(AGENPARL) - Roma, 15 Luglio 2026 - Il valore dello spazio si misura sulla Terra
“Le Tecnologie dello spazio e il governo del territorio”
Alla Camera dei Deputati istituzioni, ricerca e industria delineano la nuova frontiera della Space Economy: trasformare i dati satellitari in strumenti quotidiani per decidere meglio.
Per anni la sfida della Space Economy è stata raccogliere una quantità crescente di dati. Oggi quella sfida è cambiata. Il vero valore non sta più nell’osservare la Terra dallo spazio, ma nel trasformare quelle informazioni in decisioni capaci di incidere sulla sicurezza delle infrastrutture, sulla prevenzione dei rischi naturali, sulla gestione delle emergenze, sulla pianificazione territoriale e sulla qualità dei servizi pubblici. È questa la visione emersa dall’iniziativa «Le tecnologie dello spazio e il governo del territorio», promossa dal Gruppo GeneGIS presso la Sala Matteotti della Camera dei Deputati, che ha riunito istituzioni, Agenzia Spaziale Italiana, Agenzia Spaziale Europea, mondo della ricerca, imprese e pubbliche amministrazioni.
L’incontro ha rappresentato molto più di un convegno. Ha fotografato un cambio di paradigma: il patrimonio di dati prodotto dai sistemi di Osservazione della Terra e dagli investimenti realizzati negli ultimi anni, anche grazie al PNRR, è destinato a diventare uno strumento quotidiano di governo del territorio. Il punto non è più acquisire informazioni sempre più numerose, ma renderle tempestive, leggibili e immediatamente utilizzabili da chi è chiamato a prendere decisioni.
Ad aprire i lavori è stato Salvatore Cincotti, fondatore e owner del Gruppo GeneGIS: «Le tecnologie che fino a pochi anni fa erano difficili anche solo da immaginare oggi sono fruibili dalle aziende ma soprattutto anche dalle pubbliche amministrazioni. Il nostro obiettivo è contribuire affinché diventino di uso comune e sempre più accessibili». Cincotti ha inoltre evidenziato come gli investimenti strategici realizzati dall’Italia nel settore spaziale produrranno ricadute importanti nei prossimi anni, rafforzando il ruolo del Paese nello scenario europeo.
Per Roberto Tartaglia Polcini, CEO di GeneGIS GI e MAPSAT, la sfida consiste nel «portare lo spazio nella disponibilità di tutti, Il valore non risiede più soltanto nella capacità di acquisire dati sempre più accurati, ma nel trasformarli in informazioni semplici, tempestive e realmente utilizzabili da amministrazioni, imprese e territori. È il cosiddetto ‘ultimo miglio’: quello che rende la tecnologia un servizio e il dato una decisione”.
Il filo conduttore dell’intero confronto è stato il rapporto tra pubblico e privato. Da tutti gli interventi è emersa una convinzione condivisa: la leadership tecnologica, da sola, non basta. Occorre costruire un ecosistema capace di integrare ricerca, industria e istituzioni affinché i dati satellitari diventino un’infrastruttura permanente al servizio delle politiche pubbliche.
Stefano Gualandris (ASI) ha ricordato come l’Italia sia oggi tra i Paesi più avanzati al mondo nelle tecnologie per l’Osservazione della Terra e debba valorizzare i propri talenti e le proprie competenze. Gabriella Costa (ESA) ha indicato nel programma IRIDE un’opportunità decisiva per creare nuovi servizi a beneficio del Paese. Maria Fabrizia Buongiorno (INGV) ha richiamato l’importanza di integrare competenze scientifiche e innovazione tecnologica affinché il dato diventi conoscenza operativa. Fabrizio Curcio – Commissario straordinario di Governo alla ricostruzione nei territori colpiti dall’alluvione verificatasi in Emilia-Romagna, Toscana e Marche – ha ricordato come i servizi satellitari siano ormai parte integrante della gestione delle emergenze e della ricostruzione, offrendo un supporto essenziale alle decisioni.
Ha preso parte ai lavori anche Massimo Comparini, Managing Director della Leonardo Space Division, intervenuto in collegamento da remoto, confermando l’attenzione con cui i principali protagonisti dell’industria aerospaziale guardano all’evoluzione delle applicazioni dell’Osservazione della Terra.
Più che il racconto di un evento, il confronto promosso da GeneGIS restituisce l’immagine di una trasformazione ormai in atto. Se ieri la Space Economy coincideva soprattutto con la capacità di costruire satelliti e infrastrutture sempre più sofisticate, oggi la sua vera sfida è trasformare quelle infrastrutture in strumenti quotidiani di governo del territorio. Perché il valore dello spazio non si misura soltanto in orbita, ma nella capacità di migliorare le decisioni che prendiamo sulla Terra. È su questo terreno che si giocherà la competitività della Space Economy italiana nei prossimi anni.



