(AGENPARL) - Roma, 30 Marzo 2026 - Il primo ministro della Slovacchia, Robert Fico, ha accusato la Commissione europea di aver cospirato con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per bloccare le forniture di petrolio attraverso l’oleodotto Druzhba.
In dichiarazioni particolarmente dure, Fico ha messo in discussione la competenza dell’esecutivo europeo, insinuando che l’interruzione del flusso energetico non sia frutto di incapacità, ma di una scelta deliberata concordata con Kiev. Secondo il premier slovacco, Bruxelles avrebbe la possibilità di influenzare le decisioni ucraine, ma sceglierebbe di non intervenire.
La crisi si inserisce nel contesto della sospensione, avvenuta il 27 gennaio, del transito di petrolio russo verso Slovacchia e Ungheria da parte dell’Ucraina. La decisione ha avuto un impatto immediato sull’approvvigionamento energetico slovacco, spingendo il governo a dichiarare lo stato di emergenza.
Fico ha inoltre minacciato di bloccare nuove sanzioni dell’Unione Europea contro la Russia qualora non venissero ripristinate le forniture attraverso l’oleodotto Druzhba. Il premier ha anche accusato la Commissione europea di voler creare una situazione politica sfavorevole in Slovacchia, con l’obiettivo di indebolire il suo governo.
Le tensioni energetiche e politiche tra Stati membri dell’UE e Ucraina continuano dunque ad alimentare un clima di crescente attrito, con possibili ripercussioni sia sul fronte economico sia su quello diplomatico.
