
Palazzo Comunale, Forlì – 4 dicembre 2024. Alberto Alpozzi, reporter e saggista, tra i massimi esperti di storia della colonizzazione italiana è stato insignito del Premio Mameli, indetto dall’ENAC – Ente Nazionale Attività Culturali, categoria Giornalismo per il libro BUGIE COLONIALI (Eclettica Edizioni).
Lavoro di ricerca premiato perché “capace di smascherare le innumerevoli mistificazioni scritte in merito alla colonizzazione italiana dell’Africa”.
«Il Premio Mameli – ha dichiarato il presidente Enac, Maurizio Abbate – è giunto quest’anno alla terza edizione. I premi, riservati esclusivamente ad opere in lingua italiana, vengono assegnati annualmente a coloro che si sono distinti particolarmente con opere indipendenti, non omologate e per la ricerca della verità».
«Alberto Alpozzi – prosegue Abbate – si inserisce perfettamente nello spirito di questo premio. Lo scorso anno ha smascherato le mistificazioni della mostra torinese “Africa. Le Collezioni dimenticate” obbligando i curatori e la direzione dei Musei Reali a fare marcia indietro, ammettere l’errore, chiedere scusa e sostituire i pannelli».
Il premio Mameli riconosce le eccellenze nei campi dell’arte, del giornalismo, del teatro e della letteratura per i lavori finalizzati al pluralismo dell’informazione, alla difesa delle libertà o alla crescita della comunità nazionale.
«Per queste ragione – ha concluso Abbate – il libro di Alpozzi meritava un riconoscimento per il rigoroso lavoro svolto nella ricerca della verità contro ogni menzogna che mini l’identità nazionale».
«Sono onorato – ha dichiarato Alberto Alpozzi – di ricevere questo riconoscimento che attesta ancora una volta come la verità contro le mistificazioni, l’onestà contro la malafede siano valori da perseguire contro chi quotidianamente, omologato e succube del pensiero unico contrario all’onorabilità del nostro Paese si limita a ripetere sempre i medesimi dogmi che nulla hanno a che fare con i fatti ma solo con pregiudizi ideologici».
«Ringrazio l’Enac e la commissione giudicatrice – ha concluso Alpozzi – per aver ritenuto meritevole la mia attività di ricerca. Un premio che è sprone di nuove ricerche e approfondimenti per ricostruire la storia degli italiani in Africa».
