(AGENPARL) - Roma, 8 Aprile 2026 - I mercati energetici globali hanno registrato un forte ribasso dopo l’annuncio di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, con un crollo significativo dei prezzi di petrolio e gas.
Alle 06:15 GMT, i future sul Brent risultavano in calo di circa il 14,6%, attestandosi a 92,9 dollari al barile. Ancora più marcata la flessione del West Texas Intermediate (WTI), sceso del 16% a 94,8 dollari.
Anche il mercato del gas ha reagito con forza: l’indice europeo TTF gas ha registrato un crollo di circa il 20%, con i prezzi scesi sotto i 43 euro per megawattora. In parallelo, il gasolio da riscaldamento ha perso circa il 18%, scendendo a 3,66 dollari al gallone.
Il ribasso è direttamente legato alla distensione geopolitica seguita all’annuncio del cessate il fuoco. L’iniziativa sarebbe stata proposta dal primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, che ha invitato le parti a una tregua di due settimane e a negoziati a Islamabad.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha confermato l’accordo, dichiarando di aver accettato la sospensione delle operazioni militari contro l’Iran per un periodo limitato. Secondo quanto riferito, entrambe le parti e i rispettivi alleati avrebbero concordato un cessate il fuoco immediato in tutte le aree di conflitto.
La reazione dei mercati riflette la riduzione del rischio geopolitico, che nelle settimane precedenti aveva spinto i prezzi energetici verso l’alto, soprattutto a causa delle tensioni nello Stretto di Hormuz, cruciale per il trasporto globale di petrolio e gas.
Se la tregua dovesse reggere, gli analisti prevedono una possibile stabilizzazione dei prezzi energetici nel breve termine, con effetti positivi su inflazione, trasporti e costi industriali a livello globale. Tuttavia, resta alta l’attenzione sulla tenuta dell’accordo e sull’evoluzione della situazione geopolitica nella regione.
