(AGENPARL) - Roma, 6 Aprile 2026 - Nuove tensioni sul fronte energetico globale: l’Iran avrebbe deciso di introdurre un “pedaggio di sicurezza” per tutte le navi che attraversano lo strategico Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più importanti al mondo per il trasporto di petrolio e gas.
Secondo quanto riportato dall’agenzia iraniana NourNews, ogni Paese sarà tenuto a pagare per garantire il transito sicuro delle proprie imbarcazioni. La misura riguarderebbe non solo i Paesi considerati ostili, ma anche quelli amici, senza eccezioni. Le autorizzazioni al passaggio verrebbero infatti rilasciate solo dopo il pagamento completo di questo “pedaggio di sicurezza”.
Fonti citate dall’emittente spiegano che la decisione rientra in una strategia più ampia di Teheran per compensare i danni subiti a seguito delle recenti tensioni geopolitiche. L’obiettivo sarebbe quello di trasformare il controllo dello stretto in uno strumento economico e di pressione, imponendo una sorta di tributo internazionale per il mantenimento della sicurezza nella zona.
La misura potrebbe avere un impatto significativo sui mercati energetici globali. Lo Stretto di Hormuz rappresenta infatti un punto nevralgico per il commercio mondiale di idrocarburi: una quota rilevante del petrolio esportato dal Golfo Persico passa proprio attraverso questo corridoio marittimo.
Il contesto resta altamente instabile. Il 5 aprile, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato azioni militari contro infrastrutture energetiche e civili iraniane qualora lo stretto non venisse riaperto entro il giorno successivo.
L’introduzione di un pedaggio obbligatorio rischia ora di aggravare ulteriormente le tensioni internazionali, con possibili ripercussioni sui prezzi dell’energia e sulla stabilità delle rotte commerciali. La comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione l’evolversi della situazione, consapevole che anche piccoli cambiamenti nello status dello Stretto di Hormuz possono avere conseguenze globali.
