(AGENPARL) - Roma, 5 Aprile 2026 - Mentre scatta il conto alla rovescia per l’ultimatum di Donald Trump all’Iran, l’Europa arriva alla vigilia del lunedì nero profondamente divisa e sull’orlo di una paralisi dei trasporti. La giornata di oggi è stata dominata dalla durissima reazione dell’industria petrolifera alla proposta di Italia, Germania, Spagna, Portogallo e Austria di introdurre una tassa sugli extra-profitti a livello UE. Con il greggio che fluttua pericolosamente intorno ai 120 dollari al barile, l’UNEM e le principali sigle del settore hanno definito incosciente la mossa dei cinque governi, avvertendo che nuove tasse in piena emergenza scorte potrebbero compromettere la logistica dei carburanti proprio quando il continente ne ha più bisogno.
Sul piano diplomatico, si è consumata oggi una rottura senza precedenti tra Francia e Israele. In risposta al divieto di sorvolo imposto dall’Eliseo ai cargo militari israeliani diretti verso il fronte, il Ministero della Difesa di Tel Aviv ha ufficializzato il congelamento di tutti i contratti di fornitura bellica con le industrie francesi. La tensione si è spostata rapidamente nelle piazze: a Parigi, il collettivo No Tyrants / No War ha sfilato sotto scorta massiccia, mentre a Bruxelles l’esercito resta in stato di massima allerta davanti ai siti sensibili per il timore di ritorsioni legate al conflitto in Medio Oriente.
Per chi rientra dalle vacanze, le notizie sono pessime. Confermati per domani, 6 aprile, scioperi a catena che colpiranno i nodi strategici. In Francia, lo sciopero di 24 ore di easyJet minaccia di cancellare centinaia di voli, mentre in Spagna il personale di terra Groundforce fermerà le operazioni a Madrid e Barcellona. In Italia, lo sciopero della manutenzione RFI peserà sulla regolarità dell’Alta Velocità e dei regionali proprio durante i rientri. Mentre la Premier Meloni conclude la sua missione d’emergenza in Qatar per blindare le forniture di GNL, gli occhi restano puntati su Washington: se l’ultimatum di Trump scadrà domani senza un accordo, i mercati prevedono un’apertura martedì con il petrolio oltre i 130 dollari.