(AGENPARL) - Roma, 12 Febbraio 2024 - (AGENPARL) – lun 12 febbraio 2024 Attacco dei lupi agli allevamenti, Cia Umbria «Allevamenti sotto attacco, subito il Tavolo Verde»
Mario Illuminati «Non è vero che tutti i problemi del settore devono essere risolti a livello europeo»
PERUGIA – Due capre morte a seguito dell’attacco di un branco di lupi e altre due mancanti. In Umbria è ancora emergenza lupi ai danni ad attività agricole e zootecniche. L’episodio è avvenuto nei giorni scorsi in un allevamento a Gubbio, a poco più di 100 metri dalle case abitate. Il secondo attacco in 8 mesi nella stessa zona. E se le aree interne sono sicuramente più colpite, oramai gli animali selvatici, in branchi più o meno grandi, che si avvicinano pericolosamente non solo gli allevamenti ma anche i centri abitativi.
«Se le cose non cambiano per i nostri allevatori viene meno il diritto di fare impresa – ha detto Mario Illuminati membro del comitato esecutivo di Cia Umbria e responsabile regionale per Zootecnica – . Gli attacchi degli animali selvatici mettono in ginocchio gli allevatori e la zootecnica umbra. Non è vero che tutti i problemi del settore devono essere risolti a livello europeo, la Regione Umbria può fare la sua parte. Servono urgentemente delle misure specifiche e mirate, come dei contributi una tantum per cani da guardiania, come già avviene in altre regioni. Ma anche degli aiuti per installare delle recinzioni commisurate al numero di capi ovino – caprini posseduti e per i bovini recinzioni della zona parto o primo periodo di vita dei vitelli per chi fa allevamento allo stato brado o semibrado. E ancora, tra le misure che potrebbero aiutare le aziende zootecniche c’è anche il contributo di recinzioni anti cinghiali e ungulati nelle zone svantaggiate dove l’allevamento è il reddito principale dell’azienda per garantire la produzione di cereali e leguminose per l’alimentazione dei propri animali calcolando la superficie da recintare in base alle unità di bestiame adulta, ovvero la dimensione aziendale dell’allevamento, possedute e di conseguenza la quantità minima di cereali e leguminose necessarie per l’uso esclusivamente aziendale e stabilendo comunque un limite». Questo perché il danno causato non è solo il mancato raccolto annuale che potrebbe essere anche risarcito, ma è proprio l’impossibilità di produrre tali colture nel lungo periodo e assolutamente necessarie con relativo aumento dei costi perché costretti a comprarli altrove.
E infine l’appello di Matteo Bartolini, presidente di Cia Umbria e vice presidente nazionale: «Chiediamo la convocazione urgente del tavolo verde in Regione per discutere delle problematiche e cercare soluzioni immediate».
Ufficio stampa
Trending
- MANOVRA, GUSMEROLI (LEGA): SODDISFAZIONE PER INSERIMENTO NOSTRO INCENTIVO RICAMBIO ELETTRODOMESTICI
- Celebrare Pier Paolo Pasolini nel giorno della sua scomparsa – Lunedì alle 17.30 diretta webtv
- Agenzia nr. 1940 – Incidente aereo in Bosnia, il cordoglio di Ruggiero Passero (Per la Puglia)
- Nota di Forza Italia
- Caso Siher: Mauri (Pd), Meloni ha alimentato scontro pericoloso contro gip. Gravissimo, chieda scusa
- Sanità, a Matera tecnologia di qualità
- Giani a Capalbio ricorda Adelaide Aglietta, la prima donna segretaria di un partito in Italia
- LAMPEDUSA, BARABOTTI (LEGA): «CON IL NOSTRO GOVERNO MENO SBARCHI E ACCOGLIENZA DIGNITOSA. AL CENTRO LE PERSONE, NON IL BUSINESS»
- Albania, Tirana nel caos: molotov contro la polizia, cassonetti in fiamme e studenti che respingono i deputati dell’opposizione
- MILENA GABANELLI A “L’ELEFANTE” (RAI 3): «I RAGAZZI MI HANNO DETTO: SONO MESI CHE MANIFESTIAMO, MA PER VEDERCI QUALCUNO HA DOVUTO SFONDARE LE VETRINE”
