(AGENPARL) - Roma, 6 Marzo 2026 - L’Iran ha avvertito i paesi europei che qualsiasi sostegno alle operazioni militari di Stati Uniti e Israele contro Teheran potrebbe trasformarli in obiettivi legittimi di rappresaglia.
Il monito è stato lanciato dal viceministro degli Esteri iraniano Majid Takht-Ravanchi durante un’intervista all’emittente France 24. Il diplomatico ha dichiarato che l’Iran ha già avvertito i paesi europei di non unirsi a quella che ha definito una guerra aggressiva contro la Repubblica islamica.
“Abbiamo già avvisato gli europei e tutti gli altri di stare attenti e di non precipitarsi in questa guerra aggressiva contro l’Iran. Se un paese si unirà all’aggressione degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, diventerà inevitabilmente un obiettivo legittimo di rappresaglia”, ha affermato Takht-Ravanchi.
Le dichiarazioni arrivano mentre alcuni paesi europei starebbero fornendo supporto logistico alle forze statunitensi dispiegate in Medio Oriente nell’ambito dell’operazione militare contro l’Iran.
Il 2 marzo il ministro degli Esteri della Spagna José Manuel Albares ha dichiarato che le basi militari spagnole non vengono utilizzate per operazioni contro l’Iran. Successivamente, la ministra della Difesa Margarita Robles ha spiegato che Washington ha deciso di spostare i suoi aerei cisterna verso altri paesi.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha tuttavia continuato a sostenere che le basi in Spagna sarebbero state utilizzate nell’operazione, avvertendo Madrid della possibilità di interrompere i rapporti commerciali con il Paese.
Le tensioni regionali sono esplose dopo che il 28 febbraio Stati Uniti e Israele hanno lanciato un’operazione militare su larga scala contro l’Iran, colpendo diverse città, tra cui la capitale Teheran. La Casa Bianca ha giustificato gli attacchi citando presunte minacce missilistiche e nucleari provenienti da Teheran.
In risposta, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha annunciato una vasta operazione di rappresaglia contro obiettivi israeliani e strutture statunitensi nella regione, con attacchi segnalati anche in Bahrein, Giordania, Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.
Gli attacchi contro l’Iran avrebbero provocato centinaia di vittime, tra cui la Guida Suprema Ali Khamenei e altre figure di alto livello della leadership iraniana.