(AGENPARL) - Roma, 26 Novembre 2024 - (AGENPARL) – mar 26 novembre 2024 Parità di genere e innovazione: le opportunità dei fondi europei
Scritto da Sara Ghilardi, martedì 26 novembre 2024 alle 20:02
Grazie al contributo dei fondi europei in particolare del FSE+ e FESR, ma
anche dei programmi Interreg IT-Fr Marittimo, del FEASR e del FEAMPA, la
Regione Toscana consolida l’impegno a sostegno della parità di genere,
l’occupazione femminile, anche in forma imprenditoriale, e cerca di
contrastare tutti quei pregiudizi che limitano la partecipazione
equilibrata dei due sessi alla vita economica, sociale e politica, che
possono contribuire ad una piena realizzazione del talento delle donne che
è uno dei capisaldi delle politiche europee, un’Europa più equa pone
infatti, le sue fondamenta su una società civile in cui la donna è al
centro e può esprimere liberamente le sue potenzialità.
La giornata, promossa nell’ambito della Toscana delle Donne, è stata
dedicata alle attività realizzate ed in fase di realizzazione grazie al
contributo dei fondi europei, con al centro le relazioni delle Autorità di
Gestione per regione Toscana dell’ FSE Elena Calistri, del FESR Angelita
Luciani, del FEASR Sabina Borgogni, del FEAMPA Marco Ferretti e
dell’Interreg Italia Francia Marittimo Filippo Giabbani.
Nel corso della mattinata ci sono stati anche approfondimenti tematici da
parte di Irpet (Le laureate Stem in Toscana: scelte di studio e sbocchi
professionali) e da parte della Fondazione Giacomo Brodolini (Genere e
innovazione).
Uno dei temi cruciali per il cambiamento al fine di raggiungere una piena
parità di genere è l’innovazione, intesa sia come rilevanza di attivare
strumenti che favoriscano l’inserimento delle donne in settori in cui la
componente femminile è ancora residuale, sia come promozione di strumenti
innovativi che favoriscano la riduzione delle disuguaglianze e una maggiore
inclusione sociale. Innovare significa sviluppare nuovi approcci e nuove
idee ma anche avere la capacità di fare spazio a nuovi bisogni, nuove
esigenze e nuove prospettive. In questo contesto il genere rappresenta un
fattore chiave nel guidare l’innovazione sociale ed organizzativa.
La Regione Toscana da sempre all’avanguardia nel promuovere misure ed
iniziative a sostegno dell’innovazione e dell’inclusione, con la
programmazione europea in tutti i suoi ambiti rinnova la centralità del
tema della promozione della parità di genere, destinando ad essa una
quantità ingente di risorse. Si tratta di un segnale forte che la Regione
Toscana intende dare alla società nel suo complesso e a tutti gli attori
della vita economica e sociale: enti pubblici, imprese, parti sociali,
organizzazioni sindacali e datoriali, enti bilaterali, sistema dei Centri
per l’Impiego, con i quali si è aperta una grande stagione di impegno e di
confronto per rendere gli interventi che messi in campo il più possibile
aderenti alla realtà toscana.
“In questa legislatura abbiamo cercato di “indossare occhiali di genere” di
farlo nelle scelte che investono tutti i settori, non pensando che basti un
capitolo, quello delle pari opportunità, ma affrontando il tema in maniera
trasversale – ha detto Alessandra Nardini assessora all’istruzione e alle
pari opportunità – È quello che ha fatto la Regione Toscana, che ha
deciso di indirizzare le sue scelte nel promuovere una reale, effettiva,
parità di genere con misure finanziate dai fondi europei, che vedono anche
un importante cofinanziamento da parte della Regione stessa. E’ stata una
precisa scelta politica quella di investire di più in questo senso.
Penso, ad esempio, alle iniziative che abbiamo portato avanti grazie alle
risorse del Fondo Sociale Europeo, che è il Fondo che come Assessorato ci
vede maggiormente coinvolti.
Ne voglio ricordare solo alcune: il rifinanziamento della legge 16/2009
“Cittadinanza di genere” (nel 2022 finanziamento di 800mila euro e adesso
un bando triennale da 5.7 milioni euro) per la redazione di bilanci di
genere e progetti di sensibilizzazione nelle scuole di ogni ordine e grado
e nei nidi toscani; bando per sostenere progetti innovativi di welfare
aziendale per conciliare meglio tempi di vita e di lavoro e favorire una
più equa distribuzione del tempo di cura tra donne e uomini, pasaando dal
concetto di conciliazione solo al femminile al concetto di condivisione; la
destrutturazione degli stereotipi di genere e la promozione della cultura
di parità come obiettivo trasversale all’interno delle linee guida dei
Progetti Educativi Zonali; gli incentivi alle assunzioni di lavoratrici
donne; una particolare attenzione nei percorsi di orientamento perché le
scelte delle ragazze e dei ragazzi siano libere e consapevoli: non esistono
scuole, percorsi universitari o formativi, lavori, da maschi e da femmine;
borse studio universitarie maggiorate per le ragazze che scelgono percorsi
universitari afferenti alle cosiddette materie STEM; il progetto Nidi
Gratis, che ha prima di tutto una valenza educativa, garantisce che il nido
sia un diritto di tutte le bambine e di tutti i bambini e non un privilegio
per chi nasce in una famiglia che può permettersi di pagare una retta, ma
in secondo luogo è anche uno strumento che consente alle giovani famiglie
di poter conciliare tempi di vita e di lavoro, impedendo, in una società
ancora oggi patriarcale, che una donna che sceglie di essere madre debba
abbandonare il lavoro o ricorrere necessariamente ad un part time; percorsi
di inserimento o reinserimento lavorativo delle donne vittime di violenza
(3.5 milioni fino al 2026) o di tratta.
Sono davvero orgogliosa di quello che abbiamo fatto in questi quattro anni
anche se so che c’è ancora tanto fare. Abbiamo gettato tanti semi, con
l’unico obiettivo di garantire, in ogni ambito, reali e piene pari
opportunità.”
Secondo Cristina Manetti, capo di Gabinetto in Regione Toscana e ideatrice
de la Toscana delle donne: “Tanta parte delle politiche sulla parità di
genere della Regione Toscana è finanziata grazie al supporto dei fondi
europei. Faccio solo due esempi: gli asili nido gratis per circa 30 mila
famiglie, esempio concreto di come possono essere indirizzati in maniera
intelligente i fondi sociali europei. Ma ci sono anche bandi finalizzati ad
esempio a indicare alle aziende come costruire politiche di welfare o per
incentivare l’imprenditoria femminile nell’agricoltura. Tutto ciò per
strutturare un sistema che sostenga le donne all’interno la nostra
società, che permetta loro di superare tanti limiti, ormai strutturali,
che noi dobbiamo scardinare. Così come dobbiamo lavorare su un cambio di
passo culturale, sull’abbattimento di muri, di stereotipi. I fondi sociali
europei sono davvero importanti poi per concretizzare quell’idea di Toscana
che vogliamo: inclusiva, paritaria, a sostegno alle donne”.
La Regione Toscana ha ricondotto tutto questo a uno specifico progetto del
Programma di Sviluppo Regionale 2021-25, denominato ATI, il progetto per le
donne in Toscana con cui ha inteso contribuire al rafforzamento delle
politiche di genere con priorità da realizzare secondo un approccio
globale e innovativo delle politiche pubbliche e finalizzato a promuovere,
la partecipazione equilibrata dei due sessi alla vita economica, sociale e
politica, che si articola in tre specifici obiettivi: favorire attivamente
l’occupazione femminile sia sotto il profilo quantitativo che
qualificativo; promuovere la conciliazione tra vita familiare e vita
lavorativa; diffondere e sostenere la cultura delle pari opportunità.
I FONDI NEL DETTAGLIO
Il Fondo Sociale Europeo, la cui specifica vocazione è quella di sostenere
e migliorare la vita delle persone, di rimuovere gli ostacoli che limitano
la piena inclusione nella società, nel corso della programmazione 2021-27
ha destinato alla promozione della parità di genere, oltre 340 milioni di
euro (+ 223 mln di euro rispetto alla programmazione FSE 2014-20) mettendo
in campo interventi che agiscono su molteplici fronti, a partire dal
sostegno all’istruzione femminile (con particolare riguardo alle materie
STEM), all’occupazione femminile, sviluppando politiche e misure orientate
non solo all’incremento quantitativo (più donne occupate), ma anche al
mantenimento (occupazioni più stabili e carriere meno discontinue e
frammentate) e al miglioramento della qualità dell’occupazione delle donne
(più remunerata, flessibile negli orari etc) ma anche nuove organizzazioni
del lavoro, l’incentivazione delle forme flessibili, le misure di welfare
anche per le lavoratrici autonome. A questo si aggiunge il rafforzamento
del sostegno alla frequenza dei servizi per l’infanzia, che oltre a
costituire un tassello fondamentale di un percorso educativo di successo,
offre alle donne e alle famiglie un aiuto concreto, con positive ricadute
sul fronte della parità di genere e la partecipazione femminile al mercato
del lavoro. Un’attenzione particolare, all’interno delle politiche di
promozione della parità di genere hanno inoltre la prevenzione e il
contrasto della violenza di genere e delle discriminazioni ad esso legate
come le azioni culturali volte al superamento degli stereotipi di genere, a
partire da percorsi nei percorsi scolatici di ogni ordine e grado.
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