(AGENPARL) - Roma, 18 Aprile 2026 - “È gravissimo il modo in cui la maggioranza vuole stravolgere il ruolo dell’avvocatura. L’articolo 30 bis del decreto Sicurezza approvato ieri in Senato con cui si prevede un incentivo economico all’avvocato che convinca il proprio assistito ad aderire al rimpatrio volontario è una norma offensiva. Siamo di fronte a una classe politica che conferma di essere del tutto priva di una coscienza costituzionale, che intende strumentalizzare gli avvocati facendone il mezzo per realizzare le sue scelte politiche sull’immigrazione. E lo fa nel modo più volgare possibile ossia tentando di allettare l’avvocato suscitando un interesse economico personale al rimpatrio del migrante che si sia a lui rivolto per essere assistito e difeso. Una norma che oltre a calpestare diritti e dignità dei migranti getta discredito sull’avvocatura perché nasconde il retropensiero che gli avvocati assistano i migranti e ne promuovano i ricorsi in modo strumentale e per finalità di guadagno. La maggioranza immagina che la soluzione sia far diventare più conveniente l’assistenza al rimpatrio piuttosto che il diritto di difesa. Dietro questa norma si nasconde la concezione del mondo delle destre al governo: tutto si può comprare, persino la dignità degli avvocati, e tutto si può calpestare, a maggior ragione la vita dei migranti. Ha fatto benissimo l’Organismo congressuale forense, a cui va tutto il nostro supporto, ad alzare la voce contro questo esempio di barbarie giuridica e annunciare lo stato di agitazione dell’avvocatura. Presenteremo un emendamento soppressivo per ribadire e confermare la funzione costituzionale dell’avvocato, libero e indipendente, quale presidio dei diritti fondamentali, primo fra tutti il diritto di difesa, e delle libertà di ogni persona”. Così in una nota la deputata M5S Valentina D’Orso, capogruppo in commissione Giustizia.