(AGENPARL) - Roma, 7 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Wed 07 January 2026 MARCHE, UN “PONTE” VERSO LA PENSIONE: 1,2 MILIONI PER IL REINSERIMENTO DEGLI OVER 60
Consoli: “Trasformiamo una fase di difficoltà occupazionale in un’opportunità. Con i progetti di pubblica utilità restituiamo dignità e reddito a chi è rimasto indietro”
Restituire un ruolo attivo nella società a chi ha superato i sessant’anni e si ritrova senza lavoro, proprio a un passo dal traguardo della pensione. È questo l’obiettivo del nuovo intervento varato dalla Regione Marche, che mette a disposizione 1,2 milioni di euro per finanziare progetti di pubblica utilità rivolti esclusivamente ai disoccupati over 60.
Non si tratta di un semplice sussidio, ma di una misura che unisce sostegno al reddito e cura del territorio. I partecipanti saranno infatti coinvolti dai Comuni e dagli enti locali in attività che vanno dalla cura del verde pubblico alla custodia dei beni culturali, fino al supporto ai servizi sociali.
“Dietro i numeri di questo bando ci sono storie di persone che hanno ancora molto da dare, ma che il mercato del lavoro fatica a riassorbire – spiega l’assessore regionale al Lavoro, Tiziano Consoli -. Con questa misura creiamo un ‘ponte’ verso la quiescenza, permettendo ai cittadini di integrare il proprio reddito e, allo stesso tempo, di sentirsi utili per la propria comunità. È una scelta di civiltà: valorizziamo l’esperienza invece di rassegnarci all’esclusione sociale”.
Il percorso è pensato per essere concreto e immediato. Gli enti pubblici – Comuni e Comunità montane – hanno tempo fino al 28 febbraio 2026 per candidare i propri progetti sulla piattaforma regionale Siform2. Una volta approvate le proposte, saranno gli stessi enti a pubblicare i bandi per la selezione dei cittadini residenti nel proprio territorio.
Per partecipare è necessario aver compiuto 60 anni, essere iscritti come disoccupati presso i Centri per l’Impiego e non beneficiare di altre coperture economiche, come NASpI o altri trattamenti pensionistici. Le attività potranno avere una durata fino a un anno, con un impegno medio di circa 25 ore settimanali, garantendo continuità economica e occupazionale per tutto il 2026.
L’iniziativa rappresenta un tassello fondamentale del Piano regionale delle politiche attive del lavoro e conferma l’attenzione della Giunta verso le fasce più vulnerabili della popolazione, rafforzando il dialogo con gli enti locali per la cura e la valorizzazione del bene comune.
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