
[lid] Delusi dal mondo ambientalista, pensavamo di essere vicini con le idee e progetti per la tutela di questi simpatici animali, però dalla stampa apprendiamo che sono stati fatti solo insulti ma nulla di propositivo per gli altri orsi costretti alla fame. Insomma questi animali stanno facendo capire a modo loro che hanno fame, ma il mondo ambientalista ha parlato esclusivamente di inasprimento delle pene, di costituirsi parte civile con un’invasione della piazza di San Benedetto con fumogeni e striscioni. Una sola proposta sensata è arrivata dal mondo degli allevatori che è quella di portare il cibo che avanza dalle aziende alimentari in alta quota, e comunque lontano dai centri abitati.
Se tutte queste persone invece di coprirsi di cartelloni, fumogeni e striscioni, avessero portato una pianta frutta ciascuno, potevano piantare 2000 piante di frutta generando quattro grandi frutteti con l’aiuto degli agricoltori. Oppure avessero preso accordi con gli allevatori locali al fine di fornire per l’approvvigionamento di animali fine carriera da portare in alta quota in pasto agli orsi, nessuno si sarebbe opposto, anzi sono sicuro che non avrebbero voluto nemmeno i soldi per le carcasse. La connivenza uomo orso non è fatta di locandine, ma di impegno delle categorie sul territorio a collaborare, ma purtroppo la nostra categoria super attaccata, alcune associazione dicono che dobbiamo scomparire, ma non hanno capito che se scompare l’agricoltura e l’allevamento di montagna scompare la tanto decantata la biodiversità, mettendo a rischio anche gli animali in estinzione. Comunque siamo sempre pronti a collaborare al fine di garantire cibo per gli orsi, ma si deve pensare anche ad una gestione di cervi, lupi e cinghiali per riportare un fabbisogno alimentare accettabile per il simbolo d’Abruzzo e non ai progetti life con l’intenzione di allargare l’areale dell’orso solo perché nel centenario parco non vi è cibo a sufficienza, per un numero di orsi da sempre composto da 50 unità. Si spera che nel prossimo futuro tutte quelle associazioni e istituzioni facciano qualcosa di concreto oltre a costituirsi parte civile e spero fermamente che le richieste vengano tutte rigettate, in quanto oggi tutte presenti ma tra qualche giorno nessuno si vedrà più in Abruzzo e nemmeno si preoccuperanno della sorte degli orsi rimasti.
Lo dichiara Dino Rossi, Cospa Abruzzo in una nota.