(AGENPARL) - Roma, 29 Novembre 2025(AGENPARL) – Sat 29 November 2025 *Comunicato Stampa*
*Poste Italiane, Slc Cgil Veneto denuncia forti criticità nel Centro di
Smistamento di Padova: “Rischio violazione Servizio Universale”*
La Slc Cgil Veneto denuncia pubblicamente le gravi e persistenti criticità
organizzative riscontrate presso il Centro di Smistamento (CS) di Padova di
Poste Italiane S.p.A., che mettono a rischio il diritto dei cittadini a
ricevere la corrispondenza nei tempi previsti dal Servizio Postale
Universale (SPU) e la qualità di un servizio in parte finanziato dallo
Stato.
“Stanno succedendo cose molto gravi all’interno del CS di Padova – conferma
il funzionario della Slc Cgil Veneto, Stefano Gallo – a partire dalle
giacenze prolungate presenti e il caos organizzativo che vi regna. A
seguito di una verifica effettuata il 13 novembre 2025, abbiamo riscontrato
una situazione allarmante: cassoni pieni di prodotto postale in giacenza da
20-30 giorni, in alcuni casi anche superiore, materiale già fascicolato e
pronto per l’inoltro rimasto stazionante oltre le tempistiche di processo
previste e, infine, aree di stoccaggio sature che compromettono l’ordinata
lavorazione dei flussi”.
“Si tratta di una situazione – attacca il sindacalista della Slc Cgil
Veneto – che rappresenta un grave disservizio per utenti, committenti e
Pubblica Amministrazione. E non finisce qui: ci è stato anche segnalato
un’ulteriore prassi che, se confermata, sarebbe molto grave. Risulterebbe
infatti che il materiale in eccesso verrebbe inoltrato verso altri centri
(come Milano Roserio e/o centri del Centro Italia), con il fine di
‘alleggerire’ il CS di Padova e far risultare numericamente smaltiti i
volumi. Voglio sottolineare che se tutto ciò fosse vero, ci troveremmo
davanti ad una possibile violazione degli obblighi di SPU e ad un mancato
rispetto dei livelli di qualità fissati dall’AGCOM con il serio rischio che
prodotti elettorali o comunicazioni istituzionali possano subire ritardi
non tracciati”.
“Inutile aggiungere – prosegue Stefano Gallo – che tali criticità non fanno
altro che generare un aumento dei carichi di lavoro con impatti su salute e
sicurezza, caos organizzativo e frustrazione tra gli operatori. Per questo
motivo abbiamo inoltrato specifiche richieste ai vertici di Poste Italiane,
presso la filiale di Padova, a partire da quella di una verifica immediata
delle giacenze e delle cause che le hanno generate. Poi vogliamo maggiori
informazioni e chiarezza sui flussi deviati verso altri centri e sui
criteri adottati, chiediamo un piano straordinario per lo smaltimento del
materiale arretrato e, infine, esortiamo Poste Italiane ad adottare linee
di comunicazione trasparenti sui livelli di qualità del servizio. E sia
chiaro: in assenza di un riscontro risolutivo, porteremo la situazione
all’attenzione degli organi competenti”.
“La situazione che si è generata all’interno del CS di Padova – conclude
Stefano Gallo – è molto grave e crea un danno per i cittadini, oltre che
non fornire un servizio per cui Poste è pagata dallo Stato, proprio al fine
di garantire quel servizio. Il problema è la mancanza cronica di personale
e l’ormai consolidata prassi di dare precedenza al pacco, vale a dire al
privato. In sostanza succede che Amazon è diventato servizio essenziale e
ha sostituito le vere funzioni per cui Poste Italiane viene sovvenzionata
dallo Stato. La conseguenza sono gli intasamenti nei Centri di
Distribuzione (CD) di recapito di tutta la regione dove nelle aree in cui
operano i portalettere arrivano quintali di posta oberando in questo modo
lavoratrici e lavoratori con carichi di lavori impossibili da svolgere. E
questo perché anche dentro ai CD di recapito si dà la precedenza alla
distribuzione dei pacchi piuttosto che della corrispondenza. E il risultato
finale è il caos quotidiano”.