(AGENPARL) - Roma, 13 Marzo 2026 - Di seguito una dichiarazione della Capo Delegazione del CICR in Libano, Agnès Dhur:
“L’intensificarsi delle ostilità nel Libano meridionale, nella valle della Bekaa e a Beirut sta aggravando l’impatto del conflitto sui civili e sulle infrastrutture critiche da cui dipendono. Gli ordini di evacuazione che interessano vaste aree del Paese stanno provocando ondate significative di sfollamenti interni.”
Le persone si rifugiano all’aria aperta, ai lati delle strade, lungo la costa, vivendo sotto il frastuono degli aerei da guerra, temendo per la propria vita e per l’incolumità dei propri cari. Molte aree colpite dagli ordini di evacuazione sono diventate città fantasma, tranne quando i residenti si azzardano a tornare per controllare le proprie case e i propri effetti personali tra un bombardamento e l’altro. Altri hanno scelto di rimanere nelle zone colpite nonostante il pericolo, non perché si sentano al sicuro, ma semplicemente perché non hanno altro posto dove andare.
I civili, sia che partano o che restino, sono protetti dal diritto internazionale umanitario. Un ordine di evacuazione non esonera le parti in conflitto dai loro obblighi previsti dalle norme di guerra, tra cui quello di risparmiare tutti coloro che non prendono parte ai combattimenti.
È fondamentale sottolineare che anche i civili hanno il diritto di tornare alle proprie case non appena la situazione sarà considerata sicura. Le regole di guerra devono essere rispettate, per garantire che i civili abbiano qualcosa a cui tornare. Ospedali, scuole, reti idriche ed elettriche devono essere protette affinché possano servire queste popolazioni al loro rientro. L’uso di armi esplosive pesanti dovrebbe essere evitato nelle aree popolate.
Il modo in cui il conflitto viene condotto oggi avrà conseguenze immediate e durature sulla vita dei civili, anche dopo la fine delle ostilità.