(AGENPARL) - Roma, 23 Novembre 2021 - REGGIO CALABRIA Nell’ambito di quel procedimento penale è emerso, altresì, come il soggetto avesse agevolato la latitanza di sodali, assicurato il loro mantenimento in carcere, elargito delle somme di denaro, talvolta custodito e fornito armi, ma soprattutto di essere stato espressione imprenditoriale della cosca. In tale veste, egli avrebbe investito nelle sue attività imprenditoriali i proventi delle attività illecite della cosca di appartenenza e di quella alleata dei Rosmini, fruendo dell’influenza e della capacità persuasiva del sodalizio mafioso. Sebbene non diretto intestatario delle imprese e delle società oggetto del sequestro, l’uomo di fatto gestiva le società formalmente intestate a persone di famiglia, delle quali risultava dipendente. La tesi accusatoria, che ha trovato conferma negli esiti processuali registrati nel procedimento Pedigree 2 con l’ordinanza di custodia cautelare, confermata dal Tribunale della Libertà, è che le cosche lo avevano supportato agli esordi della sua storia imprenditoriale con provviste di natura illecita, consentendogli di espandersi, fruendo dell’influenza del sodalizio mafioso per imporre l’affidamento di commesse o l’ acquisto di merci presso le sue attività commerciali. (News&Com)
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