della durata di due settimane.
Secondo le autorità iraniane, il bilancio dei 40 giorni di guerra sarebbe pesante, con oltre 3.300 vittime. Tuttavia, il tentativo di avviare un dialogo diplomatico non ha prodotto risultati concreti: i colloqui tra Washington e Teheran, svoltisi a Islamabad l’11 aprile, si sono conclusi senza accordo.
Il 21 aprile, Trump ha dichiarato di voler estendere il cessate il fuoco, ma la risposta iraniana è stata netta. La televisione di Stato di Teheran ha riferito che il Paese non riconoscerà alcuna proroga unilaterale e agirà secondo i propri interessi strategici.
In questo clima di incertezza, il rappresentante iraniano alle Nazioni Unite, Amir-Saeid Iravani, ha lasciato aperta una possibilità di ripresa dei negoziati, a condizione che gli Stati Uniti revochino il blocco navale.
La situazione resta quindi altamente instabile, con il rischio di nuove escalation militari e un impatto significativo sugli equilibri geopolitici e sulle rotte commerciali internazionali.