(AGENPARL) - Roma, 4 June 2024(AGENPARL) – mar 04 giugno 2024 **Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano**
Comunicato del 04/06/2024, ore 16:53
Nota ai media!
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Nel rispetto delle disposizioni sulla par condicio in vigore in prossimità delle elezioni europee, i comunicati sui lavori del plenum vengono redatti in maniera essenziale e in forma impersonale. Le sedute sono comunque trasmesse in diretta streaming con traduzione simultanea in italiano e in tedesco sulla pagina web http://www.consiglio-bz.org, e sul canale YouTube del Consiglio provinciale; aggiornamenti anche sui profili social del Consiglio (Facebook, Instagram e X). Sul canale youtube è possibile interrompere lo streaming per rivedere i passaggi precedenti, in caso di interesse a specifici interventi. Alla pagina web http://www.consiglio-bz.org/it/filmati-delle-sedute-del-consiglio è disponibile invece, di norma dal giorno successivo alle riprese, una riproduzione strutturata delle stesse, con la possibilità di cercare e selezionare la discussione su un determinato atto e gli interventi dei singoli consiglieri/delle singole consigliere.
Consiglio
Lavori Consiglio: interrogazioni su temi d’attualità – con VIDEO e FOTO
**Poste da consigliere e consiglieri alla Giunta provinciale, riguardano la valutazione della non autosufficienza, il Codice Erika, l’orso in Alto Adige, studi clinici sui vaccini, istruzione parentale, deiezioni canine, il Centro di Permanenza per i Rimpatri – CPR, TFR dell’Azienda sanitaria. Le restanti interrogazioni saranno presentate domani.**
(Link video e foto in coda)
In apertura della sessione di giugno dei lavori del Consiglio provinciale di Bolzano, la Süd-Tiroler Freiheit ha chiesto la convocazione di un collegio dei capigruppo per confrontarsi in merito alla decisione presa relativamente alla questione delle spese per la campagna elettorale del presidente della Provincia. Il presidente del Consiglio ha annunciato una sospensione. Il Team K, vista l’assenza dell’assessore alla Mobilità, ha chiesto che le relative interrogazioni fossero trattate domani, anche perché l’esposizione orale permette una replica: il presidente del Consiglio ha riferito di aver appena ricevuto giustificazione scritta, e che alle relative interrogazioni sarebbe stata data risposta scritta. Il Gruppo verde ha definito inaccettabili le assenze dell’assessore, che si sono accumulate, aggiungendo che non era giustificata la sua presenza in Islanda con il presidente della Provincia in quanto non era assessore allo Sport. Für Südtirol mit Widmann ha evidenziato la necessità di ricevere le risposte scritte nei termini previsti, e chiesto che alle risposte dell’assessore assente fosse dato spazio domani. Il presidente del Consiglio ha chiarito che se si volesse continuare con questa prassi bisognerebbe cambiare il regolamento interno.
Dopo un’interruzione dei lavori per dare spazio a una riunione dei capigruppo, il presidente del Consiglio ha riferito che la trattazione delle interrogazioni su temi d’attualità sarà ripartita a metà tra oggi e domani, per lasciare spazio nella seconda parte a quelle che riguardano l’assessore alla Mobilità.
È quindi iniziata la trattazione delle interrogazioni su temi d’attualità.
La prima è stata posta dal Gruppo verde relativamente alla valutazione della non autosufficienza come corsa a ostacoli: secondo il gruppo, mentre nel vademecum sulla non autosufficienza del 2019 è scritto che in caso di domanda di assegno di cura il team previsto si reca a casa della persona interessata per valutare la situazione, nella delibera di giunta 694/22 questo avviene solo nel caso tale persona sia impossibilitata per ragioni di salute, il che comporta non pochi problemi per le famiglie, quasi si volesse rendere il tutto più difficile. Il gruppo ha quindi chiesto le motivazioni di questa modifica, quante persone sono state finora valutate in casa e quante preso i servizi e perché la valutazione non può essere fatta dal medico di medicina generale. L’assessora competente ha riferito che i trasferimenti dell’équipe di valutazione richiedono molto tempo, e ricordato l’introduzione della valutazione d’ufficio, aggiungendo che è a discrezione del medico di base o specialista decidere se è necessaria una visita a domicilio, in tutti gli altri casi questa si rileva nei locali predisposti. Il 47% delle visite sono avvenute in questa sede, la valutazione spetta a un team di specialisti. La presentatrice ha evidenziato la difficoltà di portare una persona con demenza alla visita, e criticato che la situazione fosse stata resa più difficile
Facendo riferimento alla legge provinciale 13/2021, Interventi di prevenzione e contrasto della violenza di genere e di sostegno alle donne e ai loro figli e figlie, e al “Progetto Erika”, lanciato in collaborazione tra Provincia, Azienda sanitaria e altri partner al fine di offrire una rete di sostegno alle vittime di violenza domestica, il Team K ha evidenziato che con il Codice Erika, disposto da delibera di Giunta 1165/23 ed emesso dal Case manager o del medico del pronto soccorso è prevista anche l’esenzione dal ticket sanitario per le vittime di violenza sulle donne. Il gruppo ha chiesto se nell’Azienda sanitaria sono stati istituiti il percorso di cura e il Case manager previsti dalla delibera di Giunta, se le esenzioni sono già emesse, se c’è una persona di riferimento per le vittime di violenza domestica in tutti gli ospedali e se si considera il particolare bisogno di protezione e anonimato. L’assessore competente ha chiarito che ci sono tre ginecologhe che operano come Case manager, occupandosi anche dei moduli di esenzione; possono essere contattate anonimamente tramite la mail ; è ancora in corso l’attuazione delle direttive di Giunta citate, in particolare relativamente al sistema digitale. Se necessario, la vittima in ogni momento del processo può rivolgersi al servizio psicologico, e le visite vengono effettuate in uno spazio protetto. L’esenzione dal ticket avviene solo su esplicita richiesta della persona interessata. Secondo la proponente, l’esenzione dal ticket in alcuni ospedali non esiste, e si viene invitati a rivolgersi a Bolzano; inoltre, se bisogna fare richiesta esplicita non si può parlare di anonimato.
L’orso è di nuovo presente in provincia di Bolzano dopo il letargo invernale e, in seguito ai recenti danni in Val Sarentino, il malcontento e la paura sono in aumento tra la popolazione: lo ha detto la SVP, aggiungendo che in aprile sono stati registrati 16 avvistamenti, tracce o danni, e fino al 12 maggio 2024 ne sono stati registrati altri 6. Evidenziando poi che a fronte della presenza in Trentino di 100 orsi, il che fa temere che in futuro possano verificarsi ulteriori avvistamenti e danni causati da orsi anche in Alto Adige, il consigliere ha chiesto dati sui capi presenti in provincia di Bolzano e la relativa dotazione di trasmettitori, il relativo monitoraggio e la frequenza con cui l’orso si è avvicinato a zone abitate o a masi nel periodo 2021-24. Attualmente sono presenti due orsi, uno a Renon/Val Sarentino e uno a Parcines/Naturno, ha detto l’assessore competente, aggiungendo che nessun animale è dotato di trasmettitore, la cui applicazione compete all’Ufficio provinciale caccia e pesca in seguito a parere positivo di ISPRA e delibera della Giunta; lo stesso ufficio monitora gli avvistamenti; nel 2021-24, su 161 avvistamenti, in 7 casi l’orso si è avvicinato a zone abitate o masi. Il proponente ha ritenuto necessario un progetto Euregio comune, ricordando che il progetto prevedeva un limite di 35/40 animali nella zona del Brenta.
Ricordando che I bambini che non si sottopongono alle vaccinazioni obbligatorie sono esclusi dalla frequenza di scuole dell’infanzia e asili nido, ed evidenziando che per garantire la sicurezza del vaccino sono necessari studi clinici con veri gruppi di controllo cui non deve essere iniettato un altro vaccino paragonabile o qualsiasi altra sostanza non neutrale, VITA ha chiesto se le vaccinazioni obbligatorie per la frequenza degli asili nido e dei centri per l’infanzia dell’Alto Adige sono state testate per la loro sicurezza in studi clinici che hanno utilizzato un vero gruppo di controllo, per quali delle vaccinazioni pediatriche obbligatorie utilizzate esistono studi clinici di questo tipo e, nel caso in cui essi manchino, cosa intendono fare gli assessori competenti per sanità, protezione civile e scuole dell’infanzia per tutelare la salute dei bambini e quindi il futuro della popolazione. L’assessore competente ha riferito che vaccini di prevenzione vengono somministrati a milioni di neonati e sono di importanza fondamentale, purché verificati da istituzioni competenti, come AIFA. Anche dopo l’omologazione avvengono delle verifiche. Ha quindi spiegato come avviene la procedura di autorizzazione tramite gruppo di controllo, aggiungendo anche che la quantità di alluminio è ridotta e che tale elemento è presente in molte altre fonti. Il bilancio rischi/benefici è dato, e si tratta di tutelare la salute dei bambini. Rilevando che l’assesore aveva detto anche che non c’era un gruppo di controllo con sostanza neutrale, la proponente ha contestato l’esistenza di un positivo rapporto rischio/beneficio non può essere dato, e ha sostenuto che si gestisce in maniera cinica la salute della popolazione. Ha ricordato che in Austria e Svizzera non ci sono tali vaccini obbligatori per l’età pediatrica, e i genitori possono scegliere liberamente.
L’istruzione parentale in Alto Adige è stato il tema della successiva interrogazione, con cui JWA Wirth Anderlan, rilevando che questa possibilità interessa molti genitori, e che tuttavia in questo caso non sono previsti contributi come per le scuole pubbliche, ha chiesto alla Giunta dati in merito al numero di bambini sottoposti a tale forma d’istruzione, i finanziamenti per ogni singolo alunno nelle scuole della provincia, anche private, e la destinazione di tali mezzi se un alunno passa all’istruzione parentale e la possibilità per tali alunni di accedere a strutture scolastiche come biblioteche e palestre, dato che il distretto scolastico riceve anche la rispettiva quota di finanziamento. L‘assessore competente per la scuola in lingua tedesca hanno citato i numeri richiesti – 94 di lingua tedesca, 15 di lingua ladina, – aggiungendo che una scuola paritaria viene finanziata se equiparata, l’educazione parentale no, e ci si chiede anche cosa si dovrebbe finanziare. Un passaggio all’istruzione parentale durante l’anno scolastico non è possibile. Il proponente ha preso atto che la risposta dell’assessore alla scuola in lingua italiana sarebbe arrivata per iscritto, e chiesto all’assessore che aveva risposto che cosa intendeva con un proprio post facebook in cui faceva riferimento alla necessità di creare una rete di luoghi di formazione. L’assessore ha chiarito che si tratta di luoghi dove svolgere progetti di formazione scolastica, che nulla ha a che fare con l’istruzione parentale.
8.70.Ricordando una propria recente interrogazione sul tema, il gruppo Für Südtirol mit Widmann è tornato sul tema delle deiezioni canine, per chiedere quanti cani sono stati registrati in Alto Adige dal 2000 al 2024, quanti sono attualmente registrati e quanti ce n’erano nel 2010/2000/1990/1980 a Bolzano, Merano, Appiano, Lana, Lasa, Aldino e San Candido, a quanto ammontano le sanzioni per i proprietari di cani che lasciano in giro gli escrementi del proprio animale, come sono organizzati i controlli, quante sanzioni sono state emesse e a quanto ammontano i costi, nonché quali sono i comuni dell’Alto Adige che hanno i maggiori problemi con le deiezioni canine e a quanto ammontano i costi per l’implementazione della banca dati del DNA dei cani. L’assessore competente ha risposto riferendo i dati di ogni singolo Comune, aggiungendo che dal 2003 vengono registrati ogni anno 2.000-3.000 nuovi cani. Le sanzioni sono comminate dai Comuni che sono competenti. La tariffa per l’inserimento nella banca dati ammonta a 65 €. Il proponente ha parlato di “dispendio di denaro” per una misura che è una “stupidaggine”.
Ricordando che nell’autunno 2023 la Giunta rimarcava quasi settimanalmente la prossima realizzazione in Alto Adige di un Centro di Permanenza per i Rimpatri – CPR e le relative dichiarazioni in merito all’accordo trovato con il Ministro dell’Interno, con la relativa risonanza mediatica, la Freie Fraktion ha evidenziato che dalle elezioni provinciali non se ne è saputo più nulla, e ha quindi chiesto quando tale centro dovrebbe essere realizzato e aperto, se nel frattempo ne può essere definita la localizzazione, quali località sono state proposte al Ministero, se la Giunta assumerà parte dei costi, se la capacità annunciata di 50 posti è stata modificata a fronte di un Questore che pratica le espulsioni. La vicepresidente della Provincia ha chiarito che il tema è nel programma di coalizione, e che la competenza è del Ministero competente/ del Governo. Il sito non è stato definito e la Provincia non ne ha proposti; in quanto ai costi a carico della Provincia non ci sono novità, quindi si procederà punto per punto. Il sito sarà orientato soltanto alle esigenze locali, parimenti a quanto avviene nella altre Regioni. Il proponente ha riferito che questo era l’opposto di quanto detto dal presidente della Provincia prima delle elezioni, e chiesto un chiarimento sull’atteggiamento della Giunta. La vicepresidente ha chiarito che solo chi commette reati in Alto Adige sarebbe messo nel CPR locale, ma attualmente non ci sono richiesta da parte dello Stato.
Sempre in riferimento al Centro di Permanenza per i Rimpatri – CPR in provincia, il Gruppo verde ha ricordato che, in seguito a un incontro col prefetto nel settembre scorso, il presidente della Provincia aveva dichiarato di essere disponibile ad ospitare un CPR in Alto Adige, per 50 immigrati con condanne a proprio carico o/e ritenuti pericolosi per l’ordine pubblico, e chiesto di chi è la competenza legislativa in merito, su quali aspetti la Provincia ha voce in capitolo, in che modo si vuole garantire che nel CPR di Bolzano verranno rinchiuse solo persone condannate e/o ritenute pericolose per l’ordine pubblico e se il presidente della Provincia è favorevole all’istituzione di un CPR a Bolzano. La vicepresidente della Provincia ha ribadito che la competenza legislativa esclusiva è dello Stato, così come quella sull’ordine pubblico. L’istituzione di un CPR a Bolzano è obiettivo non solo del presidente della Provincia ma anche della maggioranza, come scritto nel programma di governo. Secondo il proponente, il presidente della Provincia dovrebbe parlare chiaro, perché da un lato afferma che deciderà la Provincia, dall’altra è chiaro che la competenza è statale: non bisogna illudere le persone. Ha chiesto inoltre di guardare in quali condizioni scandalose vivono le persone in questi centri, senza umanità né sicurezza.
Riferendo del caso di un pensionato che solo a due anni dal pensionamento aveva ricevuto la liquidazione del proprio TFR dall’Azienda sanitaria per la quale aveva lavorato, la Süd-Tiroler Freiheit ha domandato alla Giunta come si spiega questo fatto, quant’è il tempo di attesa medio e se la cifra è adeguata all’inflazione relativa al tempo di attesa e cosa si intende fare per accelerare il tutto. L’assessore competente ha chiarito che la legge prescrive termini molto chiari per la liquidazione del TFR, per esempio con quota 100 viene liquidato solo ai 67 anni; il TFR dell’Azienda sanitaria viene liquidato dopo 24-28 mesi e a rate, per un totale di 4 anni, con richiesta all’INPS si può però chiedere un anticipo. Accelerare è impossibile perché i termini sono definiti a livello legislativo. Il proponente ha annunciato una proposta al fine di un’accelerazione o una disciplina autonoma.
La trattazione delle interrogazioni su temi d’attualità proseguirà domani.
(continua)
Link riprese video (Consiglio provinciale di Bolzano/GNews)
Link foto (Consiglio provinciale di Bolzano/Werth)
NOTA: Nel rispetto delle disposizioni sulla par condicio in vigore in prossimità delle elezioni europee, i comunicati sui lavori del plenum vengono redatti in maniera essenziale e in forma impersonale. Le sedute saranno comunque trasmesse in diretta streaming con traduzione simultanea in italiano e in tedesco sulla pagina web, e sul ; aggiornamenti anche sui profili social del Consiglio (, e ).
**MC**
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