(AGENPARL) - Roma, 19 Maggio 2025 - (AGENPARL) – Mon 19 May 2025 *LANDINI A UN GIORNO DA PECORA: DA PICCOLO SOGNAVO DI FARE IL CALCIATORE; A
9 ANNI CHIESI AD UN OPERAIO ‘A COSA VI SERVE IL PADRONE?’; IL PRIMO BACIO A
12 ANNI IN UN CAMPEGGIO DELLA GERMANIA DELL’EST;*
*Il leader della Cgil si racconta alla trasmissione di Rai Radio1: esser
ricco? mai fregato nulla; gioco a tennis e non a padel perché non amo
stare in una gabbia…*
Maurizio Landini, sindacalista e segretario della Cgil, oggi è stato ospite
della trasmissione di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, dove si è raccontato
ai conduttori Giorgio Lauro e Brenda Lodigiani. A partire dalla sua
infanzia: cosa sognava di diventare il giovane Landini? “Dicevo sempre che
da grande avrei voluto fare il calciatore. Invece ho fatto il saldatore, si
vede che ero più dotato con le mani che coi piedi”. Se fosse diventato un
calciatore avrebbe probabilmente guadagnato molto di più. “Di esser ricco
onestamente non me n’è mai fregato nulla. A cosa serve avere tanto soldi
oppure, ad esempio, tante belle macchine?” Oggi lei è un grande tifoso
milanista. “Ma in generale sono uno a cui piace il calcio”. Lo pratica
anche come sport? “No, preferisco giocare a tennis”. E anche a padel? “No,
mi essere libero, all’aperto, non chiuso in una gabbia” come quella nella
quale si gioca a padel. Torniamo al Landini bambino. Si ricorda il primo
approccio al mondo del lavoro? “Si – ha risposto a Un Giorno da Pecora il
sindacalista – mi ricordo che a nove anni mi portarono davanti ad una
fabbrica occupata. Gli operai mi incuriosivano molto, tanto che chiesi a
uno di loro: ma perché avete così bisogno del padrone?” Parliamo di amore:
si ricorda il suo primo bacio? “Avrò avuto circa 12 anni, ero in un
campeggio nella Germania dell’Est dove conobbi una ragazzina tedesca”. Come
andava a scuola? “In matematica mi hanno messo anche due come voto, sono
stato sempre più bravo nelle materie umanistiche. Poi al terzo anno di
scuola superiore, all’Istituto Tecnico per Geometri, i miei genitori mi
dissero che non avevano più soldi e che dovevo andare a lavorare. A quel
punto capì che bisognava cambiare questo tipo di ingiustizie”.
*Davide Campione*
‘Un Giorno da Pecora – Radio1’
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