(AGENPARL) - Roma, 6 Ottobre 2026 - La senatrice Marinella Pacifico rilancia l’articolo pubblicato sul blog di Beppe Grillo, «Dove vanno i nostri soldi? Ora possiamo seguirli», e lo mette a confronto con le prime occupazioni studentesche a Torino, raccontate oggi da Libero.
Da una parte, due ragazzi, Domenico Gagliardi e Francesco Giannicola, in 24 ore e con gli strumenti dell’intelligenza artificiale hanno costruito il portale open source www.dovevannoinostrisoldi.com, che aggrega oltre trenta fonti pubbliche (SIOPE, OpenBDAP, ANAC, OpenCivitas, ISTAT, MEF, Banca d’Italia, INPS e altre) e rende leggibile la spesa. Nel 2025 i Comuni hanno registrato 114,2 miliardi di pagamenti di cassa, circa 1.936 euro per abitante, su 7,1 milioni di movimenti; nel 2024 erano 109,5 miliardi. Accanto ai numeri ci sono fonte, periodo e limiti del dato. Pochi giorni fa gli stessi autori hanno lanciato Italia Aperta (www.italiaaperta.it): l’assistente Pino interroga 1.172 pagine ufficiali di 214 enti e rimanda sempre alla fonte. Il codice è su GitHub. Fanno, in poche ore, ciò che lo Stato non fa da anni: prendere dati pubblici dispersi e renderli consultabili.
Dall’altra, al Carlo Ignazio Giulio e al Liceo Regina Margherita di Torino, nello stesso edificio di San Salvario, il collettivo Opposizione studentesca d’alternativa ha occupato gli istituti con il motto «Facciamo come in Francia», lanciando una mobilitazione permanente contro carovita, guerra, razzismo e repressione e contro il disegno di legge del governo sulla scuola e il riarmo. Ingressi bloccati, assemblee, striscione «Giulio occupato, qui nessuno è straniero». Docenti e la dirigente del Giulio si sono schierati con gli studenti. Simona De Simoni, insegnante di sostegno, ha parlato di alleanza per difendere la scuola e ha definito un’aggressione lo scaricare i problemi strutturali sugli «stranieri». Occupazione anche al Gobetti («contro la scuola caserma, il razzismo e la guerra») e tende davanti all’Edisu per il caro affitti e le regole che penalizzano gli stranieri nei posti letto. Gli studenti denunciano tetti che crollano, palestre che piovono, termosifoni spenti, e chiedono che i soldi vadano ai problemi veri, non alla guerra.
«È la stessa Italia, vista da due lati», dichiara la senatrice Pacifico. «I giovani che occupano contestano politiche economiche e repressive che danneggiano la scuola: edifici fatiscenti, regolamenti punitivi, un modello che il governo vuole sempre più caserma, risorse dirottate su riarmo e deportazioni invece che su edilizia, diritto allo studio e innovazione. Nello stesso tempo altri giovani, senza incarichi e senza portali istituzionali che parlino tra loro, risolvono con l’intelligenza artificiale il labirinto della burocrazia e restituiscono ai cittadini la consultazione dei dati. Un’Italia che corre in modo indipendente dal governo Meloni, arretrato, lento e inadeguato, che ostacola formazione e conoscenza e rende la vita più disagiata. I soldi sono nostri, i dati pure: finché Palazzo Chigi preferisce la guerra alla scuola e l’opacità alla trasparenza, saranno studenti e sviluppatori a fare il lavoro che spetterebbe allo Stato.»
Dichiarazione di Marinella Pacifico, già Senatrice della Repubblica.
