(AGENPARL) - Roma, 11 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Wed 11 March 2026 **Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano**
Comunicato del 11/03/2026, ore 11:33
Nota ai media!
————–
I lavori del plenum vengono trasmessi in diretta sulla homepage www.consiglio-bz.org e sul canale YouTube del Consiglio provinciale. Su quest’ultimo è possibile interrompere lo streaming per rivedere i passaggi precedenti, in caso di interesse a specifici interventi. Alla pagina web www.consiglio-bz.org/it/filmati-delle-sedute-del-consiglio è disponibile invece, di norma dal giorno successivo alle riprese, una riproduzione strutturata delle stesse, con la possibilità di cercare e selezionare la discussione su un determinato atto e gli interventi dei singoli consiglieri/delle singole consigliere.
Consiglio
Lavori Consiglio: Accoglienza di migranti, Repressione in Iran
**Mozioni di JWA Wirth Anderlan e Partito Democratico/Gruppo verde.** (Link foto in coda)
È ripresa oggi in Consiglio provinciale a Bolzano la trattazione, avviata della No all’obbligo di accoglienza di migranti nei Comuni, Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha chiesto che il Consiglio provinciale deliberasse quanto segue: 1. qualora dei Comuni dovessero dichiararsi contrari ad accogliere cosiddetti “profughi”, la Giunta provinciale è tenuta a rispettare questa decisione e a non trasferire dette persone in quei Comuni; (2. svolgere consultazioni popolari vincolanti in tutti i Comuni dell’Alto Adige per verificare se sono disposti ad accogliere i cosiddetti “profughi” – il punto 2 era stato ritirato ieri dal proponente).
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha fatto riferimento agli accenni ai valori cristiani fatti ieri in aula, rilevando che la Chiesa cattolica avrebbe molti locali da mettere a disposizione. Ha quindi fatto riferimento al peggioramento vissuto dalla città di Berlino, destinazione di una recente trasferta di una delegazione del Consiglio, in seguito all’immigrazione incontrollata. questa per la Giunta non è un tema prioritario: essa si concentra sulla riforma dell’Autonomia, di cui Urzì è contentissimo, ma si tratta di una cavallo di troia – – ma a differenza degli abitanti di troia, qui è ben chiaro che cosa riserverà il futuro. Ci sono molti comuni disabitati in Italia, per trasferirsi nei quali ci sono addirittura incentivi fiscali: sarebbe quindi una proposta valida.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha detto che STF e JWA sembra vogliano fare il possibile affinché l’integrazione non funzioni; dicono che chi arriva qui dovrebbe lavorare, ma il governo di destra lo rende impossibile, così come la Bossi-Fini rende impossibile arrivare in Italia legalmente; le stese forze di estrema destra impediscono da anni una distribuzione a livello europeo, mentre “noi da anni ci impegniamo in questo senso”. la stessa cosa avviene a livello locale: Rabensteiner ieri ha fatto riferimento ai tanti paesini in Italia a rischio spopolamento in cui si dovrebbero trasferire i migranti, “ma è proprio quello che la Giunta vorrebbe fare in Alto Adige”. Quindi, non interessa una soluzione, bensì solo fomentare l’odio contro gli stranieri, “ma si parla di una singola famiglia per comune!”
Paul Köllensperger (Team K) ha detto che ci sono diversi tipi di migrazione, tra cui quella dei rifugiati. Dire “il popolo vuole, non vuole” ha poco senso, perché nemmeno alla città di Bolzano è stato chiesto cosa vuole. si tratta di ridistribuire il carico su tutto il territorio provinciale. Ha chiesto all’ass. Pamer perché non si è aderito al sistema SAI di accoglienza e integrazione, cui hanno aderito singolarmente solo alcuni comuni, ma non la Provincia: il sistema è finanziato con fondi statali ed europei, e consentirebbe già di accogliere famiglie di rifugiati nei comuni periferici. Ha quindi respinto la mozione.
Myriam Atz (Süd-Tiroler Freiheit) ha detto che queste persone non sono per strade, sono già alloggiate in appartamenti nelle città, e ora dovrebbero essere trasferiti nelle periferie, in paesi dove gli stessi residenti non trovano alloggi. Diverso sarebbe se ci fossero disponibilità. I Comuni dovrebbero poter scegliere se dare disponibilità o meno. Bisogna fare qualcosa per i residenti, che non trovano alloggio e lasciano la provincia, e poi manca personale specializzato. se non si interviene, avviene una sostituzione etnica.
Harald Stauder (SVP) ha criticato il concetto di “sostituzione etnica”, un concetto del 2011 di un ideologo dell’estrema destra francese, una terminologia di disprezzo dei diritti umani: bisogna stare attenti alle parole che si usano. Ai fini dell’integrazione, è meglio se si distribuiscono le persone in periferia, e questo anche riguardo all’integrazione nella popolazione di lingua tedesca. In quanto a Berlino, è una metropoli europea con una molteplicità culturale che va gestita in modo positivo.
La quota di stranieri presenti in provincia è proporzionale alla popolazione residente, ha detto dai banchi dei consiglieri l’ass. Christian Bianchi (Forza Italia – Uniti per l’alto Adige), aggiungendo che altre province ne hanno di più. Se tuttavia le persone vengono concentrate in un unico posto, questo comporta grandi difficoltà di integrazione, perché il gruppo si chiude in se stesso e non ha possibilità di essere coinvolto in altre attività. cercare di ripartire queste persone anche in periferia è l’unico problema per gestire il problema distribuendo le famiglie dove hanno più possibilità. Chiaro che ogni Comune vorrebbe che se ne occupasse qualcun altro, ma tripartire le problematiche è un’iniziativa giusta, e i Comuni che si sono già attivati vanno ringraziati.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha detto che si chiedeva perché JWA e STF facessero questo tipo di iniziative: “Pensate di fare un buon servizio alla popolazione, se abusate di questi timori aizzando gli animi e creando un’immagine che non ha a che fare con la realtà?”. Il messaggio che si dà è che se le persone fanno fatica ad arrivare a fine mese o a trovare un alloggio la colpa è dei migranti. va detto anche che dei 60.000 migranti ufficiali, 90.000 compresi quelli di generazione, la maggior parte è di origine europea e germanica. Non è vero nemmeno che a livello nazionale o europeo non si fa nulla, c’è stato un irrigidimento delle norme e molto è stato fatto, al fine di gestire il tutto senza dimenticare uno spirito umanitario. I migranti in Alto Adige permettono di mantenere molti servizi, compresi sanità e agricoltura, e sono contribuenti netti, ma questo i proponenti non lo dicono. Dicono invece che i locali vengono avvantaggiati in ambito IPES, ma in realtà in base ai criteri vigenti non è così: ci sono due graduatorie separate, ma questo non si racconta. In questo modo non si mira certo a tutelare la popolazione locale, bensì solo ad accaparrarsi voti. In quanto a stranieri criminali, l’espulsione è già prevista dalla legge vigente. Il progetto di redistribuzione non riguarda certo criminali ma persone che non hanno commesso reati, che vivono qui regolarmente: la redistribuzione permetterebbe una migliore integrazione e accompagnamento, e faciliterebbe l’accesso al mercato del lavoro. Nel confronto coi Comuni si è arrivati a un gentlemen agreement, non un obbligo, e non c’è stata nemmeno una voce contraria, così come non sono previste sanzioni; si è parlato anche di eccezioni nel caso in cui nei singoli Comuni ci siano già dei progetti. I sindaci hanno dato la propria parola, ed è stato detto che solo in questo modo è possibile integrare le famiglie; sono già stati cercati alloggi. La cosiddetta “sostituzione etnica” è una teoria della cui provenienza bisogna essere consapevoli. Il punto 2, ritirato, non sarebbe stato ammissibile perché anticostituzionale, oltreché vergognoso dal punto di vista umano. La mozione sarà respinta: si è consapevoli che ci sono dei problemi, ma si continuerà a cercare soluzioni. Jürgen Wirth Anderlan ha detto a Pamer che si scopre sempre tutto dai giornali: in un’intervista al Dolomiten lei stessa ha detto che è la Provincia a pagare gli affitti, e questo significa che gli appartamenti sono gratuiti, mentre lei lo nega. Kompatscher ha detto che lui racconta bugie, ma è lui che governa con Fratelli d’Italia e poi partecipa alle manifestazioni contro la remigrazione; Foppa può andare fiera perché conosce a menadito il regolamento del Consiglio, ma lui risponde alle persone che gli chiedono aiuto e segue la propria coscienza; finge di essere a Madre Teresa del Consiglio, ma lui una famiglia di rifugiati l’ha accolta. Capisce i problemi del Comune di Bolzano, ma se lo spazio non c’è bisogna invitare i migranti a tornarsene a casa propria: l’unica soluzione è lo stop all’immigrazione e la remigrazione. Magnago nel 1953 aveva detto che l’immigrazione è la fine per il gruppo etnico sudtirolese. Myriam Atz (Süd-Tiroler Freiheit), intervenendo per fatto personale, ha ribadito la citazione di Magnago. La mozione è stata respinta con 5 sì, 25 no e 2 astensioni.
Sandro Repetto (Partito Democratico) ha quindi presentato la Iran: una repressione che si ripete – al fianco di tutte le persone che manifestano per libertà, diritti e giustizia sociale (presentato dai conss. Repetto, Foppa, Oberkofler e Rohrer il 14/01/2026), cofirmata dal Gruppo verde, con il quale chiedeva al Consiglio provinciale di esprimere la propria piena solidarietà e vicinanza alla popolazione iraniana e a tutte le persone che in Iran hanno manifestato pacificamente per la libertà, la democrazia, l’uguaglianza di genere, la giustizia sociale e il rispetto dei diritti fondamentali e condanna con fermezza la repressione delle proteste e le violazioni sistematiche dei diritti umani perpetrate dal regime iraniano; e di impegnare la Giunta provinciale ad attivarsi presso il Governo italiano affinché monitori con attenzione gli sviluppi in Iran e, a prescindere da eventuali cambiamenti nella gestione del potere politico nel Paese, promuova e sostenga con costanza azioni politiche, diplomatiche e di cooperazione volte a tutelare e garantire i diritti umani fondamentali della popolazione iraniana, incluse la libertà di espressione, di associazione, di manifestazione pacifica, la protezione delle persone detenute e il divieto di pena di morte, conformemente agli standard internazionali sui diritti umani; nonché dia pieno supporto alle iniziative multilaterali e alle richieste di indagini indipendenti su violazioni dei diritti umani e ad appoggiare misure che facilitino l’accesso alle informazioni e la protezione della società civile iraniana.”. L’Europa, ha detto Repetto, deve essere un punto di riferimento politico e morale, capace di sostenere chi lotta per i propri diritti e la propria sopravvivenza: in questo caso vanno sostenute tutte le persone che hanno pacificamente manifestato per i diritti umani, in particolare quelli delle donne, e condannata la repressione del regime, e impegnando il Governo italiano a scegliere una posizione chiara. Questo voto non è legato a una questione attuale, ma ribadisce il principio fondamentale della tutela della dignità umana.
Brigitte Foppa (Gruppo verde), co-firmataria, ha detto che, dopo la mozione precedente che metteva al centro il tema dei migranti, questo documento evidenziava le ragioni di chi scappa. Quanto sta avvenendo in Iran è disorientante, e il voto richiama quanto previsto dal diritto internazionale, al quale bisogna ritornare a fronte dle fatto che le istituzioni internazionali come l’ONU siano rimaste inermi davanti agli ultimi conflitti. Anche l’atteggiamento di Trump è stato shockante; valori e diritti come quelli delle donne vengono presi a pretesto, ma la violenza ha sempre portato ulteriore violenza: bisogna parlare di pace. Si può fare poco, ma questo voto vuole essere un contributo.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha detto che il voto è encomiabile, ma ci sono anche altre situazioni, per esempio in Nigeria, dove i popoli vengono perseguitati. Il voto era stato presentato prima dell’attacco di Israele e USA, nel frattempo la situazione si era complicata. Anche in questo caso l’autodeterminazione sarebbe una soluzione.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha detto di essersi stupito di aver visto, a Berlino, una manifestazione contro il regime islamico: la politica della sinistra ha portato a una situazione pazzesca, ignorando la problematica dell’islamizzazione, lo stesso erede dello scià denuncia questa politica. Con il pretesto della tolleranza si va in questa direzione, e non si ricorda com’era l’Iran prima del 1979, quando non c’era l’obbligo di velo. Si criticano certe situazioni in Iran e poi si permettono in Europa.
Renate Holzeisen (Vita) ha sostenuto il voto, sottolineando che il popolo persiano non è responsabile delle minacce islamiche ed evidenziando il peso e la responsabilità degli interventi USA. Così come la UE è responsabile di aver portato avanti la guerra in Ucraina, qui ci sono responsabilità di USA e Israele, e l’antisemitismo nasce proprio con queste azioni. Ha quindi ricordato come spesso vengano scelti obiettivi civili come le scuole, e questo non va certo a sostegno del popolo iraniano e della democrazia; in Iran sono stati messi al potere elementi voluti dall’Occidente.
Waltraud Deeg (SVP) ha detto che la situazione è estremamente drammatica, vengono violati diritti umani e perseguitati bambini e donne. Questo voto è importante. Il popolo iraniano ha una storia e una cultura importante, ma da decenni ne vengono calpestati i diritti. la posizione della UE in quest’ambito è fatale, non si ßé in grado di portare avanti una risposta univoca. Si tiene conto di un deal che riguarda gli interessi economici occidentali ma non degli interessi dei cittadini, la UE dovrebbe avere una chiara politica estera che si impegni per i diritti fondamentali. L’attacco di USA e Israele è una violazione del diritto internazionale, nato dopo lunghe dittature, e questo è molto problematico. Va considerata infine la dipendenza dell’Europa da petrolio e combustibili fossili e l’aumento dei prezzi comportato dalla guerra.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde), cofirmatario, ha detto che da anni parti della popolazione in Iran manifestano per i diritti, e negli ultimi mesi sono stati ammazzati dalle guardie della rivoluzione: è giusto quindi occuparsi di questo tema e offrire sostegno, perché i diritti umani vengono calpestati. Nessuno ha nostalgia di un regime che ha calpestato i diritti umani, ma va considerato che Trump ha calpestato il diritto internazionale, e che dietro a questo intervento non c’è alcuna strategia. La UE deve tenere gli occhi aperti e parlare con voce univoca, l’ONU deve intervenire quando i diritti umani vengono violati. Non sostenere il diritto internazionale rende il mondo più pericoloso, non va dimenticato che l’alto Adige è stato sostenuto dall’ONU. (Sven Knoll, citato da Oberkofler, è intervenuto per fatto personale e ha ribadito che per il suo gruppo il voto è importante e l’avrebbe sostenuto).
Harald Stauder (SVP) ha detto che a suo avviso la strategia esiste, e aggiunto che da quarant’anni si chiede una politica estera comune della UE, ma questo non avviene, e non si possono fermare i dittatori con manifestazioni. Essi reagiscono solo a interventi militari e posizioni dure. Sul sito politici di opposizione iraniani accolgono con favore l’intervento di Israele e USA, perché consente di fare passi avanti. L’ultimo scià non era così pulito come si vuol far credere, anche se è vero che dopo di lui è andata peggio. Stauder ha daggiunto che l’Iran comprende molti popoli, compresi i curdi, e che esporta terrorismo: un cambio diregime potrebbe aiutare a rendere ilmedio oriente un’area più sicura.
Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit) ha sottolineato che se l’Occidente non si mischiasse dappertutto, forse il mondo sarebbe più pacifico. Esso si mischia solo laddove ci sono risorse naturali: è vero che ci sono violazioni dei diritti umani, ma nel mondo 380.000 cristiani vengono perseguitati, ma per loro nessuno interviene o si indigna. L’Occidente vuole sempre imporre la propria moralità ad altri paesi, ma bisogna chiedersi se è giusto che gli Stati occidentali si mischino in conflitti locali.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha sottolineato che è vero, come scritto nel voto, che “la storia si ripete”, e questo riguarda anche l’intervento americano in Iran. ha quindi ricordato l’intervento americano del 1953 in Iran quando fu nazionalizzato il petrolio, con la messa alla guida del paese di Reza Pahlavi. Molte persone però non erano contenti, quindi era andata al potere la guida religiosa, ora per volere degli USA deve fornire il figlio dello scià. Questa guerra non farà altro che aumentare la migrazione verso l’Europa: si parla di difendere i diritti umani, “ma questi non sono stati difesi nel 2020: dov’erano i verdi allora?”. Il consigliere ha quindi ricordato una propria mozione contro il guerrafondaismo, che era stata bocciata.
Il presidente Arnold Schuler ha ammonito il consigliere per aver usato dei termini offensivi.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha evidenziato che la politica internazionale non sempre ha difeso il popolo iraniano, essendo in ballo interessi economici. Vanno sostenuti i diritti umani, e condannata la violazione del diritto internazionale: si sarebbe dovuto agire con mandato ONU. È giusto prendere posizione, ma bisogna differenziare e distinguere chiaramente se si tratti di violazioni del diritto internazionale – il rispetto dei diritti umani deve essere sostenuto; bisogna anche fare attenzione alle parole. Anche l’Europa deve essere consapevole della propria responsabilità, e anche del fatto che può svolgere un ruolo a livello internazionale, per rafforzare il diritto. Sandro Repetto ha ringraziato per gli interventi e apprezzato il riferimento agli organi internazionali, UE e ONU in primis: è da lì che deve partire un intervento. Messo in votazione, il voto è stato approvato all’unanimità (31 sì).
Link foto (Consiglio provinciale di Bolzano): **MC**
[Vai all’articolo online ›](https://www.consiglio-bz.org/it/comunicati-stampa/plenarsitzung-fluchtlingsaufnahme-2-repression-im-iran-260311)
Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano