(AGENPARL) - Roma, 5 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Thu 05 February 2026 Approvata una Proposta di risoluzione promossa dal consigliere Ricci
(Avs), bocciata invece quella predisposta dai consiglieri di
opposizione
(Acs) Perugia, 5 febbraio 2026 – L’Assessore regionale
all’Istruzione, Fabio Barcaioli, su richiesta della consigliera
Letizia Michelini (Pd) ha informato l’Aula sulla situazione del
dimensionamento della rete scolastica per l’anno 2026-2027 adottato
dal Commissario e quindi di mettere a conoscenza dell’Aula delle
motivazioni alla base dell’istruttoria che hanno portato
all’adozione del piano.
Approvata una Proposta di risoluzione (11 voti favorevoli, 7 contrari)
promossa dal capogruppo di Avs, Fabrizio Ricci che impegna la Giunta
regionale a: “esprimere netta contrarietà al dimensionamento
scolastico e ferma opposizione al commissariamento della Regione
Umbria, rappresentando la posizione regionale a Governo e Parlamento;
sostenere in tutte le sedi istituzionali la revoca del
commissariamento e l’aggiornamento completo dei dati sulla
popolazione scolastica umbra; promuovere il confronto con gli enti
locali, organizzazioni sindacali della scuola e comunità scolastiche
per azioni condivise a difesa della scuola pubblica, informando il
Consiglio regionale sugli sviluppi”.
Bocciata invece, con 7 voti favorevoli e 11 contrari la Proposta di
risoluzione predisposta da tutti i consiglieri di opposizione (prima
firmataria Paola Agabiti-FdI) che mirava ad impegnare la l’Esecutivo
regionale “ad aprire un dialogo formale con il Commissario e il
Governo, nel rispetto del quadro imposto dal PNRR e dalle normative
vigenti, al fine di non pregiudicare il raggiungimento
dell’obiettivo e portare il confronto non più sul piano dello
scontro, ma all’interno della normale dialettica istituzionale”.
Nell’intervento di richiesta dell’informativa all’Assessore,
Letizia Michelini ha chiesto dunque di informare l’Aula sulle
“motivazioni alla base dell’istruttoria che ha portato il
commissario ad acta, nominato dal Governo, ad adottare il piano di
dimensionamento della rete scolastica per l’anno 2026-2027. È
importante chiarire se la Regione sia stata messa a conoscenza dei
criteri seguiti e degli atti istruttori posti alla base delle
decisioni assunte dal Commissario e per quali ragioni il commissario
non abbia dato seguito alle proposte di dimensionamento contenuto in
tutti gli atti istruttori elaborati dagli enti competenti a partire
dalle province e dal piano adottato da questo Consiglio regionale. Le
scelte adottate hanno destato forte sgomento nei territori, proprio
perché appaiono calate dall’alto, prive di motivazioni esplicite, in
contrasto con il lavoro istruttorio svolto, sollevando seri dubbi
sulla correttezza e sulla qualità del procedimento eseguito”.
Fabio Barcaioli (assessore): “Quello che che stiamo vivendo sulla
scuola è un momento estremamente critico perché la scuola è al
centro di tagli ministeriali sia per quanto riguarda il corpo docenti,
quello del personale ATA, sia per quanto riguarda i finanziamenti ai
progetti che erano avviati, ad esempio allo 06 e l’Umbria sta dentro
questi tagli che continuano ai dirigenti scolastici ed amministrativi.
Abbiamo aperto da mesi un’interlocuzione con il Ministero perché i
nuovi tagli richiesti all’Umbria, cioè passare dai 139 ai 130
dirigenti scolastici e di GSA sono frutto di conti sbagliati perché
tengono in considerazione il numero previsionale di iscritti a scuola
che è totalmente sbagliato rispetto al numero degli iscritti reali.
Quando il Ministero si è accorto di questo errore, ha deciso di
aumentare di 80 unità il numero di dirigenti a livello nazionale e ha
deciso di fare questa distribuzione degli 80 in modalità
completamente soggettiva, di natura politica, mettendo nel decreto che
il quoziente che dava il numero di dirigenti che ogni regione doveva
tenere e quindi anche il numero di dirigenti tagliati, che teneva
conto delle zone montane, delle aree interne, del numero degli
iscritti, dei nuovi nati eccetera doveva essere moltiplicato per,
mediamente, 1,6. Noi abbiamo più volte richiesto al Ministero come
veniva fuori questo ‘mediamente’ e perché alcune regioni avevano
una moltiplicazione per 2. Delle 80 dirigenze distribuite per tutta
Italia, all’Umbria, unica regione in Italia, ne sono andate zero. Su
quest’ultima azione abbiamo avuto due richieste di incontro con il
Ministero, dove il Ministro ha delegato i tecnici i quali non sono
stati in grado di darci una risposta. Da qui abbiamo deciso il ricorso
al Tar perché chiedevamo di non fare 9 dimensionamenti, ma 7 perché
all’Umbria, secondo i conti, spettavano 7 dimensionamenti. Abbiamo
così dato luogo ai 7 dimensionamenti dopodiché sono arrivate due
diffide da parte del Ministero alla Regione e quindi abbiamo deciso di
individuare velocemente altri due dimensionamenti mettendo la
sospensiva di efficacia. Anche alla Conferenza Stato Regioni abbiamo
sottolineato il fatto di aver presentato ricorso al Presidente della
Repubblica perché si stavano sbagliando i conti. A questo punto
chiediamo di aspettare il pronunciamento del Presidente della
Repubblica prima di fare gli ulteriori due tagli. Ma non siamo stati
ascoltati e si è arrivati al commissariamento. Il Commissario ha
deciso di non rispettare le indicazioni della Regione, dopo il
confronto con la Provincia e l’Ufficio scolastico regionale. Quindi
la previsione dei 7 dimensionamenti previsti nella provincia di
Perugia e 2 in quella di Terni dovevano diventare 8 nella provincia di
Perugia e 1 in quella di Terni. Questa situazione ha spiazzato tutti
perché la scelta di Città di Castello al posto di Terni è stata
fatta senza alcun confronto. Ma per ragioni oggettive è impossibile
mettere in pratica questo dimensionamento. Lunedì prossimo avremo una
riunione con il Direttore dell’Ufficio scolastico regionale, che nel
mentre non è più commissario, con il quale avvieremo un confronto
per cercare di capire come poter tornare indietro sul ‘pasticcio’
fatto a Città di Castello. Le Direzioni didattiche in Umbria sono
quasi una ventina e noi dobbiamo fare quanto scritto inizialmente nel
Pnrr: ristrutturazione, riorganizzazione delle dirigenze scolastiche
in tutta l’Umbria, perché all’inizio il PNRR non prevedeva i tagli,
prevedeva esclusivamente una riorganizzazione della scuola, delle
dirigenze scolastiche in Umbria. Questo va fatto fuori dalla spada dei
tagli per riorganizzare la scuola in Umbria, in un concetto che deve
vedere tutti, sindaci, amministrazioni, tecnici, questo Consiglio e la
Commissione con uno sguardo da qui a 20 anni. Ma per fare questo serve
l’aiuto di tutti. Il 5 gennaio scorso il Consiglio dei Ministri ha
approvato un disegno di legge con il quale vengono messi a
disposizione degli uffici scolastici regionali 19 milioni di euro per
l’assunzione del personale ATA e del personale amministrativo. Viene
specificato che possono accedere al riparto delle risorse
esclusivamente gli uffici scolastici regionali delle regioni che hanno
adottato autonomamente i piani dimensionamento scolastico. Questa è
una ripicca verso le quattro Regioni, tra cui noi, che hanno chiesto
di fermare i dimensionamenti e di non andare avanti. È una ripicca
nei confronti dei presidenti di quelle Regioni, molto probabilmente
delle forze politiche che lo sostengono, è una ripicca nei confronti
degli assessori. Ma questo colpisce la scuola, i dirigenti scolastici,
le famiglie, gli studenti. È una ripicca che un governo non si può
permettere di fare e io spero che su questo la battaglia sia di tutti
i parlamentari dell’Umbria”.
Illustrazione Proposte di risoluzione
Paola Agabiti (FdI): “Quanto affermato dall’assessore Barcaioli, e
cioè della ripicca da parte di un Ministro, è particolarmente grave.
Ho fatto l’assessore per 5 anni e lavorato con tre Governi diversi
sempre nella logica della lealtà e della leale collaborazione che ha
visto dimensionamenti, ma sono andata avanti. Abbiamo fatto incontri e
lavorato con i Sindaci e con le istituzioni del territorio. I tagli di
cui parla lei (rivolta all’assessore) erano già stabiliti dal 2022
dal PNRR, da 139 a 130 e tutti ne eravamo a conoscenza. Come eravamo
tutti a conoscenza, del commissariamento, perché se non fa il
dimensionamento arriva il commissario. Lei ha avuto un anno a
disposizione per i due dimensionamenti, ma non ha deciso e non si è
assunto la responsabilità del ruolo che ricopre oggi. È semplice
dire, è colpa del governo, quando invece bisogna avere la
responsabilità dei ruoli che si interpretano”. Illustrando nello
specifico la Proposta di risoluzione firmata da tutti i consiglieri di
opposizione, Agabiti ha ricordato che “La missione 4 del PNRR
‘Istruzione e Ricerca’ include la Riforma 1.3 ‘Riforma
dell’organizzazione del sistema scolastico’, che si prefigge di
organizzare il sistema scolastico con l’obiettivo di fornire
soluzioni concrete a due tematiche in particolare: la riduzione del
numero degli alunni per classe e il dimensionamento della rete
scolastica; durante la fase di predisposizione del PNRR al Ministero
dell’Istruzione si sono susseguiti i ministri Azzolina e Bianchi,
esponenti dell’attuale campo largo che ne hanno sostenuto e
indirizzato la scelta. La proposta del Ministro Bianchi portata alla
discussione della Conferenza delle Regioni il 22 giugno 2022,
determinava la riduzione in tre anni del contingente organico di
dirigenti scolastici e direttori dei servizi generali e amministrativi
delle autonomie, per l’Umbria complessivamente nel triennio da 139 a
130. L’attuale Governo nazionale, insediatosi da appena due mesi,
con l‘art. 1, comma 557 197/2022 non ha fatto altro che proseguire
un processo che rispondeva ad obblighi assunti da precedenti Governi
nei confronti della Commissione Europea in relazione al
dimensionamento della rete scolastica. Il successivo decreto del
Ministero dell’Istruzione 124/2025 confermava quanto previsto dalla
proposta Bianchi relativamente alla Regione Umbria. La Regione Umbria,
nel rispetto del crono-programma previsto dai decreti ministeriali,
avrebbe dovuto nel corso del 2025 procedere agli ultimi 4
dimensionamenti”. Dopo aver ripercorso altre tappe che hanno portato
alla situazione attuale, Agabiti ha rimarcato le “evidenti
responsabilità e l’approssimazione con cui tale tematica è stata
gestita, preferendo lo scontro politico al fine di nascondere
l’incapacità di assumere decisioni nel rispetto degli impegni
previsti dal PNRR. Le modalità con la quale la Giunta regionale ha
fin qui proceduto sono state irrispettose sia dell’Assemblea
legislativa, che non ha mai potuto avviare un serio confronto con
tutti i soggetti coinvolti, sia dei territori e delle comunità per
giungere a scelte partecipate e condivise”.
Fabrizio Ricci (Avs): “Le parole dell’assessore sono quelle che la
stragrande maggioranza di cittadine e cittadini umbri condividono.
Quella che l’assessore sta portando avanti non è una battaglia di
questa o quella forza politica, né di questo o quel territorio, ma è
una battaglia di tutta l’Umbria perché in gioco c’è il futuro della
scuola pubblica nella nostra regione. La dimostrazione che quanto
stiamo facendo sia condiviso dai cittadini sono anche le mobilitazioni
degli ultimi giorni, delle ultime settimane, a Perugia, a Terni, a
Città di Castello, dove da ultimo, in questo fine settimana, c’è
stata una partecipazione enorme di personale scolastico, di famiglie,
di studenti che dicono chiaramente di non accettare questo sistema che
attacca la scuola pubblica attraverso calcoli teorici riducendo le
possibilità per la scuola di funzionare bene”.
Interventi:
Letizia Michelini (Pd): “Vorrei sottolineare come il percorso
partecipativo c’è stato nei confronti di tutti quei comuni che hanno
compreso come adempiere a quelle che sono delle prescrizioni
normative, seppure molto stringenti, quelle previste dal Governo
Meloni sul dimensionamento scolastico. È stata in qualche modo
elaborata insieme alle Province, insieme all’Ufficio scolastico
regionale, quindi insieme anche con la regione, una proposta che ha di
fatto portato al risultato e all’obiettivo. I Comuni di Gubbio e
Città di Castello hanno preso parte e sono stati coinvolti in questo
progetto. Quindi è falso dire che il Sindaco di Gubbio non sia stato
coinvolto nell’iter partecipativo. Il comune di Gubbio, per le
ragioni legittime che loro sostengono ha respinto al mittente la
proposta di ridimensionamento; Per quanto riguarda Città di Castello
per ragioni oggettive del plesso (ricostruzione con fondi Pnrr senza
tempi certi per il completamento degli interventi), si è determinata
di fatto una condizione oggettiva di impossibilità di aderire a
qualsiasi proposta di ridimensionamento. La Regione tiene legittimità
non solo politica, ma soprattutto tecnica e organizzativa sulla
questione. Siccome è in possesso dei dati reali, dei numeri di
iscritti di cui parlava l’assessore, ha provato ad aprire
un’interlocuzione con il Ministero competente, non riuscendo ad avere
risposte certe e quindi ci si è trovati nella necessità di tutelare
il territorio dove era previsto il ridimensionamento, a chiedere la
sospensiva dell’efficacia e chiedere quindi col ricorso al Presidente
della Repubblica di fare luce e di chiarire questo aspetto. Dopodiché
legittimamente il governo ha fatto la nomina del commissario ad acta
che ha fatto scelte che si discostano dal piano predisposto. Nelle sue
motivazioni tecniche organizzative non si capisce qual è il percorso
istruttorio e valutativo che il Commissario ha adottato”.
Bianca Maria Tagliaferri (Ud – Pp): “Una regione piccola coma la
nostra, con circa 110mila studenti non può reggere 4 dimensionamenti
in un anno, Si tratta di un sacrificio importante che impatta sui
territori e sulle comunità scolastiche. Tutto ciò avrà un impatto
sull’apprendimento e si tradurrà in una sofferenza. È un prezzo
eccessivo per l’Umbria. Le norme del 2022 il ministro Bianchi ci
sono, è vero. Ognuno qui dentro sente questa responsabilità”.
Cristian Betti (Pd): “Qualche giorno fa, insieme ad altri
rappresentanti istituzionali, eravamo nell’Aula magna
dell’Università per una iniziativa con le scuole. Lì ho parlato
con un dirigente scolastico che mi ha illustrato i numeri che hanno
assottigliato in maniera devastante le autonomie scolastiche in
Italia. Non possiamo rassegnarci a questo tipo di impostazione, fredda
e numerica. Siamo di fronte ad un Governo, oggi, che ha tagliato 600
milioni di euro alla scuola. Voteremo contro la proposta di
risoluzione del Centrodestra perché non condividiamo la visione
ragionieristica della scuola. Non dobbiamo impoverire ancora le nostra
aree interne, privandole di luoghi di apprendimento e socialità. È
una questione di priorità”.
Paola Agabiti (FdI): “Se voi aveste gestito meglio la situazione non
ci troveremmo a dover subire tutto ciò. Le scelte politiche che
contestate non sono del ministro ma le vostre. Nelle linee guida che
approvammo durante la precedente Legislatura le aree interne erano
escluse mentre voi avete scelto di tagliare Gubbio. Dobbiamo
ringraziare il Governo Meloni se ci sono stati fondi aggiuntivi per le
scuole delle aree interne, che sono così non hanno chiuso”.
Nilo Arcudi (Tp – Uc): “L’impostazione che la maggioranza ha
voluto dare alla vicenda è sbagliata: il Governo attua misure
ritorsive mentre la Regione agisce correttamente verso Gubbio e Terni.
Serve un approccio diverso alle istituzioni, altrimenti si va incontro
a forzature e strumentalizzazioni”.
Donatella Tesei (Lega): “Farsi commissariare non è una stella al
valore significa piuttosto aver scelto di andare dritti allo scontro
attribuendo al Governo la responsabilità di misure che sono richieste
dal Pnrr. Se c’è stato il commissariamento esso è dipeso dal
mancato rispetto delle scadenze di legge e questi tagli non
toccheranno scuole, studenti o insegnanti ma solo le direzioni
scolastiche. Se vogliamo agire per il bene delle nostre comunità noi
ci siamo ma non accettiamo le vostre speculazioni. Voteremo contro la
risoluzione di maggioranza”. AS/MP
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/81989
————– parte successiva ————–
Un allegato HTML è stato rimosso…
Trending
- Indo-Pacifico: gli Stati Uniti espandono la presenza navale per il contenimento della Cina
- Ferrari, si dimette il responsabile marketing Enrico Galliera dopo le polemiche sulla prima auto elettrica
- Più Europa, meno efficacia: il dilemma industriale della difesa canadese
- Schlein: vicini al popolo venezuelano colpito da violento terremoto
- Al Consiglio ENVI di Lussemburgo, la Repubblica Ceca ha richiesto una modifica degli standard sulle emissioni delle automobili e chiarimenti sulle nuove norme relative agli imballaggi
- Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026
- Italia e Francia rafforzano la cooperazione alle frontiere: firmata ad Antibes l’intesa sulle Brigate Miste contro immigrazione clandestina e criminalità
- Agenzia nr. 1299 – Nuovo Ospedale di Andria, approvato il progetto esecutivo. De Santis e Vurchio (PD): “Un passo avanti decisivo, ora si entri nella fase della concretezza
- CS SISMA VENEZUELA, LA NOTA DI VERRECCHIA (FDI)
- GOLF- Edoardo Molinari al comando del DS Automobiles 83° Open d’Italia