(AGENPARL) - Roma, 20 Aprile 2026 - “Apprendiamo con forte preoccupazione il susseguirsi di indiscrezioni e smentite circa possibili pressioni sull’Istat in vista del responso definitivo sul rapporto deficit/Pil dell’Italia per il 2025. Secondo quanto riportato da alcune testate, peraltro di area centrodestra, vi sarebbe un clima di forte tensione attorno all’Istituto e ai suoi organi tecnici su una partita evidentemente considerata decisiva dal Governo. Parliamo di un tema sul quale il ministro Giorgetti ha investito gran parte della propria credibilità politica, dopo che le precedenti rilevazioni hanno collocato il rapporto deficit/Pil prima al 3,1% e poi al 3,07%, dunque oltre la soglia europea di riferimento. Siamo di fronte a un dato politico evidente: dopo avere perseguito politiche di austerità che hanno azzerato la crescita, aggravato la pressione fiscale e contribuito all’aumento del debito pubblico, sia in valore assoluto sia in rapporto al Pil, il ministro Giorgetti sembra illudersi di poter rivendicare un risultato contabile legato a una correzione millimetrica del dato statistico finale, nella speranza di scendere sotto il 3,05% di deficit/pil, che per effetto degli arrotondamenti significherebbe attestarsi al 3% e sperare così di uscire dalla procedura di infrazione Ue. Il punto però è ancora più grave, ed è di ordine istituzionale: l’Istat è un presidio di autonomia tecnica e scientifica del Paese e deve restare totalmente sottratto a qualsiasi pressione, diretta o indiretta, esplicita o implicita. Quando attorno a un organo di statistica pubblica si crea un clima pesante, di pressione politica, non è in gioco soltanto un numero: è in gioco la credibilità delle istituzioni repubblicane e dell’Italia nei confronti dell’Europa e dei mercati. Colpisce inoltre che tutta questa determinazione nel centrare un risultato contabile venga esercitata da Giorgetti non per avere maggiore flessibilità di investimento a favore di welfare, sanità, istruzione, ricerca, innovazione o politica industriale, ma per poter esercitare la clausola di scorporo dal Patto di stabilità delle sole spese per la difesa. È una scelta politica precisa, che dice molto sulle priorità di questo Governo. Per questo ribadiamo un principio non negoziabile: l’Istat è e deve restare indipendente. Su questo vigileremo con la massima attenzione. Resta infine una domanda di fondo: perché Giorgetti e il Governo Meloni non hanno mostrato in Europa la stessa fermezza per contrastare un Patto di stabilità prociclico e penalizzante, o per opporsi a ulteriori vincoli e impegni che rischiano di comprimere ancora di più gli spazi di crescita e di giustizia sociale del Paese?”. Lo dichiara il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo.
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