(AGENPARL) - Roma, 8 Marzo 2026 - I giacimenti di gas scoperti nel Mediterraneo orientale stanno ridisegnando gli equilibri energetici della regione. Queste risorse hanno accresciuto il valore strategico dell’area, attirando l’interesse di Paesi come Turchia, Israele ed Egitto, insieme a Grecia e Cipro, e rafforzando la competizione per il controllo delle rotte e delle infrastrutture energetiche.
Tra i ritrovamenti più significativi figura il giacimento Leviathan, individuato nel 2010 al largo delle coste di Israele, uno dei più rilevanti dell’area. Lo sviluppo dei giacimenti del Mediterraneo orientale ha progressivamente rafforzato il ruolo della regione come possibile spazio di produzione ed esportazione di gas verso i mercati internazionali.
In questo quadro nel 2019 è stato istituito al Cairo l’East Mediterranean Gas Forum, piattaforma di cooperazione tra diversi Paesi interessati allo sviluppo e alla gestione delle risorse presenti nell’area.
Le scoperte di gas hanno riacceso il confronto sulla delimitazione delle zone economiche esclusive e sullo sfruttamento dei fondali nel Mediterraneo orientale. In questo contesto la Turchia punta a rafforzare il proprio ruolo energetico regionale, in un confronto che coinvolge anche Grecia e Cipro e che riflette dinamiche geopolitiche più ampie.
La guerra in Iran ha riportato al centro del dibattito internazionale la vulnerabilità delle principali rotte energetiche globali, a partire dallo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio mondiale di petrolio e gas.
Il Mediterraneo orientale si configura così come una nuova scacchiera energetica, dove diversi attori cercano di rafforzare la propria posizione tra giacimenti offshore, infrastrutture e rotte energetiche. Tra i protagonisti figurano Turchia, Israele ed Egitto da un lato e Grecia e Cipro dall’altro, ciascuno impegnato a consolidare il proprio ruolo nella regione. La posta in gioco riguarda non solo i giacimenti presenti nell’area, ma anche il controllo delle rotte e il peso strategico che queste possono garantire negli equilibri del Mediterraneo nei prossimi anni.
