
(AGENPARL) – lun 14 ottobre 2024 COMUNICATO STAMPA
IMPORTANTI UNIVERSITÀ FORMERANNO 10.000 FUTURI MEDICI SULL’IMPATTO DEL
CLIMA SULLA SALUTE E SULL’ASSISTENZA SANITARIA SOSTENIBILE
L’Università di Pavia nel network internazionale e referente per l’Italia.
? 25 importanti università europee lanciano una rete per dotare oltre 10.000 studenti di
medicina delle competenze necessarie per affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici
sulla salute.
? Presieduta dall’Università di Glasgow e sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della
Sanità (OMS) e da importanti organizzazioni sanitarie attraverso la Sustainable Markets
Initiative Health Systems Task Force.
? Il cambiamento climatico sta determinando un aumento delle malattie infettive e non
trasmissibili, con milioni di persone colpite dall’inquinamento atmosferico e da
temperature estreme.
Berlino, Germania: mentre l’Europa registra l’estate più calda di sempre, 25 università europee
lanciano oggi una Rete con l’obiettivo di dotare oltre 10.000 studenti di medicina delle
conoscenze e delle competenze necessarie per rispondere all’impatto dei cambiamenti climatici
sulla salute delle persone e fornire un’assistenza sanitaria più sostenibile.
L’European Network on Climate & Health Education (ENCHE), fondato da importanti scuole di
medicina di Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Polonia, Portogallo, Slovenia, Svezia,
Spagna, Svizzera e Regno Unito, inserirà l’insegnamento sul clima e la salute nei programmi di
studio con l’obiettivo di aiutare i futuri medici a riconoscere, prevenire e trattare il crescente peso
della crisi climatica sulla salute pubblica, oltre che offrire soluzioni sanitarie sostenibili.
Tra le maggiori sfide sanitarie del nostro tempo, il cambiamento climatico sta determinando un
aumento della pressione sui sistemi sanitari già sovraccarichi. Fattori come le temperature
estreme e l’inquinamento atmosferico stanno aggravando la diffusione di malattie infettive e
croniche, tra le quali quelle trasmesse da vettori, il cancro, le malattie cardiovascolari, le malattie
respiratorie e le condizioni di salute mentale. Allo stesso tempo, il settore sanitario contribuisce a
sua volta alla crisi climatica, visto che circa il 5% delle emissioni di gas serra è generato dalla
sanità.
Secondo l’OMS, il 99% delle persone respira aria inquinata e ogni anno muoiono 7 milioni di
persone a causa dell’inquinamento atmosferico, mentre in assenza di un intervento urgente i
decessi legati al calore potrebbero triplicare da qui al 2050. Le popolazioni vulnerabili, come
bambini, anziani, comunità emarginate e persone già affette da problemi di salute, sono colpite in
modo sproporzionato. Inoltre, l’impatto del clima sulle infrastrutture sanitarie sta rendendo più
difficile l’accesso alle cure in tutto il mondo.
Attualmente, la formazione medica non include sempre un insegnamento sui legami tra clima e
salute, materia nella quale la formazione dipende spesso dalle conoscenze dei singoli membri
della facoltà e dal coinvolgimento di gruppi di studenti. La Rete si pone come obiettivo quello di
offrire nei programmi di laurea le migliori conoscenze e competenze per affrontare le minacce
attuali e future per la salute legate al clima. In futuro, la Rete potrebbe valutare la possibilità di un
ampliamento per coinvolgere altri operatori sanitari e collaborare in altre aree geografiche, con lo
scopo di promuovere la resilienza climatica nei sistemi sanitari.
La Rete sarà presieduta dall’Università di Glasgow e diventerà un polo regionale del Global
Consortium on Climate and Health Education (GCCHE) della Columbia University Mailman
School of Public Health che metterà a disposizione della Rete competenze e consulenza, oltre a
promuovere la collaborazione transatlantica sulla formazione in tema di clima e salute.
Nei primi tre anni di attività, la Rete europea si propone di formare almeno 10.000 studenti delle
università partecipanti, avvalendosi delle più recenti risorse scientifiche e didattiche, e di
invogliare altri soggetti a unirsi alla collaborazione.
La Rete sarà inoltre sostenuta da primarie organizzazioni sanitarie, tra le quali AstraZeneca,
Bupa, GSK, Novartis, Novo Nordisk, Roche, Sanofi e l’OMS, in quanto partecipanti alla
Sustainable Markets Initiative Health Systems Task Force, collaborazione pubblico-privato tra
capi d’azienda e leader di imprese farmaceutiche e sanitarie globali impegnati ad accelerare la
decarbonizzazione dei sistemi sanitari.
Il prof. Iain McInnes, Vice-Principal and Head of College of Medical, Veterinary and Life Sciences
University of Glasgow e Co-Chair dell’ENCHE, ha dichiarato: “La diffusione di malattie infettive e
le ondate di calore sempre più letali rendono gli impatti sulla salute legati al cambiamento
climatico sempre più pericolosi. Come educatori, è nostra responsabilità garantire che la
prossima generazione di medici, professionisti della salute e leader sanitari abbia le competenze
necessarie per affrontare queste sfide e possa fornire ai pazienti la migliore assistenza possibile.
Mi auguro che molte altre istituzioni si uniscano a questa rete e alla nostra missione di
proteggere e migliorare la salute umana nel contesto del nostro ambiente in cambiamento”.
Tedros Ghebreyesus, Director-General of the World Health Organization, ha dichiarato:
“Gli impatti sulla salute causati dal cambiamento climatico non sono minacce ipotetiche per il
futuro; sono qui, adesso. L’OMS sta supportando i paesi nel costruire sistemi sanitari resilienti al
clima e rispettosi dell’ambiente, il che include fornire agli operatori sanitari le competenze
necessarie per affrontare questa grande sfida per la salute pubblica. Accolgo con favore la
collaborazione pubblico-privata che ha contribuito a dare impulso a questa nuova rete educativa
e spero che ispiri azioni in altri paesi e regioni del mondo”.
La professoressa associata Cecilia Sorensen, MD, Director of the Global Consortium on Climate
and Health Education alla Columbia University Mailman School of Public Health, ha dichiarato:
“Il cambiamento climatico avrà un impatto su tutti noi, in ogni parte del mondo ma non in egual
misura e non allo stesso modo. Servono reti regionali per aiutare gli operatori sanitari a prevenire
e a rispondere alle sfide climatiche e sanitarie specifiche delle comunità nelle quali operano,
tenendo conto delle peculiarità culturali e sociali. L’ENCHE fornirà agli educatori di tutta Europa
le risorse necessarie per creare operatori sanitari pronti per il cambiamento climatico”.
Il prof. Francesco Svelto, Rettore dell’Università di Pavia, ha dichiarato:
“Come membro della Task Force Sustainable Markets Initiative Health System, sono molto lieto
che le principali scuole di medicina europee stiano collaborando con i leader della sanità globale
per affrontare le sfide del clima e della salute che ci troviamo ad affrontare, che sono
interconnesse tra loro. Lavorando insieme oltre i confini nazionali possiamo contribuire a creare
soluzioni per migliorare la salute delle persone e del Pianeta”.
Esther Ngoy, studentessa di medicina dell’Università di Glasgow:
“Per la nostra generazione, la crisi climatica è una delle questioni più urgenti e allarmanti che
siamo chiamati ad affrontare in questo momento. Per il bene dei pazienti, delle comunità e della
società, è fondamentale che i medici del futuro siano istruiti e preparati ad affrontare
frontalmente questa sfida”.
Pascal Soriot, CEO di AstraZeneca e Chair of the Sustainable Markets Initiative Health Systems
Task Force, ha dichiarato:
“L’emergenza climatica è la più grande emergenza sanitaria del nostro tempo e gli operatori
sanitari sono in prima linea nell’affrontare i crescenti impatti dei cambiamenti climatici sulla
salute. Questa pionieristica rete contribuirà a garantire che la prossima generazione di medici sia
in grado di rispondere alle mutate esigenze di salute della popolazione e di fornire un’assistenza
più sostenibile ai propri pazienti”.
Emma Walmsley, CEO di GSK, ha dichiarato:
“Dobbiamo assicurarci che i nostri sistemi sanitari siano in grado di affrontare meglio i
cambiamenti climatici. A tale scopo occorre sia ridurre l’impronta ambientale del nostro settore,
sia garantire che gli esperti responsabili dell’assistenza ai pazienti dispongano delle competenze
giuste per affrontare l’impatto della crisi climatica sulla salute. Spero che questa collaborazione
trasformativa sia solo l’inizio e che molte altre università vi aderiscano, in modo da ottenere il
massimo impatto positivo”. [
Paul Hudson, CEO di Sanofi, ha dichiarato:
“Gli studenti delle scuole di medicina che hanno aderito a questa Rete sono i leader del futuro
nel campo della salute. Con le conoscenze necessarie per trattare gli effetti della crisi climatica e
fornire un’assistenza sanitaria più sostenibile, possono avere un impatto positivo su migliaia di
pazienti, sui sistemi sanitari in cui operano e sul pianeta”.
La Rete invita altre università europee a partecipare, per formare la prossima generazione di
medici sui legami tra clima e salute. Per maggiori informazioni:
https://www.publichealth.columbia.edu/research/programs/global-consortium-climate-health-
education
Note per i redattori
Le Scuole di Medicina che hanno aderito per prime all’ENCHE sono:
1. KU Leuven, Faculty of Medicine (Belgio)
2. Lancaster University / Lancaster Medical School (UK)
3. Faculty of Medicine, Lund University (Svezia)
4. Medical University of Warsaw (Polonia)
5. Nova Medical School (Portogallo)
6. Trinity College Dublin, School of Medicine (Irlanda)
7. University Claude Bernard Lyon 1 – Faculty of Medicine Lyon Est (Francia)
8. University College London Medical School (UK)
9. University of Aberdeen, School of Medicine and Dentistry (UK)
10. University of Augsburg (Germania)
11. University of Barcelona, Faculty of Medicine and Health Sciences (Spain)
12. University of Buckingham Medical School (UK)
13. University of Glasgow School of Medicine (UK)
14. University of Lisbon, School of Medicine (Portogallo)
15. University of Ljubljana, Faculty of Medicine (Slovenia)
16. University of Lucerne, Faculty of Health Sciences and Medicine (Svizzera)
17. Università di Milano, Facoltà di Medicina (Italia)
18. University of Navarra, School of Medicine (Spagna)
19. University of Nottingham, School of Medicine (UK)
20. University of Oxford, School of Medicine and Biomedical Sciences (UK)
21. University of Paris Cité, Faculty of Health (Francia)
22. Università di Pavia, Dipartimento di Medicina Interna e Terapia Medica (Italia)
23. University of Sheffield, School of Medicine and Population Health (UK)
24. Università di Torino, Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche MedInTo (Italia)
25. University of Warwick, Medical School (UK)
La Rete è sostenuta anche dall’OMS e dalla WHO Academy.
Informazioni sulla Sustainable Markets Initiative
Fondata nel 2020 da Sua Maestà Re Carlo III, allora Principe di Galles, la Sustainable Markets
Initiative è diventata l’organizzazione del settore privato più importante al mondo in materia di
transizione. Lanciata nel 2021, Terra Carta lavora per realizzare il mandato della Sustainable
Markets Initiative, con l’obiettivo di accelerare i risultati positivi per la Natura, le Persone e il
Pianeta attraverso iniziative sull’economia reale. Per saperne di più: http://www.sustainable-
markets.org
Per maggiori dettagli sulle modalità di adesione alla Rete, contattare