(AGENPARL) - Roma, 5 Dicembre 2023 - (AGENPARL) – mar 05 dicembre 2023 *COMUNICATO STAMPA*
*RICERCATORI DELL’UNIVERSITÀ DI TORINOIDENTIFICANO DUE PROTEINE
COINVOLTE NELLA CACHESSIA NEOPLASTICA*
*I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista* Cell Reports Medicine
*,* *suggeriscono un nuovo approccio terapeutico per trattare una sindrome,
associata a molte patologie croniche, che ancora rappresenta un’esigenza
medica*
Gli scienziati del *Dipartimento di eccellenza di* *Biotecnologie
Molecolari e Scienze per la Salute *dell’*Università di Torino*, che
lavorano al Molecular Biotechnology Center di via Nizza 52, hanno
identificato il ruolo chiave di due proteine nella promozione della
cachessia neoplastica e dell’atrofia muscolare. I risultati dello studio,
coordinato dal Prof. *Paolo E. Porporato* del *Dipartimento di
Biotecnologie Molecolari e Scienze della Salute* e sostenuto da *Fondazione
AIRC per la Ricerca sul Cancro*, sono stati pubblicati sulla rivista
scientifica *Cell Reports Medicine
.*
La cachessia è una sindrome associata a molte patologie croniche,
caratterizzata da un forte calo del peso corporeo e da una crescente
atrofia muscolare, che incide drasticamente sulla qualità di vita e sulla
prognosi dei pazienti. In ambito oncologico questa condizione affligge la
maggior parte dei pazienti con malattia in stadio avanzato e rappresenta la
causa di morte in almeno il 20% dei casi. Anche a causa delle scarse
conoscenze alla base della cachessia neoplastica, attualmente non esistono
cure specifiche ed efficaci.
Le cellule che costituiscono i tessuti del nostro corpo rispondono a
stimoli dell’ambiente circostante con flussi di proteine che si attivano e
inattivano, lungo specifiche vie di segnalazione cellulare. La ridotta
attività di una di queste vie di segnalazione, chiamata “BMP-Smad”, induce
una diminuzione della forza e della massa muscolare ed è uno dei meccanismi
biologici noti alla base della cachessia neoplastica.
I ricercatori dell’Università di Torino hanno aggiunto un tassello a questo
quadro, identificando due proteine coinvolte nella riduzione di questa via
di segnalazione: l’ormone eritroferrone (ERFE) e la proteina intracellulare
