(AGENPARL) - Roma, 30 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Fri 30 January 2026 Difesa. CISL FP: “Il destino del personale civile nelle mani del Comitato
strategico per la riforma delle Forze Armate. Ascoltare i lavoratori”
Roma, 30 gennaio 2026 – “Il futuro del personale civile è nelle mani del
Comitato strategico nominato dal Ministro Crosetto per la riforma delle
Forze Armate”.
Lo ricordano i Coordinatori Nazionali della CISL FP Difesa, Alessandro
Ansuisi, Massimo Ferri e Franco Volpi, sottolineando che entro marzo il
piano sarà all’esame del Consiglio dei Ministri e successivamente
presentato in Parlamento.
“Prendiamo atto con soddisfazione che le Forze Armate saranno pienamente
coinvolte in tutte le fasi di analisi ed elaborazione del disegno di legge,
un coinvolgimento che, secondo il Ministro, dovrà proseguire anche quando
la riforma sarà discussa in Parlamento. Confidiamo che anche ai lavoratori
civili della Difesa e alle loro rappresentanze sindacali sia dedicato uno
spazio di ascolto dal Comitato strategico quando si affronterà la
riorganizzazione del personale”, proseguono i coordinatori.
Per questo, come CISL FP Difesa, chiediamo al Ministro Crosetto di
sostenere “la partecipazione delle rappresentanze sindacali del personale
civile nell’elaborazione delle proposte di riforma.
Sarebbe altrimenti incomprensibile che, dopo anni in cui si è sbandierata
la componente civile come essenziale, non ci sia ora un suo pieno
coinvolgimento in una fase così importante per il futuro della Difesa nel
nostro Paese. Chiediamo ai componenti del Comitato, ad incominciare dai
vertici degli SSMM, di essere coerenti con quanto sostenuto e condiviso con
noi da anni, sia in contesti formali che informali, individuando come
indispensabile un numero di dipendenti civili non inferiore a 30.000 unità”.
“L’attuale organico teorico – ricordano i coordinatori della CISL FP –
previsto dalla sciagurata legge 244/12, è di 20.000 unità, addirittura meno
di un terzo rispetto agli altri Paesi europei, anche in proporzione al
numero dei militari. Ancora più drammatico il dato delle presenze
effettive, oggi pari a 16.300 unità, di cui circa 6.000 ex militari
transitati per motivi di salute e non pienamente impiegabili. Il risultato
è che le attività amministrative, manutentive, logistiche, tecniche e degli
stabilimenti industriali sono svolte da personale militare o affidate ai
privati, con una moltiplicazione dei costi a carico della collettività e la
perdita di un controllo diretto su apparati sensibili, strutture,
infrastrutture materiali e immateriali”.
“L’obiettivo di un organico di almeno 30.000 dipendenti civili rappresenta
dunque un equilibrio delle spese e l’obiettivo di una democrazia matura”,
concludono i Coordinatori nazionali Cisl Fp.
…………………………………………………..
CISL FUNZIONE PUBBLICA NAZIONALE
Portavoce del Segretario Generale
X @guidobachetti
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