(AGENPARL) - Roma, 24 Giugno 2026 - DE REBOTTI NEL PALLONE. SPARISCE UN TRENO, LUI CADE DALLE NUVOLE E SE LA
PRENDE CON IL MINISTRO. IL MONDO DELLE INFRASTRUTTURE E TRASPORTI E'
ESTREMAMENTE COMPLESSO MA NON E' CORRETTO LO SCARICABARILE. L'ART,
AUTORITÀ' INDIPENDENTE, E' STATA NOMINATA SETTE ANNI FA DA TONINELLI, M5S.
VADA DE REBOTTI CON LA NEGAZIONISTA PAVANELLI, A CONTESTARNE LA DELIBERA
Di Enrico Melasecche (capogruppo Lega Umbria):
"In un anno e mezzo la situazione delle infrastrutture e dei trasporti in
Umbria è decisamente peggiorata. Lo ripetono gli stessi pendolari per
quanto riguarda il loro stato. Mai la nostra regione ha visto un caos del
genere. De Rebotti prende lo spunto da un fatto tecnico interno a
Trenitalia (di cui sarei stato ai miei tempi ampiamente informato dalla
struttura regionale di Trenitalia), quello della soppressione del treno
delle 17 di rientro da Roma a Terni, per sferrare un attacco al Ministro,
reo secondo lui e il manipolo di consiglieri di maggioranza, di non averlo
informato di quel problema. Siamo evidentemente al ridicolo. Gli eroi del
conclamata inidoneità di affrontare settori che presuppongono alta
professionalità, capacità gestionale, coraggio nell'uscire dalle sabbie
mobili in cui versava l'Umbria a fine 2019 su cui la giunta Tesei ed il
sottoscritto in particolare abbiamo fatto un lavoro encomiabile,
riconosciuto da chiunque abbia un minimo di dimestichezza con il settore.
La cosa grave è che, mentre stanno arrivando i 12 treni Alstom da 200 km/h
che avevamo noi ordinato, per sostituire gli attuali regionali ormai datati
rispetto a quelli da 160 km/h che ci proponeva Trenitalia, cosa fa l'ART,
Autorità per la Regolamentazione dei Trasporti, nominata sette anni fa
dall'allora Ministro M5S Toninelli ed oggi in scadenza? Inizia a decretare
sull'accesso in Direttissima privilegiando i treni privati dell'Alta
Velocità rispetto ai nostri fiammanti, acquistati solo e soltanto con la
garanzia che i 200 km/h sarebbe stata la velocità sufficiente per avere
l'accesso alla Direttissima. De Rebotti vada con la Pavanelli, Talebana del
negazionismo a 5 stelle, dal presidente dell'ART, Autorità indipendente, a
ribadire quanto da assessore regionale ho realizzato e per cui ho
combattuto. Le regole europee vanno per quanto possibile rispettate, ma la
fuga in avanti con cui ART scrive una delibera che, ben oltre il
regolamento europeo riduce la capacità di entrare in Direttissima e genera
ritardi a cascata.
De Rebotti si preoccupa di un treno cioè della pagliuzza che in un settore
soggetto, come abbiamo visto, a sabotaggi, a problemi tecnici, quando
dovrebbe, invece di fare il Masaniello alle stazioni, esercitare il suo
ruolo da assessore regionale, che è ben altro, ed è quello di essere
credibile ed affidabile, trattare con autorevolezza ai tavoli regionali e
nazionali, soprattutto a quelli con l'Autorità indipendente che decide. Una
regione come l'Umbria non può accettare di essere rigettata nell'isolamento
di sempre dopo che abbiamo fatto passi avanti da gigante. Perchè l'ART
emette una delibera che pretende di regolare il periodo transitorio in modo
ancor più penalizzante di quanto lo stesso regolamento europeo appena
uscito ha definito?
Non solo, i contratti in essere non sono carta straccia, gli accordi di
acquisto dei nuovi treni, orgoglio dell'amministrazione di cdx, non possono
essere derubricati a quisquiglie. Non è accettabile l'applicazione
retroattiva di soglie più restrittive rispetto ad accordi quadro già
sottoscritti attraverso clausole e meccanismi su cui tutti hanno fatto un
legittimo affidamento, da parte delle stesse imprese ferroviarie, ma anche
delle regioni servite che hanno pianificato investimenti sulla base della
capacità garantita dagli accordi quadro vigenti. Altra incompatibilità tra
il nuovo regolamento UE e la delibera afferisce al profilo temporale di
entrata in vigore delle previsioni regolatorie. Nello specifico, il nuovo
regolamento UE prevede che il primo orario di servizio disciplinato dal
nuovo quadro normativo dovrebbe essere quello che inizia il 14 dicembre
2030. Al contrario la Delibera ART non prevede alcuna gradualità per
l'applicazione delle misure proposte. Cosa sta facendo De Rebotti, non più
sindaco di Narni, perchè non venga penalizzato il trasporto regionale
dell'Umbria rispetto alla delibera citata, in contrasto con la normativa
euro-unitaria appena entrata in vigore?
La Lega, partito che parte dai territori per sua mission istitutiva, si
assume la responsabilità di avere una visione complessiva di interesse
generale che deve però necessariamente essere compatibile con l'interesse
di migliaia di lavoratori, studenti, pendolari che viaggia quotidianamente.
Solo in questo modo il progetto complessivo che abbiamo voluto come cdx e
che si sta definendo con l'arrivo dei nuovi treni, con la chiusura graduale
dei cantieri PNRR, con le nuove infrastrutture ferroviarie e nuove stazioni
che abbiamo voluto, potrà far fare all'Umbria quel salto di qualità
definito che abbiamo perseguito con tenacia. Noi abbiamo fatto la nostra
parte. Adesso la Proietti e De Rebotti, invece di continuare a saltare di
palo in frasca, dimostrando inaffidabilità, invece di fare a scaricabarile,
vadano a parlare con ART e difendano quanto noi abbiamo realizzato e difeso
instancabilmente, sia quando eravamo maggioranza, sia oggi, da minoranza,
nel ruolo che il rispetto della democrazia impone. A differenza di
comportamenti indecenti della sinistra noi non giochiamo al tanto peggio
tanto meglio ma manteniamo come stella polare l'interesse generale delle
nostre popolazioni".
