
(AGENPARL) – Wed 20 August 2025 Nota dei Gruppi di centrodestra e civici
(Acs) Perugia, 20 agosto 2025 – “Colpisce non poco leggere la lunga
e affannata nota con cui la presidente Proietti e la direttrice
Donetti hanno sentito il bisogno di giustificare la delibera di
Ferragosto, segno evidente di una debolezza politica che non sfugge
agli umbri. Quando si è costretti a replicare con spiegazioni
tecniche così articolate significa che si avverte tutta la fragilità
delle proprie posizioni” lo scrivono i consiglieri regionali di
opposizione, centrodestra e civici: Enrico Melasecche e Donatella
Tesei (Lega), Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei
(Fratelli d’Italia), Laura Pernazza e Andrea Romizi (Forza Italia),
Nilo Arcudi (Umbria Civica – Tesei presidente).
“Le risorse destinate al privato accreditato – sottolineano – sono
le stesse di sempre, anzi addirittura superiori, eppure fino a ieri il
‘campo largo’ crocifiggeva il centrodestra e civici accusandoli di
aver privatizzato la sanità pubblica. Oggi invece la stessa sinistra
arriva quasi a vantarsi di aver previsto fondi per i privati, cercando
di presentare come un’innovazione ciò che è, nei fatti, una
continuità inevitabile del sistema. La verità è semplice: la
sanità umbra ricorre al privato accreditato da decenni, e anche gli
attuali amministratori non possono farne a meno, soprattutto di fronte
a liste d’attesa ormai fuori controllo a causa della loro
incapacità di gestione, e a una mobilità passiva che pesa come un
macigno sul bilancio regionale”.
“Se davvero si fosse voluto riaffermare il primato del pubblico –
osservano i consiglieri di opposizione -, non ci sarebbe stato bisogno
di una delibera che apre a ulteriori accordi con il privato, né di
lunghe spiegazioni postume per provare a rassicurare l’opinione
pubblica. Al contrario, questo atto dimostra che la sinistra governa
con gli stessi strumenti che ha sempre contestato, e che senza il
contributo delle strutture accreditate la sanità umbra rischia di non
reggere. Noi – spiegano – abbiamo sempre sostenuto che integrazione
pubblico–privato è necessaria per abbattere le liste d’attesa e
garantire cure tempestive, mentre la sinistra prima ha inscenato
crociate ideologiche e ha addirittura creato la lista ‘sanità
pubblica’ alle elezioni regionali, mentre oggi si scopre
improvvisamente paladina della complementarità. Chissà cosa ne
pensano i candidati di ‘Sanità pubblica’ di questa inversione di
rotta della sinistra al governo regionale”.
“Quanto al recupero della mobilità attiva rispetto alla passiva –
continuano -, al tempo caratteristica dell’ospedale di Terni, la
furbizia della Proietti nel rinviare fra venti anni tale
realizzazione, mentre fervono interventi palliativi che bruciano
decine di milioni di euro, una sorta di accanimento terapeutico sulla
struttura più obsoleta di tutta l’Umbria, costituisce la cartina di
tornasole della ennesima grande, grossa bugia nei confronti di
duecentomila cittadini trattati da serie C. Gli umbri meritano meno
ipocrisia e più risultati: non servono proclami – concludono i
consiglieri regionali di opposizione -, ma una sanità che funzioni
davvero e riduca concretamente le liste d’attesa. Su questo
continueremo a incalzare la Giunta, smascherando ogni tentativo di
propaganda”. RED/as
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/80665
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