(AGENPARL) - Roma, 21 Aprile 2026 - Non più solo condanne verbali, ma sanzioni economiche. Al Consiglio Affari Esteri di Lussemburgo, un blocco di paesi guidato da Spagna, Irlanda e Slovenia, con l’appoggio esplicito del Belgio, ha messo ufficialmente sul tavolo la sospensione dell’Accordo di Associazione UE-Israele.
Le dichiarazioni del belga Maxime Prévot – che ha definito “inaccettabile” la condotta israeliana in Libano – si saldano all’iniziativa di Madrid e Dublino. I “quattro critici” accusano Israele di aver violato l’Articolo 2 dell’accordo, che vincola i rapporti commerciali al rispetto dei diritti umani. Sebbene la sospensione totale richieda l’unanimità (ostacolata da paesi come Germania e Ungheria), il pressing per una sospensione parziale mira a colpire i privilegi commerciali di Tel Aviv. “L’Europa deve scegliere tra i suoi valori e la sua inerzia”, è il messaggio che rimbalza dai corridoi di Lussemburgo mentre a Islamabad si cerca una tregua che sembra sempre più fragile.
