(AGENPARL) - Roma, 7 Aprile 2026 - Mentre l’Iran affronta il collasso interno e l’incertezza sulla sorte di Mojtaba Khamenei, emergono dettagli inquietanti sul supporto tecnologico che Mosca sta garantendo al regime di Teheran. Secondo un rapporto dell’intelligence ucraina, rilanciato da testate internazionali come Al Arabiya e The Times of Israel, il Cremlino starebbe fornendo immagini satellitari ad alta risoluzione e supporto cyber per affilare la precisione degli attacchi iraniani contro obiettivi statunitensi e alleati.
Il documento rivela una collaborazione sistematica: tra il 21 e il 31 marzo, i satelliti russi avrebbero effettuato almeno 24 ricognizioni dettagliate su 46 siti strategici in 11 Paesi del Medio Oriente. Tra gli obiettivi mappati figurano basi militari americane, aeroporti e campi petroliferi, con particolare attenzione alla King Khalid Military City in Arabia Saudita, nel tentativo di localizzare i sistemi di difesa aerea THAAD di fabbricazione statunitense. Il pattern individuato dagli analisti è chiaro: pochi giorni dopo i rilevamenti russi, i siti mappati sono stati oggetto di attacchi con droni e missili balistici da parte dell’Iran o dei suoi proxy.
Non si tratta solo di “occhi nel cielo”. Il rapporto evidenzia una cooperazione senza precedenti nel dominio cyber, con hacker russi e iraniani che condividerebbero infrastrutture e dati per colpire le reti occidentali in quella che gli esperti definiscono una guerra ibrida totale. Mentre il Presidente Trump minaccia di colpire le infrastrutture civili iraniane se non verrà raggiunto un accordo entro stasera, l’intelligence occidentale teme che il supporto russo possa incoraggiare Teheran a una resistenza oltranzista, trasformando il conflitto in una guerra per procura tra grandi potenze.