(AGENPARL) - Roma, 18 Febbraio 2025 - (AGENPARL) – mar 18 febbraio 2025 Dal Ciliegio Corniola al Pero Cova, dal Melo Regina al Melo Bianca: sono
antichi e a rischio estinzione ma sono stati salvati. Si tratta di 24
varietà locali di alberi da frutto tradizionali del Casentino che potevano
scomparire e che invece rimarranno sulle tavole e sui banchi dei mercati
mantenendo ancor più ricca l’agrobiodiversità toscana.
E’ stato possibile grazie a un progetto di recupero finanziato dal PSR
tramite Terre Regionali Toscane e realizzato dall’Unione dei Comuni montani
del Casentino e dalla Scuola universitaria superiore Sant’Anna di Pisa.
In particolare, le cultivar salvate sono due ciliegi, quattordici meli,
sette peri e un pesco.
“Il recupero di queste antiche cultivar – ha detto la vicepresidente e
assessora all’agricoltura Stefania Saccardi – permetterà di studiare la
migliore resilienza ai cambiamenti climatici in corso e la conservazione
della biodiversità del territorio anche attraverso la loro valorizzazione
soprattutto presso le aziende agrituristiche. Oggi più che mai la tutela
delle risorse genetiche locali, si lega indissolubilmente ai temi della
sostenibilità ambientale, dei cambiamenti climatici, dell’economia
circolare, della tutela del suolo, dell’acqua e della biodiversità
naturale e selvatica. Anche per questo la Regione sta dando il supporto
necessario a che l’impegno degli agricoltori custodi come quello delle
banche del germoplasma sia conservato per la vitalità della nostra
agricoltura e per le generazioni future” .
La maggior parte di queste varietà locali sono già iscritte al registro
nazionale per la commercializzazione del materiale di moltiplicazione delle
specie frutticole e dal 13 febbraio 2025 sono iscritte anche nel repertorio
regionale delle varietà locali a rischio di estinzione della Toscana (LR
64/2004) che permette il sostegno ai Coltivatori Custodi e alla banca del
germoplasma tenuta dall’Unione dei Comuni del Casentino presso il vivaio di
Cerreta in Camaldoli di Poppi (AR).
L’ambito locale di recupero, conservazione e coltivazione delle diverse
varietà locali riguarda il territorio del Casentino ed in particolare i
comuni di Bibbiena (AR), Capolona (AR), Castel Focognano (AR), Castel San
Niccolò (AR), Chitignano (AR), Chiusi della Verna (AR), Montemignaio (AR),
Ortignano Raggiolo (AR), Poppi (AR), Pratovecchio Stia (AR), Subbiano (AR)
e Talla (AR).
Le 24 cultivar salvate
Ciliegio Corniola di Partina; Ciliegio Corniola di Quota; Melo Badia alle
Pratole; Melo Renetton; Melo Rigata; Melo Biancuccia; Melo Bianca; Melo
Agretta; Melo Renettaruggina; Melo Regina; Melo Deliziosa di Montagna; Melo
Cipolla; Melo Chitignano; Melo Ruggina estiva; Melo Cacona; Melo Calvè di
montagna; Pero Bottiglia; Pero Campanella; Pero Cova; Pero Marammo; Pero
Pappona; Pero Spadona; Pero Verdona; Pesco Vinoso.
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