(AGENPARL) - Roma, 7 Aprile 2026 - Mentre i primi raid aerei colpiscono l’aeroporto di Khorramabad e i siti strategici di Parchin (almeno 15 le vittime accertate), l’Iran precipita in un drammatico vuoto di leadership. La notizia, che sta scuotendo le cancellerie internazionali, riguarda il nuovo leader supremo Mojtaba Khamenei: secondo un memo d’intelligence riservato rivelato da The Times, il successore di Ali Khamenei sarebbe ricoverato a Qom in stato di incoscienza.
Leadership “decapitata”
L’incapacità di intendere e volere di Mojtaba Khamenei, 56 anni, lascia il Paese privo di una guida politica nel momento più critico dall’inizio delle ostilità il 28 febbraio scorso. Il controllo operativo è passato di fatto nelle mani dei Pasdaran (IRGC), ma l’assenza di una voce ufficiale del Leader Supremo sta alimentando il caos interno. Trump stesso, in un briefing alla Casa Bianca, ha definito la leadership iraniana “decapitata”, suggerendo che il regime non sia più in grado di coordinare una risposta unitaria.
L’appello alla “carne da macello”
Sul fronte interno, la risposta del regime alla minaccia di distruzione delle infrastrutture civili è la via della disperazione. Il Segretario del Consiglio della Gioventù, Alireza Rahimi, ha diffuso un video-appello rivolto a giovani, atleti e artisti affinché si radunino oggi alle ore 14:00 (locali) attorno alle principali centrali elettriche del Paese. L’obiettivo è formare “catene umane” per proteggere i siti energetici dai raid previsti per la serata, una tattica che trasforma migliaia di civili in potenziali scudi umani contro i missili da crociera già segnalati in volo sui cieli di Teheran sud.
Raid e ritorsioni: colpiti i simboli del potere
L’offensiva è già in corso: l’agenzia giudiziaria Mizan ha confermato che attacchi mirati hanno centrato il complesso petrolchimico di Teheran e l’aeroporto internazionale di Khorramabad. Per ritorsione, l’Iran ha lanciato una salva di missili verso Israele e l’Arabia Saudita, provocando la chiusura immediata delle rotte terrestri nel Golfo. Resta appesa a un filo la mediazione pakistana a Islamabad, definita dall’Ambasciatore Moghadam in una “fase critica e sensibile”, unico possibile freno a una notte di distruzione totale delle infrastrutture civili.
https://www.samaa.tv/2087348920-pakistan-s-efforts-in-iran-conflict-enter-critical-stage-ambassador
https://www.jpost.com/middle-east/iran-news/article-892289
https://www.jpost.com/middle-east/iran-news/2026-04-07/live-updates-892285