(AGENPARL) - Roma, 9 Febbraio 2026La Commissione Europea ha inviato una Comunicazione degli Addebiti a Meta , esponendo la sua opinione preliminare secondo cui Meta ha violato le norme antitrust dell’UE impedendo agli assistenti di Intelligenza Artificiale (“IA”) di terze parti di accedere e interagire con gli utenti su WhatsApp. La condotta di Meta rischia di impedire ai concorrenti di entrare o espandersi nel mercato in rapida crescita degli assistenti di IA.
La Commissione intende pertanto imporre misure provvisorie per impedire che questo cambiamento di politica causi danni gravi e irreparabili al mercato , fatte salve la risposta di Meta e i suoi diritti di difesa.
I prodotti di punta di Meta sono i social network, come Facebook e Instagram, e le applicazioni di comunicazione per i consumatori, come WhatsApp e Messenger. Gestisce anche servizi di pubblicità online e prodotti di realtà virtuale e aumentata. Meta fornisce un assistente AI multiuso, Meta AI.
Il 15 ottobre 2025, Meta ha annunciato un aggiornamento dei Termini di WhatsApp Business, escludendo di fatto dall’applicazione gli assistenti AI generici di terze parti. Di conseguenza, dal 15 gennaio 2026, l’unico assistente AI disponibile su WhatsApp è lo strumento di Meta, Meta AI, mentre i concorrenti sono stati esclusi.
La Commissione ha informato Meta che questa modifica di politica sembra a prima vista violare le norme dell’UE in materia di concorrenza.

L’indagine della Commissione
La Commissione conclude in via preliminare che:
- È probabile che Meta domini il mercato delle applicazioni di comunicazione per i consumatori nello Spazio economico europeo (“SEE”) , in particolare tramite WhatsApp.
- È probabile che Meta abusi di questa posizione dominante negando l’accesso a WhatsApp ad altre aziende, compresi gli assistenti di intelligenza artificiale di terze parti. In questa fase, la Commissione ritiene che WhatsApp rappresenti un importante punto di accesso per consentire agli assistenti di intelligenza artificiale generici di raggiungere i consumatori.
- Vi è un’urgente necessità di misure di protezione a causa del rischio di danni gravi e irreparabili alla concorrenza. La condotta di Meta rischia di innalzare barriere all’ingresso e all’espansione, e di marginalizzare irreparabilmente i concorrenti più piccoli sul mercato degli assistenti di intelligenza artificiale per uso generale.
L’invio di una comunicazione degli addebiti sulle misure provvisorie non pregiudica l’esito dell’indagine. Meta ha ora la possibilità di rispondere alle preoccupazioni della Commissione.
La comunicazione degli addebiti riguarda lo Spazio economico europeo, ad eccezione dell’Italia, dove l’Autorità garante della concorrenza e del mercato italiana ha imposto misure provvisorie a Meta nel dicembre 2025.
Sfondo
Il 4 dicembre 2025 la Commissione ha avviato un procedimento formale nell’ambito dell’indagine in corso.
L’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (“TFUE”) e l’articolo 54 dell’Accordo SEE vietano l’abuso di posizione dominante che possa pregiudicare gli scambi e impedire o limitare la concorrenza all’interno del mercato unico. L’attuazione dell’articolo 102 TFUE è definita nel Regolamento (CE) n. 1/2003 .
Ai sensi dell’articolo 8(1) del Regolamento 1/2003, possono essere imposte misure provvisorie se, a prima vista, sussiste una violazione delle norme del diritto della concorrenza, nonché un’urgente necessità di misure di protezione a causa del rischio di un danno grave e irreparabile alla concorrenza.
La comunicazione degli addebiti è una fase formale delle indagini della Commissione sulla necessità di imporre misure provvisorie. La Commissione informa per iscritto le parti interessate delle sue conclusioni preliminari. Le parti possono quindi esaminare i documenti contenuti nel fascicolo istruttorio della Commissione, rispondere per iscritto e richiedere un’audizione orale per presentare le proprie osservazioni sul caso dinanzi ai rappresentanti della Commissione e delle autorità nazionali garanti della concorrenza.
Se la Commissione conclude, dopo che le parti hanno esercitato i loro diritti di difesa, che sussistono le condizioni per l’adozione di misure provvisorie, può adottare una decisione che impone tali misure. L’adozione di una decisione che impone misure provvisorie non pregiudica le conclusioni definitive della Commissione sul merito del caso.
“L’intelligenza artificiale sta portando innovazioni incredibili ai consumatori, e una di queste è il mercato emergente degli assistenti AI. Dobbiamo proteggere una concorrenza efficace in questo settore dinamico, il che significa che non possiamo permettere alle aziende tecnologiche dominanti di sfruttare illegalmente la propria posizione dominante per procurarsi un vantaggio sleale. I mercati dell’IA si stanno sviluppando a un ritmo rapido, quindi dobbiamo agire rapidamente. Per questo motivo stiamo valutando la possibilità di imporre rapidamente misure provvisorie a Meta, per preservare l’accesso dei concorrenti a WhatsApp mentre l’indagine è in corso ed evitare che la nuova politica di Meta danneggi irreparabilmente la concorrenza in Europa”.
Lo dichiara Teresa Ribera, Vicepresidente Esecutiva per una Transizione Pulita, Giusta e Competitiva”
