
La Germania si prepara a tornare alle urne con sette mesi di anticipo rispetto alla normale scadenza elettorale, a seguito del collasso della cosiddetta “coalizione progressista”, composta dai socialdemocratici (SPD), dai liberaldemocratici (FDP) e dai Verdi. La crisi politica è culminata mercoledì scorso, lo stesso giorno in cui Donald Trump è stato rieletto presidente degli Stati Uniti, accentuando le pressioni per una risoluzione della crisi in Germania e la necessità di consolidare le sue politiche fiscali e sociali.
Un compromesso per elezioni anticipate
Inizialmente, il cancelliere Olaf Scholz aveva tentato di prolungare la vita della coalizione fino alla primavera del 2025, ma l’opposizione degli altri partiti ha reso insostenibile questa opzione. Scholz ha dichiarato di non voler “aggrapparsi al suo incarico”, suggerendo persino che le elezioni si svolgessero prima di Natale. Tuttavia, per garantire una campagna elettorale più strutturata, i principali partiti hanno concordato di fissare la data delle elezioni per il 23 febbraio 2025, con una conferma ufficiale prevista il 16 dicembre.
Secondo il quotidiano tedesco Die Welt , anche i partiti minori che componevano la coalizione ormai dissolta hanno accettato i dati, dando il via ad una nuova fase di competizione elettorale.
Le cause del collasso della coalizione
Il governo semaforico, così chiamato per i colori dei tre partiti (rosso per SPD, giallo per FDP e verde per il partito ambientalista), aveva mostrato segni di debolezza già da mesi. Alla base della crisi vi sono state profonde divergenze sul piano economico: l’FDP, in particolare, si opponeva alla crescente spesa pubblica che riteneva violare le regole costituzionali tedesche sui limiti del debito federale. Il ministro delle Finanze, esponente dell’FDP, aveva cercato di bloccare queste politiche, ma è stato rimosso dal governo. L’uscita dell’FDP ha lasciato la coalizione senza i voti necessari per continuare a governare.
Inoltre, l’annuncio della rielezione di Trump ha spinto Berlino a risolvere rapidamente i suoi problemi finanziari, con il cancelliere Scholz che ha sottolineato l’importanza di presentarsi come un alleato affidabile per gli Stati Uniti. Berlino teme che un eventuale governo Trump aspetti una posizione fiscale più stabile da parte dei partner europei.
I sondaggi e le prospettive per il nuovo governo
I sondaggi mostrano un significativo vantaggio per i Cristianodemocratici (CDU), il partito di centro-destra un tempo guidato da Angela Merkel, che però sembra lontano dall’ottenere la maggioranza assoluta. La CDU potrebbe dunque trovarsi costretta a formare una nuova coalizione.
Un altro protagonista della scena politica è Alternativa per la Germania (AfD), il partito di destra populista, che ha visto un picco di popolarità all’inizio dell’anno, ma ha recentemente perso terreno. Tuttavia, l’AfD continua a occupare il secondo posto nelle preferenze degli elettori, mantenendo una posizione rilevante nel Bundestag, anche se viene escluso da coalizioni con altri partiti tradizionali.
Al contrario, i tre partiti della coalizione uscente (SPD, Verdi e FDP) stanno pagando il prezzo del crollo della coalizione, con indici di gradimento in netto calo. Anche l’FDP, che gestiva il ministero delle Finanze, ha perso consensi. Una figura emergente è quella di Sahra Wagenknecht, ex membro della Linke e ora a capo della nuova alleanza populista di sinistra BSW, che sta guadagnando terreno grazie a una piattaforma incentrata su politiche sociali solide e rigidi controlli delle frontiere.
Verso una nuova fase politica in Germania
L’avvicinamento delle elezioni di febbraio rappresenta una svolta per la Germania, chiamata a scegliere un nuovo governo in un contesto internazionale e interno particolarmente complesso. La rielezione di Trump, le pressioni fiscali e il declino del consenso per i partiti della coalizione progressista segnano l’inizio di un periodo di transizione e di possibili alleanze inedite.
La sfida per i partiti in corsa sarà quella di formulare programmi concreti e sostenibili che sappiano affrontare i problemi economici e sociali della Germania, nonché garantire la stabilità necessaria per affrontare le nuove sfide globali.