(AGENPARL) - Roma, 4 Luglio 2022(AGENPARL) – lun 04 luglio 2022 Nascite: nel 2021 Italia ultima in Europa. Un suicidio collettivo?
Nel libro "La trappola delle culle" (Rubbettino dall’8 luglio in libreria) come uscire dall’incubo
L’Italia sta distruggendo la sua unica, vera, ricchezza: gli italiani. Si è allarmato persino Elon Musk, il geniale imprenditore americano della Tesla nonché padre di 7 figli, che il 25 maggio ha lanciato un preoccupatissimo tweet ai suoi 100 milioni di followers: "Se continua così l’Italia resterà senza popolazione". Musk commentava le nascite del 2021: appena 399 mila in Italia, praticamente la metà delle 740 mila francesi. Appena 6,8 neonati per mille abitanti, il più basso tasso di natalità in Europa, dal Portogallo alla Russia. Cosa significa in pratica? Che l’Italia si sta suicidando: mettiamo al mondo pochi bambini già da 40 anni e avere pochi bambini significa che dopo 20 o 30 anni si formano poche coppie che si riproducono ancora meno. E così spariscono interi paesi, scuole, reti ospedaliere, imprese: in pochi anni è svanita nel nulla la popolazione di una città del calibro di Milano. Non è più vero che siamo 60 milioni ma soprattutto le italiane che possono avere figli sono sempre più rare: meno 200.000 l’anno. È ormai un dovere, parola non usata per retorica, rompere il muro dell’indifferenza perché i bambini italiani venuti al mondo nel 2021 dovranno mantenere un esercito di anziani visto che l’anno scorso per ogni 100 neonati si contavano ben 170 ultrasettantenni.
Uno scossone alla inconsapevolezza e alcune proposte concrete arrivano da un libro scritto con stile chiaro e diretto da due giornalisti, Luca Cifoni e Diodato Pirone: La trappola delle culle (Rubbettino, 155 pagine, 15 euro), in libreria e online dall’8 luglio. L’originalità del libro sta nella sua struttura: sei capitoli d’analisi accompagnati da nove proposte ben articolate. Già, perché per uscire dalla "Trappola delle culle" c’è un solo metodo, già sperimentato in Svezia e Germania: avviare una grande campagna collettiva. L’emergenza demografica italiana è così catastrofica che non basta l’intervento dello Stato. Oltre alle leggi è indispensabile un impegno costante e ossessivo di tutti: classi dirigenti e semplici cittadini, imprenditori, sindaci, famiglie, sindacati, volontari, singoli individui. Lo Stato e le Regioni dovranno incrementare gli aiuti e i servizi alle famiglie ma occorre che le mamme e i papà tornino a raccontare e facciano provare a figli e figlie il piacere unico di tenere un neonato fra le braccia, di proteggere e far crescere tante nuove vite e di costruire assieme il futuro.
