(AGENPARL) - Roma, 17 Agosto 2026 - La questione di Ceuta e Melilla torna periodicamente al centro dei rapporti tra Spagna e Marocco, trasformandosi rapidamente da controversia diplomatica a tema di politica interna. Le due città autonome, situate sulla costa nordafricana e sotto sovranità spagnola, rappresentano infatti uno dei dossier più sensibili nelle relazioni tra Madrid e Rabat.
Il dibattito non riguarda soltanto storia, confini e sovranità. Dietro le dichiarazioni dei governi si intrecciano interessi strategici, sicurezza, migrazione, rapporti con l’Unione Europea e soprattutto dinamiche elettorali. In Spagna, mostrare fermezza sulla difesa di Ceuta e Melilla può diventare uno strumento per consolidare consenso e neutralizzare le accuse degli avversari politici.
La conseguenza è una dinamica ricorrente: quando riemerge una controversia con Rabat, maggioranza e opposizione tendono a competere nel riaffermare l’appartenenza delle due città alla Spagna.
Madrid ribadisce: Ceuta e Melilla sono spagnole
Il ministro della Difesa spagnolo Margarita Robles, durante una visita a Ceuta, ha adottato una posizione particolarmente netta, sostenendo che Ceuta e Melilla siano «spagnole» e «intoccabili» e che qualsiasi aggressione contro le due città debba essere considerata un’aggressione contro la Spagna nel suo complesso.
La posizione ufficiale di Madrid è inequivocabile: la Spagna considera Ceuta e Melilla parti integranti del proprio territorio e respinge la possibilità di negoziarne la sovranità con il Marocco.
Anche re Felipe VI è intervenuto nel dibattito, chiedendo che agli abitanti delle due città venga trasmesso in maniera chiara il sostegno del resto del Paese.
L’intervento della Corona assume una particolare rilevanza politica. La monarchia deve infatti muoversi in un contesto nel quale la difesa dell’integrità territoriale costituisce uno dei temi sui quali una parte dell’opinione pubblica spagnola mostra maggiore sensibilità.
Perché Ceuta e Melilla sono così importanti
Ceuta si trova sul versante africano dello Stretto di Gibilterra, mentre Melilla è situata più a est, sulla costa mediterranea del Nord Africa.
Entrambe sono città autonome spagnole e costituiscono inoltre frontiere terrestri esterne dell’Unione Europea con il Marocco.
La loro importanza è dunque contemporaneamente geografica, politica e strategica.
Sono punti di collegamento tra Europa e Africa, aree cruciali nella gestione dei flussi migratori e territori di particolare interesse per la sicurezza del Mediterraneo occidentale.
Proprio per questo, qualsiasi tensione tra Madrid e Rabat che coinvolga le due città assume rapidamente una dimensione europea.
La posizione del Marocco
Il Marocco ha storicamente contestato la sovranità spagnola su Ceuta e Melilla, interpretando la presenza di Madrid sulla costa nordafricana attraverso la lente della storia coloniale.
Rabat, tuttavia, non ha trasformato negli ultimi anni la questione delle due città nel principale dossier della propria politica estera.
La priorità strategica marocchina rimane soprattutto il Sahara Occidentale, una questione fondamentale per la politica interna ed estera del regno.
Questo elemento è indispensabile per comprendere la relazione con Madrid. Il rapporto tra Spagna e Marocco non può infatti essere ridotto alla controversia su Ceuta e Melilla: comprende commercio, investimenti, energia, sicurezza, terrorismo, migrazione, pesca e cooperazione con l’Unione Europea.
Una crisi permanente sulle due città avrebbe costi considerevoli per entrambe le parti.
Una storia più complessa delle contrapposizioni politiche contemporanee
La storia di Ceuta e Melilla è molto più articolata di quanto suggeriscano alcune narrazioni politiche.
Ceuta passò sotto il controllo portoghese nel 1415 e rimase successivamente legata alla monarchia ispanica; il suo legame con la Spagna venne poi formalizzato nel XVII secolo. Melilla fu occupata dalla Castiglia nel 1497.
Nel corso dei secoli, status amministrativo, funzione militare e composizione demografica delle due città sono profondamente cambiati.
Per lunghi periodi furono soprattutto piazzeforti militari e luoghi di detenzione. Successivamente furono progressivamente integrate nell’organizzazione amministrativa spagnola.
Questo percorso storico viene interpretato in maniera profondamente diversa dalle due parti.
Per Madrid, la lunga continuità della presenza spagnola costituisce uno degli elementi fondamentali a sostegno della sovranità.
La prospettiva marocchina pone invece maggiormente l’accento sulla collocazione geografica nordafricana delle città e sulla necessità di interpretarne lo status nel contesto della storia coloniale europea nella regione.
Il confronto con Gibilterra
La questione diventa ancora più delicata quando viene confrontata con Gibilterra, territorio britannico sulla costa meridionale della penisola iberica la cui sovranità è rivendicata dalla Spagna.
Rabat ha storicamente utilizzato questo parallelismo per contestare quella che considera un’incoerenza spagnola: Madrid chiede al Regno Unito di discutere di Gibilterra, ma esclude un negoziato con il Marocco su Ceuta e Melilla.
La Spagna respinge però l’equivalenza tra i due casi, facendo riferimento alle differenti storie giuridiche e politiche dei territori e alla condizione delle popolazioni residenti.
È proprio questa divergenza interpretativa a rendere particolarmente difficile trovare un terreno comune.
Perché nessun governo spagnolo vuole aprire un negoziato
Al di là degli argomenti storici e giuridici, esiste una questione molto concreta: il costo politico interno.
Per un governo spagnolo, proporre apertamente un negoziato sulla sovranità di Ceuta e Melilla potrebbe essere elettoralmente molto rischioso.
Qualunque apertura potrebbe essere immediatamente interpretata dagli avversari come una concessione territoriale.
Inoltre, la questione coinvolgerebbe direttamente le popolazioni di Ceuta e Melilla, la cui posizione non potrebbe essere semplicemente ignorata in un eventuale processo politico.
Il risultato è un forte incentivo alla fermezza.
Destra e sinistra possono avere posizioni molto differenti sul Marocco, sull’immigrazione, sull’autonomia regionale o sulla politica estera. Quando però viene sollevata la sovranità delle due città, lo spazio politico per compromessi si riduce drasticamente.
Il fattore Vox e la competizione a destra
Questa dinamica è particolarmente importante con la crescita di Vox, formazione che attribuisce grande rilevanza all’unità territoriale della Spagna e alla difesa della sovranità nazionale.
Per i partiti tradizionali, lasciare agli avversari il monopolio della fermezza su Ceuta e Melilla comporterebbe un rischio politico.
Il meccanismo può produrre una sorta di competizione al rialzo: ogni forza politica cerca di evitare di apparire meno determinata delle altre.
La politica estera viene così influenzata dalle esigenze della politica interna.
Un governo interessato a mantenere rapporti pragmatici con Rabat deve contemporaneamente dimostrare agli elettori che tale cooperazione non comporta concessioni sulla sovranità.
Il precedente dell’isolotto di Perejil
Uno degli esempi più significativi della capacità delle controversie territoriali di provocare un’improvvisa mobilitazione nazionalista risale al 2002, con la crisi dell’isolotto di Perejil.
Un piccolo territorio disabitato vicino alla costa marocchina diventò improvvisamente il centro di una grave crisi diplomatica.
Dopo l’arrivo di personale marocchino sull’isolotto, il governo spagnolo di José María Aznar rispose con un’operazione militare.
La crisi venne infine disinnescata grazie anche alla mediazione degli Stati Uniti.
L’episodio dimostrò come un territorio minuscolo e apparentemente marginale potesse assumere un enorme significato simbolico una volta inserito nel confronto sulla sovranità nazionale.
Lo scrittore Juan Goytisolo criticò all’epoca il clima politico generato dalla vicenda, sostenendo che la dimostrazione di fermezza verso Rabat producesse anche vantaggi in termini di consenso interno.
Il Marocco come tema della politica interna spagnola
La percezione del Marocco nell’opinione pubblica spagnola è influenzata da una lunga storia di vicinanza, conflitti e cooperazione.
I due Paesi sono separati da pochi chilometri nello Stretto di Gibilterra, ma le loro relazioni sono condizionate da numerosi dossier potenzialmente esplosivi.
Migrazione irregolare, sicurezza delle frontiere, terrorismo, pesca, agricoltura, Sahara Occidentale e Ceuta e Melilla possono rapidamente trasformarsi in questioni di politica nazionale.
Ne deriva una relazione caratterizzata da un apparente paradosso.
Spagna e Marocco hanno bisogno l’una dell’altro, ma proprio questa interdipendenza rende particolarmente visibili le loro crisi.
Madrid ha bisogno della cooperazione marocchina nella gestione dei flussi migratori e nella sicurezza. Rabat ha importanti interessi economici e commerciali nei rapporti con la Spagna e con l’Unione Europea.
La cooperazione è quindi strutturale, ma non elimina la competizione.
La questione migratoria
Ceuta e Melilla sono inoltre direttamente associate al problema dell’immigrazione perché rappresentano gli unici confini terrestri tra un territorio dell’Unione Europea e il continente africano.
Le immagini di migranti che cercano di superare le recinzioni di frontiera hanno trasformato entrambe le città in simboli della pressione migratoria sul Mediterraneo.
Ogni cambiamento nel livello di controllo esercitato dalle autorità marocchine può quindi produrre conseguenze immediate per la Spagna.
Questo attribuisce a Rabat un peso considerevole nei rapporti con Madrid e Bruxelles.
Ma genera contemporaneamente diffidenza in una parte dell’opinione pubblica spagnola, soprattutto quando una crisi diplomatica coincide con un aumento degli attraversamenti.
Il Sahara Occidentale rimane la priorità di Rabat
Per comprendere perché il Marocco possa mantenere le proprie rivendicazioni storiche senza trasformarle necessariamente in un confronto immediato bisogna considerare il Sahara Occidentale.
Per Rabat, il riconoscimento internazionale della propria posizione sul Sahara rappresenta un obiettivo strategico prioritario.
La politica marocchina degli ultimi anni ha concentrato una quantità considerevole di capitale diplomatico proprio su questo dossier.
In tale contesto, aprire contemporaneamente una crisi frontale con la Spagna su Ceuta e Melilla potrebbe risultare controproducente.
Madrid è un attore europeo fondamentale e uno dei principali interlocutori economici del Marocco.
Il pragmatismo può quindi prevalere sulla rivendicazione territoriale immediata.
Una controversia congelata può restare tale per decenni
La situazione attuale può essere descritta come una controversia caratterizzata da una profonda asimmetria.
La Spagna considera la propria sovranità sulle città piena e non negoziabile.
Il Marocco non condivide questa interpretazione ma, allo stesso tempo, non sembra avere interesse a trasformare la questione in una crisi permanente.
Questa combinazione consente alle due parti di cooperare pur mantenendo posizioni incompatibili sul piano politico.
Non sarebbe un fenomeno insolito nelle relazioni internazionali. Diverse controversie territoriali rimangono congelate per decenni mentre gli Stati coinvolti sviluppano contemporaneamente relazioni economiche e diplomatiche.
L’ipotesi di un futuro negoziato
Affermare che Ceuta e Melilla siano oggi amministrate dalla Spagna è una descrizione della realtà politica esistente. Prevedere invece quale sarà il loro status tra cinquanta o cento anni appartiene necessariamente al terreno dell’incertezza.
Un eventuale futuro negoziato potrebbe assumere forme molto diverse, ma al momento non esiste un processo bilaterale concordato per trasferire la sovranità delle due città.
Ipotesi come sovranità condivisa, trasferimento territoriale o altri modelli restano dunque scenari teorici, non una soluzione politica concordata.
Qualunque cambiamento significativo dovrebbe inoltre confrontarsi con una serie di questioni estremamente complesse: volontà degli abitanti, cittadinanza, sicurezza, appartenenza all’UE, proprietà, fiscalità, frontiere e rapporti economici.
La retorica può diventare più conveniente del compromesso
È qui che emerge il principale problema politico.
Se mostrare fermezza produce consenso mentre proporre un compromesso comporta costi elettorali, i leader hanno pochi incentivi a sostenere pubblicamente soluzioni intermedie.
Il fenomeno non riguarda esclusivamente la Spagna. Anche in Marocco la sovranità territoriale è un tema politicamente sensibile e qualsiasi governo deve tenerne conto.
Si crea quindi una dinamica nella quale entrambi i Paesi possono avere interesse a mantenere buoni rapporti, ma nessuno vuole apparire debole sulle questioni territoriali.
La diplomazia tende di conseguenza a separare i dossier: cooperazione economica e di sicurezza da una parte, divergenze sulla sovranità dall’altra.
Tra nazionalismo e realpolitik
Ceuta e Melilla rappresentano, in definitiva, un caso emblematico del contrasto tra nazionalismo e realpolitik.
Madrid deve difendere una posizione sulla sovranità che gode di un ampio consenso interno, ma contemporaneamente ha bisogno di una relazione stabile con Rabat.
Il Marocco mantiene una posizione storica sulle due città, ma deve valutare questa rivendicazione alla luce di priorità strategiche più immediate, a cominciare dal Sahara Occidentale e dallo sviluppo economico.
In questo equilibrio, le dichiarazioni più dure possono risultare politicamente convenienti anche quando nessuna delle due parti desidera realmente una crisi.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più delicati della vicenda: la retorica destinata all’opinione pubblica interna può finire per restringere lo spazio disponibile alla diplomazia.
Per Spagna e Marocco, la sfida consiste dunque nel continuare a gestire una divergenza storica senza permettere che diventi ostaggio della competizione elettorale e del nazionalismo. La vicinanza geografica rende impossibile ignorarsi; gli interessi condivisi rendono troppo costoso uno scontro permanente.