(AGENPARL) - Roma, 7 Aprile 2026 - La crisi iraniana subisce un’accelerazione diplomatica e logistica a poche ore dall’ultimatum fissato per le 01:30 italiane. L’agenzia di Stato russa TASS ha confermato il rimpatrio d’urgenza di 175 dipendenti di Rosatom dalla centrale nucleare di Bushehr.
Il personale tecnico è stato trasferito in autobus attraverso il confine con l’Armenia per essere successivamente imbarcato su voli speciali diretti a Mosca. Secondo quanto dichiarato dal capo di Rosatom, Alexey Likhachev, la decisione è stata presa in seguito a un attacco che ha colpito il perimetro di sicurezza del sito nelle scorse ore.
Il disimpegno russo, che di fatto rimuove lo “scudo diplomatico” dalle infrastrutture sensibili iraniane, segnala la certezza di Mosca di un’imminente escalation militare. Mentre la Russia mette in sicurezza i propri cittadini, Teheran appare sempre più isolata sul piano internazionale, con i canali di mediazione ridotti al minimo in attesa della scadenza notturna.
L’evacuazione massiccia del personale di Bushehr rappresenta il segnale più concreto di una fase di non ritorno, trasformando i timori di un attacco alle infrastrutture energetiche in una realtà tattica imminente.
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