(AGENPARL) - Roma, 8 Gennaio 2026Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che il suo potere come comandante in capo è limitato esclusivamente dalla propria “moralità”, minimizzando il ruolo del diritto internazionale e di altri vincoli giuridici nell’uso della forza militare americana.
In un’intervista al New York Times, interrogato sull’esistenza di limiti ai suoi poteri a livello globale, Trump ha risposto senza esitazioni: “Sì, c’è una cosa. La mia moralità. La mia mente. È l’unica cosa che può fermarmi”.
Il presidente ha poi aggiunto di non ritenere necessario il rispetto formale del diritto internazionale per guidare le sue decisioni: “Non ho bisogno del diritto internazionale. Non voglio fare del male alla gente”, ha affermato, presentando la propria bussola morale personale come principale criterio d’azione.
Alla domanda se la sua amministrazione debba comunque rispettare il diritto internazionale, Trump ha risposto inizialmente in modo affermativo: “Certo”. Tuttavia, ha subito precisato che spetterebbe a lui stabilire quando e come tali norme si applichino agli Stati Uniti. “Dipende da quale sia la vostra definizione di diritto internazionale”, ha detto, lasciando intendere un’interpretazione flessibile e subordinata alla volontà presidenziale.
Le dichiarazioni hanno suscitato preoccupazione tra osservatori e analisti, che vedono in questa impostazione una visione fortemente personalistica del potere esecutivo e dell’uso della forza, in cui le regole internazionali risultano secondarie rispetto al giudizio soggettivo del presidente.
