(AGENPARL) - Roma, 4 Aprile 2022 - (AGENPARL) – lun 04 aprile 2022 SCAVI FERRARA, DIETRO LA STATUA DEL SAVONAROLA SCOPERTA ‘VASCA’ MEDIEVALE. LA COORDINATRICE DEGLI ARCHEOLOGI: “ECCEZIONALE RINVENIMENTO PER RICOSTRUIRE USI E COSTUMI DELL’EPOCA”. IL GRAZIE E LE CONGRATULAZIONI DEL SINDACO FABBRI
Ferrara, 4 apr – Sarebbe la più antica vasca trovata fino ad oggi delle 18 che il sottosuolo ha restituito negli ultimi decenni a Ferrara: si tratta dell’impianto di ‘smaltimento rifiuti’ di epoca medievale appena emerso dagli scavi ai piedi del Castello estense (scavi realizzati per la ripavimentazione della porzione di piazza Savonarola). Proprio alle spalle della statua del Savonarola, infatti, gli archeologi di Phoenix Archeologia, incaricati dal Comune e coordinati dalla dottoressa Chiara Guarnieri, indagando lo strato di terreno sottostante la superficie, si sono imbattuti nell’incrocio di quattro case, definito dalla convergenza degli angoli di altrettanti muri. “Un elemento, questo, che aggiunge nuovi dettagli per l’approfondimento della planimetria della zona, antecedente alla costruzione del Castello (1385)”. Da una di queste quattro case è poi emersa – come spiega Guarnieri – una ‘vasca di scarico’ sotterranea, coperta da una piccola cupola a volta. Si tratta – spiega Guarnieri – di una tipica struttura ferrarese: vasche di circa 2 metri per 4 realizzate, sotto terra, a ridosso dei muri perimetrali. Qui, attraverso caditoie, venivano gettati rifiuti e oggetti non più in utilizzo. Proprio per questo, indagando a fondo, anche tramite operazioni di setaccio del sottofondo, si possono ricostruire molti elementi relativi a usi e costumi, quotidianità, antichi strumenti utilizzati, alimentazione”. “È un rinvenimento eccezionale che porta con sé la prospettiva di ulteriori scoperte, come accaduto nei precedenti ritrovamenti. Da queste vasche sono infatti emerse ceramiche, vetri, metalli, anche interi oggetti in legno. E con la setacciatura, anche resti di pasti, come ossa e frutta”. A Ferrara, delle 18 analoghe scoperte, tre sono venute alla luce a seguito dei lavori a palazzo Paradiso, facendo emergere circa 200 oggetti. Poiché il nucleo originario del palazzo è del 1391 e la fondazione del Castello risale al 1385, l’ultima scoperta si candida ad essere quella più antica. “Siamo speranzosi e fiduciosi che anche questa volta, con un accurato lavoro di indagine, queste vasche offriranno diversi spunti per arricchire il quadro di conoscenza che il sottosuolo ci sta restituendo”, dice Guarnieri. Alla coordinatrice e al gruppo di archeologi vanno i ringraziamenti e le congratulazioni del sindaco Alan Fabbri, nei giorni scorsi sul posto per assistere agli altri ritrovamenti, grazie ai quali sarà possibile ricostruire più nel dettaglio porzioni rilevanti della mappa del quartiere antecedente alla fondazione della Fortezza estense. Sono venute alla luce, infatti, sui margini Nord e Sud, le strade medievali, i prospetti delle case, gli accessi, parte degli interni del cosiddetto Quartiere del Borgonuovo, così si chiamava l’area in quegli anni.





