(AGENPARL) - Roma, 22 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Thu 22 January 2026 Via libera dall’Aula alla mozione della presidente dell’Assemblea
legislativa e dei capigruppo di maggioranza, emendata con un
contributo della minoranza illustrato da Arcudi e quindi votata
all’unanimità
(Acs) Perugia, 22 gennaio 2026 – L’Aula di Palazzo Cesaroni ha
approvato all’unanimità la mozione promossa dalla presidente
dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi e da tutti capigruppo
della maggioranza: Cristian Betti (Pd); Fabrizio Ricci (Avs), Luca
Simonetti (M5S), Bianca Maria Tagliaferri (Umbria domani-Proietti
presidente) che prevede l’introduzione del welfare integrativo per
gli operatori delle aziende sanitarie ed ospedaliere. Il testo è
stato emendato con il contributo della minoranza, che ha chiesto e
ottenuto di precisare che “le risorse dovranno essere individuate
come risorse aggiuntive rispetto ai fondi destinati alla produttività
del personale”.
Con questo atto viene impegnata la Giunta regionale a: valutare
l’opportunità di avviare un percorso di approfondimento, attraverso
il coinvolgimento delle Direzioni delle Aziende sanitarie regionali,
delle parti sociali maggiormente rappresentative e nell’ambito delle
sedi di contrattazione previste dalla normativa e dalla contrattazione
collettiva vigente, nonché degli altri soggetti competenti,
finalizzato a esaminare, senza carattere vincolante e nel rispetto del
quadro normativo e finanziario vigente, la possibilità di adottare
strumenti di welfare integrativo orientati al benessere organizzativo
e al rafforzamento dell’attrattività e della capacità di
trattenere professionalità qualificate nel Servizio sanitario
regionale”.
L’atto è stato illustrato in Aula da Sarah Bistocchi: “Questa
mozione è firmata dalla sottoscritta e da tutti i capigruppo di
maggioranza perché questa maggioranza tiene al benessere delle
persone sul posto di lavoro, tiene al benessere delle lavoratrici e
dei lavoratori che siano dipendenti del settore privato, del settore
pubblico e non di meno del sistema sanitario regionale. E siccome in
politica l’autorevolezza passa per la credibilità e le cose vanno
dette, come sto facendo io ora, però poi vanno anche fatte. La
Regione Umbria, lo scorso 28 novembre ha approvato con delibera il
‘Piano di welfare integrativo per i dipendenti regionali,
costituzione del Fondo per il welfare integrativo per l’anno 2025’
con la quale ha stanziato un importo complessivo di 711mila 593,19
euro che stanzia 650 euro per dipendente. Il fondo è rivolto al
personale delle Aree professionali cui si applica il CCNL del Comparto
Funzioni Locali in servizio presso la Giunta regionale, con contratto
di lavoro a tempo indeterminato e determinato. Il welfare integrativo
è un istituto che si pone quale obiettivo quello di mutuare nelle
pubbliche amministrazioni lo strumento del welfare aziendale, già
presente da tempo nel settore privato. L’introduzione di piani di
welfare ha dimostrato infatti di avere riflessi positivi
nell’organizzazione del lavoro, poiché contribuisce a creare
ambienti di lavoro sani, appaganti e attrattivi dal punto di vista
occupazionale. Il welfare integrativo può inoltre contribuire a
creare un clima di lavoro positivo e inclusivo, favorendo la
collaborazione e il senso di appartenenza, migliorando l’immagine
dell’amministrazione agli occhi dei cittadini e della comunità,
dimostrando un impegno concreto verso il benessere delle persone,
annoverando una maggiore soddisfazione e fidelizzazione dei
dipendenti, una riduzione dell’assenteismo e un miglioramento
complessivo della produttività. I servizi di welfare integrativo si
contraddistinguono in quanto forma di remunerazione non monetaria,
finalizzata a migliorare la vita personale, familiare e lavorativa dei
soggetti beneficiari, costituita dall’utilizzo di un ventaglio
variegato di beni, servizi e prestazioni noti come flexible benefits.
Il Servizio sanitario regionale rappresenta uno degli ambiti più
complessi e strategici dell’organizzazione pubblica regionale, sia
per l’ampiezza delle funzioni svolte che per l’impatto diretto
sulla qualità della vita degli operatori sanitari e dei cittadini. Il
personale sanitario opera in contesti caratterizzati da elevata
intensità lavorativa, complessità organizzativa e rilevanti
responsabilità professionali, elementi che rendono particolarmente
rilevante l’attenzione al benessere lavorativo e alla sostenibilità
delle condizioni di lavoro. La promozione di politiche di benessere
organizzativo e di supporto al personale costituisce un fattore di
prevenzione delle criticità legate allo stress lavoro correlato e
contribuisce alla stabilità e all’efficienza dei servizi. Il
servizio sanitario regionale è, inoltre, chiamato a confrontarsi con
una crescente esigenza di attrattività e capacità di trattenere
professionalità qualificate, in un contesto caratterizzato da
mobilità professionale e difficoltà di reperimento di figure
specialistiche, rendendo strategico l’utilizzo di strumenti
organizzativi e di welfare capaci di rafforzare il valore del lavoro
pubblico sanitario. L’esperienza avviata dalla Regione Umbria in
materia di welfare integrativo per i dipendenti regionali può
costituire un riferimento metodologico, ferma restando la necessità
di valutazioni specifiche per il comparto sanitario, tenuto conto
delle peculiarità normative, contrattuali e organizzative delle
Aziende sanitarie ed ospedaliere. Ogni ipotesi di estensione di
strumenti di welfare integrativo agli operatori sanitari richiede un
approfondimento in ordine alla compatibilità con il quadro normativo
nazionale, alla contrattazione collettiva vigente, alle competenze
delle Aziende e agli equilibri economico-finanziari del sistema
sanitario regionale. Un percorso di analisi condivisa e di confronto
istituzionale consente di valutare in modo responsabile l’eventuale
opportunità di introdurre misure sperimentali o graduali, senza
determinare automatismi né vincoli anticipati. La Legge regionale n.
12/2022 ha istituito presso l’Assemblea legislativa regionale
l’Osservatorio regionale sul welfare aziendale, con funzioni di
studio, analisi e promozione del welfare aziendale finalizzate al
miglioramento delle politiche familiari e al rafforzamento della
coesione sociale e che l’Osservatorio, pur previsto dalla normativa
regionale, non risulta ad oggi attivo. Li abbiamo chiamati eroi,
angeli, soprattutto nei momenti più gravi, come quello della pandemia
da Covid-19 ma, come sempre hanno detto loro stessi, non sono né gli
uni né gli altri, ma persone che indubbiamente vanno messe nelle
condizioni di poter svolgere al meglio il loro lavoro”.
INTERVENTI:
Nilo Arcudi (Tp-Uc): “Condividiamo la parte che rileva il ruolo e
l’importanza degli operatori sanitari. Si parla poco di quante cose
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