
(AGENPARL) – sab 21 settembre 2024 “ La progettualità integrata di filiera rimane una priorità nell’attuazione
della politica di sviluppo rurale per accrescere la competitività delle
aziende agroalimentari e per tutelare i consumatori, per la qualità delle
produzioni e per la tutela ambientale e dei territori”. Lo ha detto il
deputato Aldo Mattia, componente della Commissione Ambiente, Territorio e
Lavori pubblici della Camera, intervenendo a Policoro alla presentazione
del progetto integrato di filiera “Pifol Basilicata”. “La Regione
Basilicata ha investito tanto su tale strumento nelle ultime due
programmazioni (2007-2013, 2014-2022) – ha aggiunto Mattia – guardando a
tali esperienze, sarebbe strategico, nell’attuale programmazione, favorire
anche una maggiore integrazione, negli interventi di filiera, delle azioni
a sostegno della promozione e del sistema di conoscenza e innovazione in
agricoltura, ed interazioni con gli altri interventi previsti dal CSR,
secondo un approccio integrato e capace di offrire la possibilità alle
esperienze di filiera anche indispensabili supporti per la ricerca, la
commercializzazione e la promozione. Un approccio integrato che focalizzi
le risorse su filiere maggiormente strutturate – come quella
dell’ortofrutta – senza dimenticare le microfiliere territoriali di qualità
che però, probabilmente, possono essere sostenute con altri e più idonei
strumenti di programmazione. La sostenibilità è richiamata come elemento
caratterizzante questo progetto di filiera. In particolare, quella
ambientale deve essere al centro dei processi della cosiddetta transizione
ecologica giusta e deve operare per valorizzare il contributo
dell’agricoltura e degli agricoltori all’ambiente. Infatti, la politica
agricola e la politica ambientale sono sempre più complementari e
integrate. Deve essere chiaro, però, che gli agricoltori italiani sono i
primi sostenitori dell’ambiente. Perciò – ha concluso il deputato – è
importante promuovere, a tutti i livelli istituzionali, strumenti di tutela
e valorizzazione delle pratiche ambientali che non contrastino con lo
sviluppo dell’agricoltura”.