(AGENPARL) - Roma, 1 Marzo 2026 - Il Islamic Revolutionary Guard Corps (IRGC) ha annunciato l’avvio della terza e della quarta ondata dell’operazione “True Promise 4”, in risposta a quelli che definisce attacchi statunitensi e israeliani contro la Iran.
Secondo una dichiarazione diffusa domenica mattina dall’ufficio relazioni pubbliche del Corpo, l’operazione sta prendendo di mira “vasti obiettivi militari e di sicurezza del regime statunitense e sionista” con missili più avanzati rispetto a quelli impiegati nella precedente “True Promise 3”, promettendo attacchi “più precisi e devastanti”. Le forze dell’IRGC si sono dette pronte a colpire posizioni nemiche fisse e mobili nella regione anche con droni di produzione iraniana.
In precedenza, sabato sera, l’IRGC aveva dichiarato che una nave americana identificata come MST sarebbe stata “gravemente colpita” da missili lanciati dalla Marina iraniana.
Le tensioni sono esplose dopo che gli United States e Israele hanno condotto attacchi aerei su città in 24 province iraniane, a due giorni da colloqui sul programma nucleare previsti a Vienna. Il nuovo round negoziale avrebbe dovuto rappresentare il quarto incontro tra delegazioni iraniane e statunitensi nel mese di febbraio.
Il terzo round si era svolto a Geneva, dove il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il suo omologo dell’Oman, Badr bin Hamad Al Busaidi, mediatore dei colloqui, avevano parlato di progressi.
In una dichiarazione successiva, Araghchi ha definito i raid una “palese violazione della sovranità nazionale e dell’integrità territoriale” iraniana, sostenendo che costituiscono una violazione dell’articolo 2(4) della Carta delle Nazioni Unite e un atto di aggressione armata.
Nel frattempo, in diverse città iraniane si sono svolti raduni spontanei di cittadini per protestare contro quelli che vengono descritti come attacchi di guerra da parte di Stati Uniti e Israele, mentre la situazione regionale continua a deteriorarsi.