(AGENPARL) - Roma, 20 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Tue 20 January 2026 **Punto nascita di Montevarchi, Regione torna a chiedere la richiesta di
apertura in deroga **
**Il presidente Giani: “I parametri generali sono da rivedere, a fronte
della minore natalità che si registra in tutta Italia” **
/Scritto da Walter Fortini, martedì 20 gennaio 2026 alle 17:25/
Il presidente della Toscana Eugenio Giani conferma l’intenzione di
difendere dalla chiusura il punto nascita dell’ospedale della Gruccia di
Montevarchi, nel Valdarno aretino, così come i punti nascita di altri
ospedali che nell’ultimo triennio hanno registrato meno di cinquecento
parti l’anno: mantenendo dunque la possibilità di partorire, oltre alla
presa in carico della gravidanza, l’assistenza ostetrica e ginecologica, i
servizi del consultorio, i percorsi di accompagnamento alla nascita e
post-partum e l’assistenza pediatrica che comunque rimarrebbero anche in
caso di chiusura.
“Ritengo che sia molto importante garantire la presenza dei reparti di
maternità e dei punti nascita dove oggi sono” afferma Giani. “Nella
politica della Toscana diffusa – prosegue – questi ospedali costituiscono
un riferimento di presidio territoriale per cittadine e cittadini che va
difeso. Anche per questo e tenuto conto della diminuzione della natalità
che si registra in tutta Italia abbiamo chiesto al Ministero di rivedere la
soglia dei cinquecento parti l’anno necessari oggi a garantire l’apertura
di un punto nascita. Portarla a quattrocento infatti garantirebbe comunque
la sicurezza di mamme e nascituri”.
La soglia dei cinquecento parti è stata elaborata nel 2010 ed inserita nel
decreto Balduzzi nel 2015: anni in cui la natalità era ben diversa da
oggi. Quanto al caso specifico dell’ospedale di Montevarchi, lo scarto
rispetto alla soglia non è amplissimo: sono meno di venti parti sotto i
cinquecento nel 2024, un po’ di più (ma pur sempre più di quattrocento ne
sono stati registrati) nel 2025. “Sono convinto – dice Giani – che alla
Gruccia, considerato l’area di riferimento, ci siano le potenzialità per
tornare sopra i cinquecento parti l’anno”. L’invito alle mamme è di
partorire nel territorio di residenza: nella prima metà di gennaio ci sono
già stati oltre trenta parti, numeri rassicuranti.
“Per l’ospedale – conclude Giani – abbiamo formulato la richiesta di
apertura in deroga perché riteniamo che non vi siano aspetti problematici
per la sicurezza e rinnoviamo questa richiesta”. Il Comitato nazionale
percorso nascite istituito dal Ministero della salute – al momento in
attesa di rinnovo – si è pronunciato negativamente, ma la Regione
chiederà la revisione del parere, parallelamente ad una ridefinizione dei
parametri generali e alla riduzione delle soglie.
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