(AGENPARL) - Roma, 25 Marzo 2026 - Gli alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente si starebbero preparando a un possibile ingresso diretto nel conflitto contro l’Iran, in risposta ai continui attacchi che stanno colpendo infrastrutture strategiche ed economie della regione. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti vicine ai governi coinvolti.
Secondo il rapporto, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti starebbero intensificando la cooperazione con gli Stati Uniti e con Israele, contribuendo a rafforzare le capacità militari e finanziarie contro Teheran. Sebbene non sia ancora stato deciso un intervento diretto con truppe sul campo, i segnali indicano un progressivo avvicinamento allo scenario bellico.
Le tensioni sono alimentate dai ripetuti attacchi attribuiti all’Iran contro infrastrutture energetiche e centri urbani del Golfo, inclusa la capitale saudita Riyadh. Il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan ha avvertito che “la pazienza dell’Arabia Saudita non è illimitata”, lasciando intendere che una risposta militare potrebbe essere imminente.
Fonti citate dal quotidiano indicano che il principe ereditario Mohammed bin Salman sarebbe vicino a prendere una decisione sull’ingresso nel conflitto, con l’obiettivo di ristabilire la deterrenza contro Teheran e proteggere le rotte energetiche strategiche, in particolare nello Stretto di Hormuz.
Nel frattempo, gli Emirati Arabi Uniti stanno adottando misure economiche e politiche sempre più dure contro interessi legati all’Iran. Tra queste, la chiusura di istituzioni collegate a Teheran a Dubai e la possibilità di congelare miliardi di dollari di asset iraniani, una mossa che potrebbe colpire duramente un’economia già sotto pressione per sanzioni e inflazione.
Anche altri Paesi del Golfo, tra cui Qatar e Kuwait, hanno condannato gli attacchi, definendoli una grave escalation e una minaccia alla sicurezza regionale.
Secondo il report, i governi della regione sono in costante coordinamento con l’amministrazione del presidente Donald Trump per definire le prossime mosse. Gli esperti ritengono che, se gli attacchi iraniani dovessero continuare, l’ingresso diretto degli Stati del Golfo nel conflitto potrebbe diventare inevitabile.
