
Il Primo Ministro slovacco Robert Fico è stato recentemente oggetto di una minaccia di morte particolarmente inquietante, con un proiettile inviato al suo ufficio all’interno di un pacco sospetto. L’episodio, avvenuto mercoledì, è stato scoperto dagli ufficiali di protezione costituzionale, che hanno individuato il contenuto grazie ai raggi X. La polizia regionale di Bratislava, guidata da Michal Szeiff, ha preso in mano le indagini, sottolineando la gravità della situazione.
Questo incidente segue un tentativo di assassinio avvenuto solo pochi mesi prima, durante il quale Fico è stato colpito da un estremista politico filo-ucraino mentre usciva da un evento pubblico. In quell’occasione, Fico, un politico di sinistra noto per le sue posizioni populiste, fu colpito più volte a bruciapelo, subendo gravi ferite all’intestino, all’anca, al braccio e alla gamba. Nonostante la gravità delle lesioni, che includevano la perforazione dell’intestino tenue in cinque punti, il Primo Ministro fu salvato grazie a un intervento chirurgico d’urgenza.
L’attentatore, Juraj Cintula, un poeta e attivista politico, ha dichiarato alla polizia che il suo gesto era motivato dalla posizione di Fico sulla guerra in Ucraina. Cintula, durante l’interrogatorio, ha spiegato che non concordava con la decisione del governo slovacco di non fornire aiuti militari all’Ucraina, una scelta che lo preoccupava al punto da considerare Fico un traditore agli occhi dell’Unione Europea. Il gesto estremo di Cintula sottolinea il clima teso attorno alla politica estera slovacca, particolarmente legata al conflitto ucraino.
La Slovacchia, sotto la guida di Fico, ha evitato di coinvolgersi militarmente nel conflitto, a differenza di molti altri membri della NATO. La piattaforma politica che ha portato Fico alla vittoria nelle elezioni nazionali si è basata proprio sulla promessa di non far partecipare la Slovacchia alla guerra in Ucraina. Il Premier ha sostenuto che la soluzione migliore per il conflitto sarebbe stata attraverso i negoziati, anche a costo di cedere parte del territorio ucraino alla Russia, piuttosto che prolungare le ostilità.
Nonostante le forti critiche e l’opposizione interna ed esterna, Fico ha mantenuto questa linea politica, che ha trovato anche ampio consenso elettorale. Tuttavia, la sua posizione ha anche alimentato tensioni e minacce personali. Il Ministro degli Interni, Matúš Šutaj Eštok, ha dichiarato che è solo una questione di tempo prima che il mittente del proiettile venga identificato e catturato.
L’attacco contro Fico non è un episodio isolato nell’attuale panorama politico internazionale. Anche negli Stati Uniti, il candidato presidenziale Donald Trump è stato recentemente sfiorato da un tentativo di attentato. Fico ha espresso la sua solidarietà a Trump, suggerendo che, come nel suo caso, anche i tentativi di far tacere politicamente Trump avrebbero portato ad azioni estreme da parte di individui disperati e violenti.
L’episodio del proiettile inviato a Fico, insieme all’attentato fallito, riflette il crescente clima di violenza politica in Europa e nel mondo. Il Procuratore Generale slovacco Maroš Žilinka ha denunciato l’invio del proiettile come un atto sconsiderato e criminale, invitando la società slovacca a calmare le tensioni e a rinunciare a odio e cinismo. Žilinka ha dichiarato: “Faccio un forte appello all’intera società per la decenza elementare e l’umanità! Il cinismo e l’odio di cui è ricoperta la nostra società devono cessare”.
In conclusione, la situazione politica in Slovacchia, così come in altre parti del mondo, sta diventando sempre più polarizzata e pericolosa, con leader politici che affrontano minacce alla loro vita in un clima di crescente instabilità. Fico, sopravvissuto per un soffio a un attentato, continua a essere al centro delle polemiche per le sue posizioni, ma le recenti minacce evidenziano come le tensioni siano ben lontane dall’essere risolte.