(AGENPARL) - Roma, 17 Gennaio 2026(AGENPARL) – Sat 17 January 2026 *COMUNICATO STAMPA DEL 17 GENNAIO 2026*
*Il 20 gennaio parte Milano Unica: consistente come sempre il gruppo delle
imprese pratesi*
E’ un’edizione con una data insolitamente precoce la 42a di Milano Unica,
incentrata sulle collezioni primavera-estate 2027: la collocazione
temporale a gennaio anziché a febbraio si è resa necessaria per evitare
concomitanze con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Un calendario,
quello di Milano Unica, che è quindi quest’anno molto distanziato da
Première Vision, in apertura a Parigi il 3 febbraio.
Rimane molto consistente la presenza dei produttori del distretto di Prato
alla fiera milanese: 95 imprese, lo stesso numero della corrispondente
edizione del 2025.
Nel contesto complesso dell’andamento del settore moda, le fiere di questo
inizio anno (da ricordare anche Pitti Filati, che apre a Firenze il 21
gennaio) assumono una valenza particolarmente significativa.
Gli ultimi dati disponibili per la produzione di tessuti del distretto
tessile pratese evidenziano che il comparto ha chiuso il 2024 con un calo
del -5,8% di attività sull’anno precedente; modesto ma sensibile
l’incremento della media della produzione nei primi 9 mesi del 2025, con
+1,9% sullo stesso periodo del 2024. Nelle esportazioni 2025 fino a
settembre si è registrato per i tessuti trama-ordito per abbigliamento
+3,3% in valori*. Negli stessi mesi i mercati esteri in aumento per le
vendite di tessuti pratesi sono stati Spagna, Germania, Romania, Marocco,
Francia e Regno Unito, mentre c’è stata una lieve contrazione per l’export
verso gli Stati Uniti.
“Nelle imprese pratesi c’è naturalmente piena coscienza e non poca
preoccupazione per la delicatezza di questo momento, complicato per tutto
il mondo della moda, ma anche grande fiducia nelle proprie capacità di
intercettare i minimi spiragli che si aprano nel mercato stagnante del
settore – commenta *Giovanni Gramigni*, nella sua doppia veste di
presidente del consorzio Pratotrade e di coordinatore del gruppo Produttori
di tessuti della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord -. Del
resto a Prato punti di forza significativi esistono e sono in linea con
alcuni dei fattori chiave che caratterizzano il mondo della moda attuale:
l’attenzione per la sostenibilità, una creatività che davvero non ha eguali
nell’ideare e progettare prodotti innovativi e una filiera con
specializzazioni forti in grado di realizzarli. Proprio sul versante della
filiera si stanno concentrando molti dei nostri sforzi: per qualificarla,
ma anche per rendere leggibili le evoluzioni che ci sono state al suo
interno e che sono ancora in corso. Didip, la piattaforma digitale pensata
per la condivisione dei dati fra le aziende, va in questa direzione: il
cammino per la sua realizzazione è stato già intrapreso con determinazione.
Didip consentirà processi ottimizzati, più facili e veloci, agevolando in
maniera decisiva la tracciabilità delle lavorazioni. Produrre tessuti di
qualità è oggi difficile, a causa della domanda imprevedibile, della
frammentazione degli ordini, della richiesta di un servizio estremamente
veloce, di vincoli normativi europei talvolta penalizzanti; produrli in
Italia, poi, è ancora più arduo, a causa di gap importanti come quello dei
costi energetici. Un problema serio per la nostra competitività, questo, in
un mondo in cui il fattore prezzo pesa moltissimo anche sui semilavorati di
gamma elevata. Inoltre alcune novità degli ultimi mesi, come i dazi
introdotti dagli Stati Uniti, rappresentano per i commerci un ostacolo che
potrebbe amplificare i suoi effetti nel prossimo futuro. Uno spiraglio
viene dall’accordo col Mercosur: i mercati sudamericani possono diventare
rilevanti, non tanto direttamente per i nostri tessuti quanto per un
auspicabile incremento di domanda di abbigliamento di livello coerente con
le produzioni pratesi. Partiamo per le fiere decisi a valorizzare al
massimo i nostri prodotti e a difendere il tessile di Prato. L’affanno che
si registra nelle aziende, e che ha reso frequente il ricorso alla cassa
integrazione – strumento, voglio sottolinearlo, che serve a mantenere in
azienda i nostri collaboratori e a garantire la continuità delle competenze
-, rappresenta una fase, che come tutte le fasi avrà un suo termine.”
Le aziende pratesi produttrici di tessuti sono 230 con 3.900 addetti
diretti. Le ultime stime indicano per queste aziende più di 1,6 miliardi di
euro di fatturato: gran parte (quasi il 75% nel 2024) è generato
dall’export, che nel 2024 è stato di 1,15 miliardi di euro, in contrazione
del 5% sul 2023, dopo la forte crescita dovuta anche all’aumento dei prezzi
delle materie prime del 2022. Il 60% di tali esportazioni è composto da
tessuti trama-ordito, mentre il restante 40% è costituito da tessuti
diversi come per esempio tessuti a maglia, jacquard, speciali, tecnici,
spalmati, velluti e tessuti a pelo.
La percentuale di tessuti destinati all’abbigliamento sul totale della
produzione si stima possa attestarsi al 70%.
**I dati disponibili sull’export a livello provinciale sono solo in valori,
non in volumi. Il dato risente quindi degli andamenti valutari e non
necessariamente esprime una corrispondenza con le quantità di prodotti
esportati. *
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