(AGENPARL) - Roma, 29 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Thu 29 January 2026 La pluralità dei candidati è un segnale di vitalità democratica. Ne è convinto Alberto Zanni, presidente di Confabitare, che a due giorni dall’annuncio della sua candidatura a sindaco di Bologna interviene nel dibattito sulle prossime elezioni amministrative.
“Il confronto serio è sempre utile – afferma – ogni candidatura porta una visione, un metodo, una comunità di riferimento. Bologna non sta cercando un anti-qualcuno, la pluralità è una grande risorsa per la città perché alimenta il dibattito e genera nuove idee”. Per Zanni il passaggio decisivo arriverà fra qualche mese: “Dopo una fase di dialogo serve una sintesi per costruire un progetto condiviso attorno al cittadino, che dev’essere coinvolto come parte attiva”. La sua lettura tiene insieme i temi urbani come parti di un unico sistema: casa, mobilità, università, lavoro, sicurezza, qualità dello spazio pubblico: “Bologna chiede competenza e capacità di governo. La frammentazione non risponde alla domanda della città, dunque una sintesi è fondamentale per i bolognesi”.
Zanni rivendica il suo punto di partenza: “Io parto dalla vita reale, da un governo comprensibile e accessibile”. Una scelta che intercetta una città sempre più distante dalla politica, considerato che alle ultime amministrative quasi un cittadino su due non ha votato, spesso per sfiducia: “Puoi parlare di mobilità sostenibile quanto vuoi – dice – ma se le alternative non sono percepite come sicure, la macchina resta la scelta più rassicurante. Non puoi togliere parcheggi e costringere le persone a prendere l’autobus se un anziano ha paura a usarlo la sera, se una donna deve cambiare percorso per andare al lavoro, se un genitore non si fida a mandare il figlio alle superiori con i mezzi. In queste condizioni, il sistema non funziona”. Sul tema dell’abitare non ha dubbi: “Senza stabilità abitativa non esiste comunità. Famiglie, studenti, commercianti e professionisti sono parte dello stesso ecosistema urbano. Per costruire una città che rimetta il cittadino al centro bisogna coinvolgere le associazioni di categoria e ascoltare le esigenze dei cittadini. E solo dopo l’ascolto si fanno le scelte, che si spiegano per bene e poi ci si fa giudicare sugli effetti”. Lo stesso vale per la burocrazia: “Non è mai neutra, pesa soprattutto su chi ha meno tempo e meno strumenti”.
“Tornare a votare – conclude Zanni – diventerà una scelta razionale quando i cittadini vedranno di poter incidere davvero sulle decisioni pubbliche e quando quelle decisioni torneranno ad avere effetti concreti sulla loro vita quotidiana”.
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