(AGENPARL) - Roma, 10 Aprile 2024 - (AGENPARL) – mer 10 aprile 2024 **Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano**
Comunicato del 10/04/2024, ore 16:39
Consiglio
Lavori Consiglio: Gestione del traffico sul’A22, Diplomazia al posto del bellicismo
**Mozioni di Gruppo verde, JWA-Wirth Anderlan.**
È ripresa nel pomeriggio di oggi, in Consiglio provinciale a Bolzano, la trattazione delle proposte delle opposizioni.
Con la Sistema digitale di gestione del traffico sull’A22: la Provincia di Bolzano si schieri a favore del divieto di transito notturno (presentata dai conss. Rohrer, Foppa e Oberkofler il 20/02/2024), Madeleine Rohrer (Gruppo verde) ha proposto di incaricare la Giunta 1. di fornire all’Austria supporto organizzativo, tecnico e nel merito, per quanto concerne la sua presa di posizione nell’ambito della procedura d’infrazione, ad esempio mettendo a disposizione tutti i dati relativi agli accessi e alle uscite autostradali; 2. di attivarsi a Roma e presso i gruppi di interesse locali per far sì che non si possano prenotare slot nei fine settimana e nelle ore notturne, in modo da superare la controversia riguardo al divieto di transito notturno; 3. di commissionare uno studio sulla base del lavoro finora svolto al fine di individuare soluzioni idonee volte a interfacciare la piattaforma per la prenotazione dei diritti di transito sull’autostrada con i dati sulla disponibilità del trasporto su rotaia; 4. di porre le basi affinché si possa giungere a un accordo trilaterale sul limite massimo di slot prenotabili per le infrastrutture dei trasporti nonché sui parametri per la salvaguardia della salute. Rohrer ha chiarito che è decisivo quando e come verranno assegnati gli slot, e invitato a domandarsi se l’Alto Adige può in generale richiedere il sostegno dell’Austria se in un’occasione come questa non supporta il Tirolo.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha evidenziato che le persone tengono alla propria salute e ricordato un intervento sul tema del prof, Obwexer, secondo cui il sistema degli slot non contribuirebbe a ridurre il traffico e quindi a migliori condizioni di vita senza specifiche condizioni quadro; ha ricordato anche che nell’ultimo Dreier Landtag i Verdi delle tre province avevano chiesto di sostenere le misure di riduzione del traffico.
Sandro Repetto (Partito Democratico) ha evidenziato la necessitá di trovare un canale di relazioni tra Italia e Austria, Alto Adige e Tirolo, non certo di attivarsi come ha fatto il min. Salvini, con iniziative che provocano fastidio. le proposte della mozione di possono votare, ma il presidente della Provincia deve assumere un ruolo di mediazione.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiarito che il presidente non deve fare da mediatore ma tutelare gli interessi sudtirolesi, nel momento in cui la popolazione sta soffocando e vede compromessa la propria qualità della vita. Perché non c’è un divieto di transito notturno anche in Alto Adige, e chi ha rovinato il ponte Lueg sul quale ora si piange? I TIR con i loro trasporti che alimentano il consumismo. La salute e la qualità della vita sono più importanti degli interessi economici.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha ricordato l’incontro appena avvenuto con i giovani dell’YPAC, che avevano chiesto di essere presi sul serio. Tra le risoluzioni da loro proposte, ce n’è proprio una relativa all’inquinamento prodotto dai mezzi pesanti e le patologie collegate, con la proposta di limitazioni e di trasferimento in ferrovia. La mozione consentirebbe di supportare questa risoluzione.
Paul Köllensperger (Team K) ha ribadito che un sistema di slot non riduce il traffico, e anche la galleria di base del Brennero non dà garanzia di trasferimento sulla rotaia: servono misure politiche, per rendere più cara l’Autobrennero o introdurre un tetto massimo nel sistema di slot. Quanto vuole Salvini potrebbe più traffico alla provincia, tuttavia va evidenziata anche la responsabilità dell’Austria nella situazione del Ponte Lueg – ai colleghi austriaci si potrebbe almeno chiedere di togliere il privilegio del diesel, che contribuisce ad aumentare il traffico.
Franz Ploner (Team K) ha sottolineato i danni alla salute causati dalle emissioni, in particolare a carico dei polmoni: questo anche nel caso di camion fermi, perché devono continuare a garantire la temperatura di conservazione dei carichi. L’unica soluzione è ridurre il traffico: il sistema di slot richiede un contingentamento. I medici devono attivarsi.
In replica, l’ass. Daniel Alfreider ha riferito di uno studio promosso dalla Provincia per esaminare le possibilità a disposizione in base alle normative dei tre Paesi: è importante sapere cosa si dovrebbe cambiare a livello giuridico. Attualmente ci sono mezzi fermi coi motori accesi, non c’è un flusso continuo; il BBT sarà una valvola di sfogo, permettendo un trasferimento.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiarito che gli stessi TIR che passano dal Tirolo passano anche in Alto Adige, quindi non ha senso un divieto settoriale: i TIR non sono diminuiti. Si è sempre dimostrata comprensione per le misure che riducono il traffico, ma quelle unilaterali di Austria a scapito di Baviera e Alto Adige non possono essere la soluzione. Estendere il divieto di transito fino a Salorno sposterebbe solo il problema sul Trentino, e aumentare i pedaggi non è possibile: in Europa è stato più volte chiesto di cambiare le regole per garantire una trasparenza sui costi. Non si potrà arrivare a trattative se ogni parte aspetta che sia l’altra ad abbandonare la propria posizione: per trovare una soluzione non bisogna porre un aut aut, ma essere aperti senza porre condizioni. La Provincia ha proposto un pedaggio ambientale che è il massimo che si può attuare a livello europeo, ma la competenza è statale. Non solo Salvini, ma anche l’altra parte ha dimostrato poca elasticità – bisogna lottare perché tutti si arrivi al tavolo delle trattative. Rohrer ha detto di aver pensato che il presidente Kompatscher fosse al 100% schierato con il Tiolo, mente ora ha capito la sua posizione. Ha ribadito la richiesta di uno studio e per un sistema di slot accettabile, e ritenuto che sembra che la Giunta si metta in ginocchio davanti alla politica nazionale. La mozione è stata respinta con 19 no, 13 sì e 1 astensione.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha quindi presentato la Diplomazia al posto del bellicismo (presentata dai conss. Wirth Anderlan e Colli il 13/03/2024), con la quale chiedeva (1) che il Consiglio provinciale si dichiarasse favorevole a un’urgente soluzione diplomatica della guerra in Ucraina e contrario al sostegno di ulteriori azioni belliche attraverso la fornitura di armi da parte dell’Europa e (2) invitasse la Giunta ad attivarsi con determinazione presso il Governo italiano e l’Unione europea affinché si giunga a una soluzione diplomatica della guerra in Ucraina.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha ritenuto che il proponente volesse soprattutto far capire alla sua community le sue intenzioni, e aggiunto che la diplomazia ha incontrato dei limiti, così come le sanzioni: quando un Paese viene attaccato in maniera brutale bisogna riflettere se si vuole lasciar cadere le bombe sulla popolazione o se questa si deve poter difendere. In una missione di pace si può sicuramente scivolare, tuttavia non bisogna cadere nella trappola di ricette populiste: opportuno è avviare un discorso serio e critico sulla possibilità di pace.
Franz Ploner (Team K) ha ritenuto interessante che nella mozione non venisse mai nominato Putin – forse è stata redatta dall’AfD. Prima dell’attacco alL’Ucraina, la diplomazia ha fatto di tutto per evitare la guerra, ma tutto quanto è finito a Buca, vicino a Kiew, dove le persone sono state uccise, torturate, stuprate per responsabilità di Putin. L’Ucraina deve essere messa in condizione di difendersi; l’unica via per la pace è che la Russia si ritiri e rispetti i diritti umani sulla base della Carta delle Nazioni Unite.
Renate Holzeisen (VITA) ha ricordato quanto successo prima dell’attacco russo, come le operazioni NATO, nonché il fatto che l’Ucraina sia piena di laboratori; ha chiesto di informarsi obiettivamente, presso i molti osservatori storici – sottolineando che lei certo non è sostenitrice dell’AfD. Le piange il cuore sapere che il popolo ucraino viene distrutto, anche con le forniture di armi, ma la storia non inizia con l’attacco all’Ucraina da parte della Russia, bisogna vedere cos’è successo prima nel Donbass: la NATO vuole la guerra.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha citato l’ex cancelliere Helmut Schmidt: “Meglio trattare inutilmente per 100 ore che sparare per un minuto”; ha ricordato che Durnwalder aveva presentato il modello di autonomia locale nel Donbass, ma essa era stata respinta per le troppe competenze rimaste allo Stato: “Per risolvere tanti problemi ci vuole l’autodeterminazione”.
Sandro Repetto (Partito Democratico) ha fatto riferimento al concetto di pace “giusta”, difficile da stabilire: i punti della mozione tuttavia vanno a discapito di un Paese, e una pace giusta non può penalizzare un Paese aggredito ingiustamente perché ha voluto scegliere la via della libertà.
Harald Stauder (SVP) ha detto di occuparsi da 35 anni di politica internazionale, e che chi afferma un espansione aggressiva della NATO dovrebbe consultare volumi di storia contemporanea: le adesioni sono sempre avvenute dopo lunghi dibattiti parlamentari e sulla base di precise motivazioni. Va sostenuto l’elemento debole che è stato aggredito: se si vuole dare un segnale, è in questo senso che bisogna andare.
Paul Köllensperger (Team K) ha detto che l’Europa non si può permettere che Putin vinca la guerra, e messo in guardia dalla vittoria di Trump che toglierebbe sostegno alla NATO, il cui ampliamento non può essere visto come giustificazione dell’aggressione di Putin. O si vince la guerra o si trova una soluzione diplomatica; cedere territori a Putin potrebbe spingere altri Stati a prendersi territori nello stesso modo, tuttavia l’escalation va contrastata, perché una guerra convenzionale coinvolgerebbe l’Europa con milioni di vittime – senza una soluzione diplomatica non ci sarà la pace.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha affermato che certe ipotesi bisogna portarle fino alla fine, riflettendo sulle conseguenze, e chiarito che tutti i giorni si viola il diritto internazionale, e ricordato cos’è successo in Cecenia. Segnalando che i Verdi, da sempre pacifisti, ora sono disponibili a fornire armi, ha chiesto di votare la proposta per parti separate, essendo favorevole al punto (2). In quanto alla fornitura delle armi, non è convinto che sia la soluzione.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) si è chiesto cosa volessero ottenere i proponenti con questa mozione, considerando tutte le proposte trasmesse a Roma dal Consiglio provinciale e l’esito che hanno. Non si può far passare l’idea che il Consiglio provinciale può influire a livello internazionale.
Waltraud Deeg (SVP) ha chiarito che in Consiglio provinciale non si può decidere come le persone in Ucraina devono immaginare il proprio futuro: molte persone che vogliono la pace chiedono di non inviare più armi, ma senza armi l’Europa sarebbe nazionalsocialista.
Dai banchi dei consiglieri, Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha chiesto di non mettere in ridicolo la mozione ricordato che i popoli europei chiedono la pace. Molti cittadini non vedono bene l’ossessione per il rifornimento delle armi promossa da politici europei, per paura di ritrovarsi in guerra. Nessuno Stato europeo è in grado di difendersi, a oggi; bisogna rivedere la politica di difesa europea.
Molti desiderano la pace, in Europa, ha detto Andreas Colli (JWA), cofirmatario della mozione: bisogna cogliere tutte le possibilità possibili per concludere questa guerra, ed ecco perché è stata presentata la mozione, al fine di giungere a trattative che portino alla pace. Le sanzioni si sono rivelate inutili, così come è sbagliato l’aumento del budget per gli armamenti in Italia, con 2,2 mld spesi per finanziare gli armamenti all’Ucraina: soldi che mancano alla popolazione.
Philipp Achammer (SVP) ha invitato a non relativizzare ció che non si puó relativizzare: la pace si raggiunge velocemente se la Russia si ritira; alcuni rappresentanti della destra sembra non siano consapevoli di chi è stato un aggressore su uno Stato sovrano. Non bisogna cedere alla legge del più forte, ma stare al fianco di chi viene attaccato. Ha invitato a non dimenticare che all’inizio della guerra c’erano tanti rifugiati, tra cui giovani traumatizzati.
Renate Holzeisen (VITA) ha ricordato che l’obbligo dis ervizio militare in italia è solo sospeso, e che in Ucraina molti giovani cercano disperatamente di sottrarvisi.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha chiesto di fare attenzione alla forma dle dibattito e di non discutere a livello partitico sulla testa delle molte vittime ucraine . Vanno rispettati i pilastri democratici, puntando a democrazia, libertá e dialogo: siano le istituzioni democratiche a cercare una soluzione a livello internazionale.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiesto se con la mozione di intendono creare i due fronti pro e contro la guerra: chi non vuole la pace? Bisogna però chiarire a quale prezzo. La guerra è un fallimento sempre, ma non si può certo ammettere che vinca il più forte perché si è pacifisti: cosa sarebbe accaduto se l’avessero fatto Francesi e Britannici con il regime di Hitler? Perché la Svezia, dopo lunga tradizione di neutralità, ha chiesto di aderire alla NATO? Ha capito che è necessario, e aveva certo informazioni importanti, non quelle di telegram. Tutti vogliono la pace, ma non una che premi l’aggressore; difendere le minoranze, anche quella russa in certe aree, è giusto, ma ci vuole anche una pace giusta. Wirth Anderlan ha ribadito che con la mozione si vuole lanciare un segnale, “anche per i nostri figli”, criticato alcune affermazioni e critiche fatte durante il dibattito, e riferito di ospitare rifugiati dall’Ucraina, che gli avevano chiesto questo intervento. Era accusato di ipocrisia, “ma gli ipocriti siete voi”. Foppa ha invitato a evitare la degenerazione di toni e di rispettare il regolamento per un dibattito ordinato; Holzeisen ha replicato che evidentemente i verdi non accettavano di essere definiti quello che realmente erano, dei belligeranti. Il presidente Schuler ha ricordato che la seduta non è a porte chiuse e invitato a stare attenti all’immagine dell’istituzione. Knoll ha invitato a votare separatamente il punto relativo alla fornitura di armi all’Ucraina. La mozione è stata votata nominalmente per punti separati e respinta: le premesse con 26 no, 4 sì e 3 astensioni, il punto (1) senza le parole relative alla fornitura di armi con 2 no, 8 sì e 3 astensioni, il punto (2) con 18 no, 14 sì e 1 astensione:
(continua)
**MC**
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