(AGENPARL) - Roma, 2 Febbraio 2026 - Documenti recentemente resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti riportano alla luce una corrispondenza tra Elon Musk, CEO di Tesla e SpaceX, e il finanziere Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali e morto in carcere nel 2019. Le email, risalenti al periodo tra il 2012 e il 2013, mostrano scambi in cui si discute della possibilità che Musk visitasse l’isola privata di Epstein nei Caraibi, luogo diventato simbolo delle attività criminali del finanziere.
Secondo quanto riportato dalla CNBC, la pubblicazione fa parte di un’enorme mole di materiale — milioni di pagine, oltre a migliaia di video e centinaia di migliaia di immagini — rilasciata dal Dipartimento di Giustizia dopo settimane di critiche per il ritardo nell’attuazione di una legge federale approvata a novembre, che imponeva la divulgazione completa dei file relativi a Epstein entro il 19 dicembre. L’annuncio ufficiale è stato dato dal Vice Procuratore Generale Todd Blanche.
Tra i documenti emergono diverse email in cui Epstein invita Musk a raggiungerlo sulla sua isola privata, arrivando a offrirgli il trasporto in elicottero. In uno scambio del novembre 2013, Epstein chiede dettagli sul numero di passeggeri per il volo, e Musk risponde che sarebbero stati solo lui e una persona identificata come “Riley”. Nello stesso scambio compare la frase destinata a suscitare maggiore clamore: Musk chiede a Epstein “Quale giorno/notte sarà la festa più sfrenata sulla tua isola?”.
Un’altra email, datata dicembre 2013, mostra Musk comunicare che sarebbe stato nelle Isole Vergini Britanniche e a Saint Barth durante le festività natalizie e di Capodanno, chiedendo se ci fosse un momento adatto per incontrarsi. Epstein risponde offrendosi nuovamente di inviare un elicottero, e Musk replica con un semplice “Grazie”. In un messaggio successivo del 25 dicembre, Musk ipotizza un possibile ritorno il 3 gennaio, chiedendo se fosse opportuno recarsi sull’isola il giorno precedente.
Nonostante il contenuto delle email, non esistono conferme ufficiali che Musk abbia mai effettivamente visitato l’isola di Epstein. Lo stesso imprenditore ha sempre negato di esservisi recato e, anche dopo la pubblicazione dei documenti, ha ribadito la propria posizione, sostenendo che le sue email siano state “interpretate male”.
Negli anni, Musk ha più volte minimizzato qualsiasi legame con Epstein. In un post pubblicato a settembre sulla piattaforma X, di sua proprietà, aveva scritto che Epstein aveva cercato di convincerlo ad andare sull’isola, ma che lui si era rifiutato. Nello stesso messaggio, Musk aveva criticato alcuni media per averlo citato in relazione a Epstein prima di menzionare altre figure pubbliche, come il principe Andrea di Gran Bretagna, la cui presenza sull’isola è stata confermata in passato.
Il nome di Musk è emerso anche in ambito giudiziario: nel 2023 le Isole Vergini americane hanno emesso un mandato di comparizione nei suoi confronti nell’ambito di una causa civile contro JPMorgan Chase, ipotizzando che Epstein potesse aver tentato di presentarlo come potenziale cliente della banca.
La vicenda ha assunto una dimensione politica nel giugno 2025, quando Musk, nel pieno di uno scontro pubblico con Donald Trump e il movimento MAGA, utilizzò i file di Epstein come arma retorica contro l’allora presidente, salvo poi scusarsi pochi giorni dopo per dichiarazioni giudicate eccessive.
La pubblicazione delle email riaccende così l’attenzione sui rapporti tra Epstein e numerose personalità di primo piano del mondo politico, economico e culturale, alimentando un dibattito che, a distanza di anni, continua a sollevare interrogativi sulla portata delle relazioni del finanziere e sulle responsabilità di chi gli gravitava intorno.
